Camerata RCOLunedì 1 Luglio 2019, il Trasimeno Music Festival propone un concerto con la Camerata RCO (solisti della Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam) e la pianista Angela Hewitt: l'appuntamento è alle ore 21.15 presso il Castello dei Cavalieri di Malta a Magione.

Il programma prevede:

Martinu: La revue de cuisine, sestetto per clarinetto, fagotto, tromba, violino, violoncello e pianoforte

Saint-Saëns: Settimino per pianoforte, tromba e archi, Op. 65

Dvorák: Quintetto per archi n. 2 in Sol maggiore, Op. 77

Bohuslav Martinu (1890 – 1959)

La revue de cuisine

Martinu scrisse La revue de cuisine (la rivista di cucina) nel 1927, originariamente come colonna sonora per un balletto. Poi, nel 1930, ne ricavò una suite: un Sestetto per clarinetto, tromba, fagotto, violino, violoncello e pianoforte. La storia del balletto è un racconto esilarante: mestoli, pentole e utensili vari vivono le loro disavventure in cucina, innamorandosi e disamorandosi, con tentativi di seduzione e capitomboli, mescolati in uno squisito stufato di ritmi mutevoli e danze jazz. Il matrimonio di Pentola e Coperchio rischia di essere rovinato dal soave Mestolo. La Pentola soccombe al suo corteggiamento. La Spugna fa gli occhi dolci al Coperchio, ma è sfidata a duello dalla Scopa. La Pentola, tuttavia, stanca del Mestolo, rimpiange le carezze del suo amato Coperchio - ma il Coperchio è sparito! All'improvviso, un enorme piede appare da dietro le quinte e lo scaraventa sul palco. Pentola e Coperchio si baciano e fanno la pace, andando nuovamente d'amore e d'accordo. Il Mestolo sparisce con la Spugna. Così riassunta, la storia sembra assolutamente stupida, ma vedere il balletto accompagnato dalla partitura di Martinu dev'essere molto divertente! Lo spirito del balletto tornerà in vita stasera in questa versione da camera. La suite è in 4 movimenti: Prologo, Tango, Charleston e Finale. Nella strumentazione sono evidenti le influenze del jazz: il pianoforte utilizza un'armonia ricca di dissonanze, la tromba con sordina ricorda le band jazz dell'epoca, l'uso ripetuto del pizzicato nella parte del violoncello ricorda l'uso del contrabbasso nel jazz.

Camille Saint-Saëns (1835 – 1921)

Settimino in Mi bemolle maggiore per tromba, archi e pianoforte, Op. 65

La tromba, per vocazione, non è uno strumento molto votato alla musica da camera. Sicuramente Saint-Saëns non pensava che lo fosse, quando gli fu chiesto di scrivere un pezzo da camera per la Société la Trompette, società di musica da camera parigina fondata da Emile Lemoine. "Un pezzo con una tromba? Impossibile" fu la sua prima risposta. Ma persistette, per amicizia e forse per la sfida creativa, e realizzò un capolavoro per tromba, pianoforte e cinque archi, completandolo nel dicembre del 1880 ed eseguendo di persona la parte pianistica in occasione della prima. Come sia riuscito ad amalgamare il tutto così bene è tuttora un mistero, ma W.W. Cobbett ha espresso il concetto alla perfezione nel suo Cyclopedic Survey of Chamber Music: "la tromba trafigge l'ensemble senza essere volgarmente stridente, introduce le sue frasi maestosamente, sostiene il suono, aggiunge lucentezza alla melodia, o rifinisce una frase con un trillo scintillante."

In quattro movimenti, il Settimino è pervaso da un'atmosfera di gioia danzante e spavalda, motivo per cui è sempre stato molto popolare. Il movimento lento, il bellissimo Intermède, viene a volte descritto come una marcia funebre in miniatura, ma personalmente mi sembra piuttosto una nostalgica reminiscenza del passato, con la tromba che aggiunge una caratteristica patina color seppia. La Gavotte finale, in un tempo binario che ricorda le danze contadine del sud-est della Francia, è brillantemente attraversata da un virtuosistico pianoforte, e questo raro e meraviglioso pezzo da camera si conclude in una corsa frizzante, allegra e chiassosa.

Antonín Leopold Dvořák (1841 – 1904)

Quintetto per archi n. 2 in Sol maggiore, Op. 77

Antonín Dvořák scrisse questo quintetto per archi nel 1875, all'età di 34 anni, nel momento in cui la sua vita ebbe una svolta significativa per il meglio. Fu nel febbraio di quell'anno che ricevette una borsa di studio statale che gli diede, per la prima volta, una certa stabilità finanziaria; e una grande spinta gli arrivò dal sostegno di Johannes Brahms, membro della giuria che assegnò la borsa di studio. Quando il Quintetto fu concluso, lo presentò ad un concorso, dedicandolo "alla mia patria" e vincendo il primo premio.

Con questo Quintetto, la peculiare voce musicale di Dvořák diventa più evidente, la sua musica è più raffinata e strutturalmente più equilibrata; il tutto, sommato ad un suono più imponente. L'insolita aggiunta del contrabbasso come quinto strumento permise a Dvořák di spostare la parte del violoncello in un registro più alto e lirico. Questo Quintetto è stato un po' trascurato, rispetto agli altri lavori da camera di Dvorak. Fu pubblicato erroneamente da Simrock come Opus 77, mentre avrebbe dovuto riportare il numero d'Opus 18; alcuni critici furono indotti a pensare che non fosse all'altezza di certi lavori più tardi del compositore. Eppure è ricco di fascino. Il secondo movimento, Scherzo, ha alcuni meravigliosi momenti lirici; il terzo, Poco andante, è, nelle parole Otakar Sourek biografo di Dvořák, "uno dei movimenti più riusciti nella sua produzione cameristica." E se tra i maggiori estimatori di questo Quintetto c'era niente meno che Johannes Brahms, tanto più potremo apprezzarlo noi. Bravi, Camerata RCO, per averlo messo in programma questa sera!

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BIO ARTISTI

CAMERATA RCO

solisti della Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam

Marc Daniel van Biemen, violino - Annebeth Webb, violino - Santa Vizine, viola – Johan van Iersel, violoncello – Olivier Thiery, contrabbasso – Hein Wiedijk, clarinetto – Albert Langenkamp, tromba – Renée Knigge, fagotto.

La Camerata RCO ha un intenso programma di concerti nei Paesi Bassi e all'estero. L'ensemble è artista residente nelle stagioni di Spaarndam, Dordrecht e anche al Festival Amfiteatrof di Levanto, in Italia. Recentemente abbiamo suonato a Tokyo, Seoul, Vienna, Roma, Torino. Ha realizzato diverse trasmissioni radiofoniche e televisive e ha registrato CD (Corelli, Mozart, Mendelssohn, Ravel) con l'etichetta Gutman Records.

ANGELA HEWITT

Considerata una delle pianiste più eminenti attualmente in attività a livello internazionale, Angela Hewitt si esibisce regolarmente in recital e con le più rinomate orchestre in Europa, nelle Americhe e in Asia. Grazie alla sua profonda e vasta conoscenza della musica di J.S. Bach è annoverata tra i migliori interpreti del compositore al giorno d’oggi.

Ha inciso per Hyperion Records tutte le principali opere per tastiera di Bach, in un pluripremiato ciclo di registrazioni, che è stato definito “una delle glorie discografche della nostra epoca” (The SundayTimes). E' stato recentemente pubblicato il suo ottavo e penultimo dei CD dedicati all'integrale delle Sonate di Beethoven (vi troviamo anche la famosa sonata "Waldstein"). Una nuova incisione delle Sei Partite di J.S. Bach uscirà in autunno. Nel 2015, Angela è stata inserita nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone, grazie alla popolarità di cui gode presso gli appassionati di musica di tutto il mondo.

Dal settembre 2016, Angela Hewitt sta portando avanti la sua “Bach Odyssey”: il progetto, che terminerà nel giugno 2020, prevede 12 recitals, ripetuti in giro per il mondo, durante i quali la pianista esegue l’integrale delle opere per tastiera di Bach. Quest’anno sono in programma tutte le Toccate e le Suites Inglesi, oltre alle Variazioni Goldberg (Toronto Summer Music e Manchester) e, nuovamente, il Clavicembalo ben-temperato (nella Usher Hall al prestigioso Festival di Edinburgo).

Gli impegni della prossima stagione concertistica la porteranno a Tokyo, Firenze, Rimini, New York, Ottawa, Vancouver, Amsterdam, Beverly Hills, Boulder, Atlanta, Oxford, Dortmund, Leipzig, Kalamazoo e Malta. Si esibirà come solista con la Montreal Symphony, l'Aurora Orchestra (Londra), la Toronto Symphony, la Helsinki Philharmonic e dirigerà dal pianoforte i Concerti di Bach con l'Orchestre Ensemble Kanazawa in Giappone. Accompagnerà Ian Bostridge in Winterreise di Schubert a Montreal, e sarà protagonista di eventi speciali con gli scrittori Ian McEwan (alla Konzerthaus di Vienna in aprile) e Julian Barnes (al British Institute Florence, per raccogliere fondi in favore della storica istituzione fiorentina).

Lo scorso maggio, Angela ha ricevuto la più alta onorificenza concessa dal suo Paese d'origine: il titolo di Companion of the Order of Canada (assegnato solo a 165 cittadini canadesi viventi). Nel 2006 ha ricevuto un OBE dalla Regina Elisabetta II. E' membro della Royal Society of Canada, ha sette dottorati onorari ed è Visiting Fellow del Peterhouse College di Cambridge, nel Regno Unito.

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La 15a edizione del Trasimeno Music Festival 2019 si svolge dal 29 giugno al 5 luglio.

La Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, il Castello del Sovrano Militare Ordine di Malta a Magione, la Basilica di San Pietro e la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, il Teatro Signorelli a Cortona, accolgono grandi interpreti della musica classica di fama internazionale e giovani musicisti di talento che nell’arco di una settimana si avvicendano sul palcoscenico in un’atmosfera serena, apprezzata dagli attenti spettatori provenienti da tutto il mondo.

Oltre Angela Hewitt, si esibiscono al TMF 2019: Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi - Matthew Halls, direttore - Anu e Piia Komsi, soprani - Anna Bonitatibus, mezzo soprano - Diego Godoy, tenore - Christian Senn, basso - Gloria Campaner, pianoforte - William Crane, harmonium - Mark Simpson, clarinetto - Rodney Prada, viola da gamba - Cristiano Contadin, viola da gamba - Simone Vallerotonda, tiorba - Camerata RCO (solisti della Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam) - Il Pomo d’Oro, orchestra - Emöke Baráth, soprano - Francesco Corti, clavicembalo e direttore orchestra Il Pomo d'Oro – il Quartetto Fauves che suonano per l'Anteprima Festival.

A proposito della 15a edizione del TMF, Angela Hewitt dichiara:

"Mettere insieme un evento come questo non è un'impresa facile. In effetti, avrei potuto rinunciare ormai da qualche tempo, se non fosse stato per il tremendo entusiasmo degli affezionatissimi musicofili che, da tutto il mondo, ogni anno tornano in Umbria per assistere al festival. È grazie alla loro calorosa amicizia e al loro prezioso sostegno finanziario che siamo in grado di continuare. A loro vorrei quindi dedicare questo anniversario, una piccola testimonianza della mia immensa gratitudine.

Una parte rilevante del mio lavoro come direttore artistico consiste nell'abbinare la musica all'ambiente circostante, in modo che l'ascoltatore possa vivere un'esperienza totalmente coinvolgente. La serata inaugurale di quest'anno ne è un esempio perfetto: la Petite Messe Solennelle di Rossini avrà come cornice uno dei più maestosi luoghi di culto del mondo, la Basilica di San Francesco ad Assisi. Il cortile quattrocentesco del Castello dei Cavalieri di Malta a Magione ha un'atmosfera magica nelle sere d'estate, l'ideale per recital solistici o di musica da camera. Il Teatro Signorelli, un vero gioiello nel centro di Cortona, quest'anno ospiterà due eventi. A Perugia, torneremo in uno dei luoghi che amiamo di più, la Basilica di San Pietro, che ha un'acustica e un'atmosfera celestiali (attendo con gioia di eseguire lì l'ultima sonata per pianoforte di Beethoven, l'Op. 111), e anche alla Sala Podiani della Galleria Nazionale dell'Umbria, perfetta per la musica contemporanea. Anche la piazzetta del borgo di San Savino sul Lago Trasimeno, dove ospiteremo un quartetto d'archi per l'anteprima del festival, è ricca di fascino e bellezza.

I musicisti che collaborano con me quest'anno sono tutti eccezionali, per il talento e le qualità personali. Siamo molto lieti di accogliere nuovamente, come ospite speciale, il famoso scrittore Ian McEwan. Per me è importante che al Trasimeno Music Festival artisti e pubblico si uniscano per creare un'esperienza indimenticabile.

Un sentito ringraziamento va anche alle istituzioni, ai partner, agli sponsor privati, ai fornitori, allo staff e ai volontari del TMF, e a tutti coloro che ci permettono di realizzare questo festival, rendendolo una parte così significativa della mia vita".

Il festival, oltre agli 8 concerti in programma nei 7 giorni, propone al pubblico anche iniziative collaterali come:

l'incontro con lo scrittore inglese Ian McEwan, autore del romanzo "La ballata di Adam Henry" dal quale è stato tratto il film "The Children Act - Il verdetto" diretto da Sir Richard Eyre, con gli attori Emma Thompson e Stanley Tucci; la sceneggiatura è dello stesso McEwan. L'appuntamento è per martedì 2 Luglio 2019, ore 16 al Teatro Signorelli di Cortona: Angela Hewitt e Ian McEwan presenteranno il film che sarà proiettato in lingua inglese con i sottotitoli in italiano, ingresso gratuito;

"Anteprima Festival", un concerto gratuito con i giovani musicisti di talento che formano il Quartetto Fauves, che si terrà il 28 giugno prossimo alle ore 21 presso la piazza del borgo di San Savino (frazione del Comune di Magione) che si affaccia sul Lago Trasimeno;

dibattiti pre-concerto moderati dal giornalista Eric Friesen (Castello del Sovrano Militare Ordine di Malta, ore 20.30 del 3 e 5 luglio 2019). L'ingresso è gratuito per tutti i possessori del biglietto per il concerto serale.

Durante il periodo 28 giugno – 5 luglio 2019, tutti i possessori di un biglietto di qualsiasi concerto incluso nel programma del TMF, potranno visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia con la tariffa ridotta d’ingresso di 4 euro anziché 8 euro. Inoltre, sempre con lo stesso biglietto d'ingresso, potranno visitare la mostra di fotografie del newyorchése Jimmy Katz, organizzata dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in collaborazione con il Trasimeno Music Festival e Umbria Jazz. L'esposizione che si inaugurerà il 27 giugno prossimo, sarà visitabile fino al 1° settembre 2019.

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Il Trasimeno Music Festival è annoverato dalla stampa estera e nazionale come ”uno dei più prestigiosi festival in Europa”, "una piccola Onu della cultura", “uno dei migliori festival musicali in Italia”.

Poiché moltissimi stranieri che frequentano il festival rimangono 9/10 giorni in Italia, la manifestazione artistica riveste anche un ruolo di primo piano per la promozione e valorizzazione delle città e dei borghi in cui si tengono i concerti, dal punto di vista culturale, turistico e sociale.

Per la sezione "INCONTRI" del festival, sono passati gli scorsi anni "ospiti speciali" che si sono distinti in vari settori professionali: scrittori pluripremiati, nell’opera dei quali la musica riveste un ruolo centrale come Ian McEwan, Vikram Seth, Julian Barnes, William Fiennes, Madeleine Thien – musicisti, musicologi, personalità del mondo musicale, discografici, giornalisti di settore come Michael Steinberg, Michael Berkeley, Sir Jeffrey Tate, Sir Roger Norrington, Marina Mahler, Simon Perry, Eric Friesen – lo storico photo editor di Life Magazine e The New York Times John G. Morris - gli attori Roger Allam e Simon Callow, il regista Sir Richard Eyre.

L'Associazione Trasimeno Music Festival, per la realizzazione dell'edizione 2019 ringrazia:

il Comune di Magione, Main Partner – i numerosi “Amici del Festival”, soci Donatori provenienti da tutto il mondo – la Regione Umbria per il contributo economico – la Galleria Nazionale dell’Umbria, Partner della manifestazione - il Sovrano Militare Ordine di Malta per la disponibilità ad ospitare i concerti al Castello di Magione – la Fondazione per l’Istruzione Agraria per la concessione dell’Abbazia e la Basilica di San Pietro di Perugia – l’Associazione Culturale Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco Assisi per il concerto del 29 giugno - il Comune di Cortona per le iniziative del 2 luglio - l’Accademia degli Arditi di Cortona per la collaborazione alle iniziative del 2 luglio nel Teatro Signorelli – l'Associazione Turistica Pro Magione – la Pro Loco San Savino - Fazioli Pianoforti e Umbra Label per la sponsorizzazione del festival.

La manifestazione si avvale del patrocinio dei Comuni di Assisi, Perugia, Magione e Cortona.

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