Immagine mostra Archeologia delle immagini(UMWEB) Perugia. Sabato 18 maggio, alle ore 18, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria sarà inaugurata dalla direttrice Luana Cenciaioli la mostra Barlumi di sogni. Archeologia dell’immagine in movimento.

In programma fino al 29 settembre 2019, propone una consistente selezione di oggetti provenienti dalla raccolta di Luciano Zeetti, noto collezionista perugino creatore del Museo del giocattolo (con circa 2.000 giocattoli d’epoca, dall’Ottocento ad oggi). Si tratta di materiali concepiti per la realizzazione e rappresentazione di immagini, anche in movimento, comprese in un ampio arco cronologico che dalla fine del Settecento arriva ai primi modelli di televisione. Il percorso espositivo annovera anche alcune lucerne provenienti dalle collezioni del museo. Oggetti questi che stabiliscono un nesso con la luce, condizione indispensabile alla proiezione di immagini, fossero ombre in movimento o figure da guardare in trasparenza. Caleidoscopi, stereoscopi, lanterne magiche, forme di rappresentazione con minuscoli teatri cartacei, i primi proiettori, l’avvento del cinema e della televisione. Una raccolta di notevole valore antiquario, annoverando rarità assolute, anche se l’intento espositivo attiene unicamente al racconto di un percorso, quello incentrato sulle varie soluzione tecnologiche concepite per nutrire lo sguardo e l’immaginario. Sono i primi dispositivi d’intrattenimento, poco più che giocattoli, volti a creare immagini in grado di generare l’impressione del movimento, convenzionalmente definiti con il termine “precinema” Sarà infatti solo con la prima proiezione dei fratelli Lumière, nel 1895, che si inizia a parlare di cinema vero e proprio.Tra i materiali proposti figurano alcune tipologie di lanterne magiche, antenate dirette dei proiettori, in auge dal 1660 fino all’avvento del cinema. Una storia lunga tre secoli, caratterizzata dal fenomeno degli ambulanti che, lanterne in spalla, attraversavano i villaggi di tutta Europa per offrire spettacoli a beneficio di un’umanità esclusa dalla cultura delle immagini. Nel settore dedicato al cinema, oltre alle macchine da presa e proiezione, sono proposti alcuni rarissimi manifesti originali, dei primi anni del Novecento, realizzati per promuovere i film. Alla mostra è associato un catalogo, con testi curati da Marco Saioni, che, attingendo a fonti di stampa dell’epoca, racconta gli esordi del cinema a Perugia e i relativi risvolti sociali prodotti dalla nuova ed apprezzata forma d’intrattenimento.

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