Luca Hindemith ViolaSolo CDcover.w(UMWEB) Una produzione discografica importante che va a colmare un significativo vuoto nel panorama discografico dedicato al repertorio per Viola sola: la realizzazione e distribuzione del CD contenente le quattro Sonate di Paul Hindemith – il cui nome è senz’altro legato alla Viola, strumento di cui fu magistrale interprete, ed al quale dedicò gran parte della sua attività di compositore portando in primo piano uno strumento tradizionalmente relegato a ruoli secondari – si presenta come un evento musicale di grande interesse discografico e musicale, e non solo per gli appassionati del Novecento musicale.

Protagonista di questa importante operazione culturale, prima ancora che discografica, è Luca Ranieri, violista e presidente di UmbriaEnsemble, che ha recentemente concluso con successo la sua ultima fatica discografica, consegnando alla distribuzione globale della casa discografica Brilliant Classics le Sonate op. 11 n° 5; op. 25 n°1; op.31 n°4 e la Sonata datata 1937, tutte per Viola sola. Un successo già confermato dalle prime recensioni del CD appena uscito; recensioni che presentano in termini lusinghieri l’omaggio ad Hindemith (“Musica aperta, sensibile, piena di sorprese, profonda spesso, che Luca Ranieri - evitando l’esercizio puramente strumentale – interpreta con passione, consapevolezza, virtuosismo. Da scoprire”. Emilio Brentani su “Clic Musique!”).

Merita un approfondimento, questo repertorio tanto affascinante quanto di raro ascolto. Dal bel libretto del compianto Prof. Roberto Grisley: “Il disastro della Prima guerra mondiale dietro le spalle, il disastro della Seconda all’orizzonte: è stato il retroterra di queste musiche di Hindemith per viola sola, al di là del consueto termine, Gebrauchsmusik, musica d’uso, che normalmente si impiega nel suo caso. Musica prodotta e usata a seconda del bisogno in cui consapevolmente si restringe ogni dimensione emotiva. (...) Seguendo un’idea neoclassica Hindemith (come Stravinsky, da cui per molti versi però si distacca) era fondamentalmente contrario a tutte le operazioni di critica e di analisi che avevano per oggetto i suoi pezzi, invece di ascoltarli per ciò che erano. Si tramanda una sua affermazione decisamente ironica: “I possessori di orecchie che ascoltano la mia musica non hanno bisogno delle analisi che coloro che invece non hanno orecchie non capirebbero.” Uno degli aspetti centrali del pensiero neoclassico era infatti l’impossibilità della musica di significare altro da se stessa e di appoggiarsi, anche per l’ascolto, su elementi esterni. Dunque come si può interpretare la musica che Hindemith scrisse fra le due guerre mondiali in chiave rappresentativa del suo mondo più intimo? È importante ascoltare con orecchio diverso – come la musica del Novecento richiede – provando a svincolarsi da prassi abitudinarie. Nel Novecento esiste una modalità di ascolto per ogni autore, perché diverse sono le loro concezioni del tempo: è in quella modalità che si cela Hindemith."

www.umbriaensemble.it www.brilliantclassics.com


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