IMG 20190111 WA0001(UMWEB) Una mattina da semi-incubo sulla Perugia-Ancona. E’ quella che è capitata a diverse centinaia di automobilisti e passeggeri trovatisi a transitare poco dopo le cinque di venerdì sulla superstrada aperta due anni e mezzo fa, nel tratto tra Casa Castalda e Valfabbrica, direzione Perugia.

A causa del grave incidente che ha coinvolto più mezzi e in cui ha perso la vita un sessantenne marchigiano, si è creata una lunga coda di mezzi, rimasti bloccati per tre ore nel freddo, prima che fosse loro consentito di fare retromarcia in direzione Ancona-Gubbio-Gualdo e riprendere il cammino cambiando itinerario. Le persone rimaste bloccate, nonostante il disagio e la mancanza di indicazioni di ogni tipo da parte di chi avrebbe potuto darle, si sono comportate civilmente. Vista la gravità dell’incidente, nessuno ha dato in escandescenze, anche se molti hanno visto sconvolgere la loro giornata di lavoro. In molti, però, non hanno mancato di far rilevare la disorganizzazione rispetto ad un evento certamente imprevisto, ma comunque da mettere sempre in conto su una strada di grande comunicazione, specie nella stagione invernale. Anzitutto, il fatto che nel tratto in questione, che è quello nel quale la carreggiata si riallarga a due corsie, non sia stato previsto neppure un punto nel quale si possa attuare uno scambio di carreggiata per far defluire il traffico in caso di imbottigliamenti dovuti ad interruzioni o incidenti. In secondo luogo, gli automobilisti hanno notato che, nonostante le nevicate del giorno prima e della notte, la strada in certi punti non era stata liberata da neve e ghiaccio. Trattandosi di una via di grande comunicazione, che attraversa la zona appenninica e spesso è interessata da fenomeni atmosferici estremi, sarebbe forse il caso che i mezzi antineve siano attivati sistematicamente ad ogni allarme meteo. Molti automobilisti che viaggiavano in direzione Perugia hanno poi fatto notare che, quando sono transitati all’uscita di Casa Castalda, anche oltre un’ora dopo l’accaduto, era presente una pattuglia di vigili urbani (presumibilmente del Comune di Valfabbrica) che, però, anziché dirottare il traffico verso l’uscita e la vecchia statale 318, hanno lasciato che lo stesso andasse verso l’incidente, col risultato di creare una lunga fila di mezzi poi rimasti bloccati per almeno due ore qualche chilometro più avanti. Da ultimo, quando a questi mezzi è stato consentito di fare inversione e uscire a Casa Castalda, quelli che hanno deciso di proseguire verso il capoluogo umbro percorrendo il tracciato della vecchia statale, si sono trovati di fronte a tratti in salita e discesa completamente innevati e ghiacciati. Visto che era chiaro da ore che l’incidente avrebbe bloccato a lungo la superstrada, gli enti preposti avrebbero potuto e dovuto far intervenire, nel frattempo, mezzi spargisale e/o spazzaneve per rendere meno pericoloso il tragitto. Invece, niente di tutto questo, ma ancora disagi per gli automobilisti già reduci da ore di blocco nel gelo. Per la cronaca, la superstrada è rimasta a lungo chiusa durante la giornata in direzione Perugia, tra Branca di Gubbio e Valfabbrica, anche a causa di un altro incidente tra mezzi pesanti, che non ha fortunatamente provocato vittime, avvenuto circa un’ora dopo l’altro tra la frazione eugubina sede dell’ospedale e l’uscita di Casa Castalda.

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