roccaponte2(UNWEB) Spoleto. Significativo aumento di visitatori anche per i tre siti museali spoletini che fanno parte del Polo museale dell’Umbria (Museo archeologico nazionale e Teatro romano, Museo nazionale del Ducato – Rocca Albornoz e Tempietto sul Clitunno).


Nel 2018 il Museo archeologico nazionale e Teatro romano, diretto da Fabio Pagano, è passato da un totale di 32.092 nel 2017 a 37.750 nel 2018, 5.658 visitatori in più con una percentuale di +17,63%.
Boom di presenze al Museo nazionale del Ducato di Spoleto-Rocca Albornoz, diretto da Paola Mercurelli Salari: da 36.674 nel 2017 a 48.079 nel 2018, ben 11.405 in più con una percentuale di +31,10%. Al Tempietto sul Clitunno, diretto sempre da Paola Mercurelli Salari, i visitatori sono infine cresciuti da 6952 nel 2017 a 8313 nel 2018, registrando un aumento di 1361 unità e una percentuale di +19,58.
La ricetta del successo va ricercata nei criteri che hanno ispirato e ispirano la conduzione dei musei, nella capacità di ascoltare e interpretare le esigenze della gente anche con la creazione di adeguati servizi, nell’impegno a calare sempre di più le istituzioni nel cuore della città.
Il neodirettore Pagano del Museo archeologico nazionale si è subito premurato di realizzare una nursery per facilitare la permanenza delle giovani famiglie ed ha avviato laboratori per non vedenti e disabili e promosso conferenze e visite guidate per rendere più accattivante e stimolante l’incontro con il remoto passato. Il Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto si presenta oggi come un cantiere aperto. Fervono le attività per ripristinare la normale funzione degli spazi sanando le ferite inferte dal terremoto. Si avviano lavori per il miglioramento della struttura con la creazione di nuovi servizi. Si progettano iniziative ed eventi per rendere sempre di più il museo luogo d’incontro e occasione di crescita della comunità locale e strumento di promozione del territorio spoletino.
La direttrice Mercurelli Salari del Museo nazionale del Ducato-Rocca Albornoz, dal canto suo, è stata nondimeno particolarmente attenta a valorizzare scambi e condivisioni con analoghe realtà nazionali e a mettere in relazione il patrimonio artistico della Rocca con le ultime tendenze. Al successo di pubblico del Museo nazionale del Ducato hanno contribuito il progetto “Lightquake, Spoleto-Gubbio” un itinerario di black e light art articolato tra la Rocca Albornoz, il Tempietto sul Clitunno e il Palazzo Ducale di Gubbio, la mostra “Capolavori del Trecento”, evento clou dell’estate spoletina, e il percorso proposto nella decima edizione di “Viaggiatori sulla Flaminia: Alfabeti”, una riflessione sul segno grafico affidata a importanti maestri contemporanei che lega ancora la Rocca, al Tempietto e al Ducale di Gubbio e sarà fruibile fino al 7 aprile 2019. A Spoleto e Campello il 2018 si è concluso con l’inaugurazione di “Reimpiego e recupero dell’antico in area spoletina in età longobarda” (aperta fino al 20 luglio prossimo), una piccola mostra inserita nel progetto “Longobardi in vetrina” diffuso sul territorio nazionale nei luoghi del sito seriale Unesco Italia Langobardorum. All’importante incremento hanno contribuito anche le attività ordinarie: conferenze, concerti, spettacoli teatrali, alcuni dei quali realizzati in sinergia con il concessionario Sistema Museo.
E i consensi da parte del pubblico non hanno tardato ad arrivare.

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