UE Inauguraz AulaErcole ABA(UNWEB) Perugia. Figlio di Zeus - il più potente tra tutti gli dèi dell’Olimpo, padrone del cielo e del tuono, di ogni divinità e di ogni sovrano – e della bellissima e virtuosa Alcmena, Eracle interpreta, più di qualsiasi altro eroe, la tensione tutta umana a superare la finitudine della propria natura per proiettarsi, grazie alla virtù, all’abnegazione ed alla costanza del proprio impegno, verso la perfezione dell’immortalità. Le mitiche fatiche cui gli dèi, gelosi, lo avevano sottoposto senza pietà e senza posa, non sono mai riuscite ad indebolire la sua straordinaria forza fisica: Ercole – primo mortale a divenire dio - ci viene consegnato dalla mitologia come il simbolo dell’uomo che può superarsi attraverso l’esaltazione della propria natura fisica, della propria dimensione tutta umana.

Così, infatti, ancora oggi definiamo Ercole, per antonomasia, una persona dotata di straordinaria forza fisica; un pegno di gratitudine verso il gigante umano la cui vigoria fu anello di congiunzione tra l’umano ed il divino; i mortali e l’immortalità.

Dall’alto dei suoi oltre tre metri, l’Ercole Farnese – copia ellenistica di un bronzo greco del IV° secolo a.C. - domina da due secoli esatti le splendide collezioni artistiche dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Acquistata nel 1818 dal Comune di Perugia, per conto della stessa Accademia, l’imponente opera aveva la funzione didattica di consentire agli studenti un miglior studio del disegno grazie ad un modello tanto nobile.

Oggi, finalmente, il capolavoro classico ha uno spazio dedicato, e che dall’eroe greco, simbolo della capacità di superarsi, prende il nome: l’Aula Magna dell’Accademia, fresca di importanti interventi di ristrutturazione, sarà l’Aula dell’Ercole Farnese. Mercoledì 18 Settembre, con inizio dalle ore 17.30, l’inaugurazione della nuova Aula si aprirà con un ricco programma di saluti da parte di Autorità istituzionali e di lectiones magistrales per concludersi – intorno alle 19 – con un piacevole omaggio, tra parole e Musica, a Tommaso Minardi, illustre Direttore dell’Accademia tra il 1819 ed il 1821, e celebre pittore purista, al quale si devono fondamentali riforme didattico-culturali, fra cui l’istituzione di conferenze di arte ed architettura.

Questo indirizzo è stato decisamente inteso come di buon auspicio all’attuale Direttore dell’Accademia, Prof. Emidio De Albentiis,che leggerà brevi memorie dedicate all’opera del Minardi in un raffinato contrappunto con il violoncello di M. Cecilia Berioli (UmbriaEnsemble) sulle note del “Vocalise” di Serghej Rachmaninov. Una vocalizzo, un canto senza parole, capace di trasferire la dimensione della voce umana in quella del sublime, dove è l’Arte l’anello che unisce umano e sovrumano, finito ed infinito.

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