avis umbriaL’associazione parla di “obiettivi non raggiunti” e chiede una soluzione ai problemi esposti

(UMWEB) Perugia,  – “In considerazione della non autosufficienza nazionale e della nostra regione di plasmaderivati, che oggi rappresentano una notevole spesa per la sanità pubblica, in tutti i Piani regionali e nel Piano nazionale sangue si sono concordati obiettivi di raccolta mai raggiunti”. Questa la posizione di Avis Umbria che illustra la situazione regionale.

“Ci sono macchine inutilizzate per la raccolta del plasma (Città di Castello e Terni) per le quali si è chiesto una loro ridistribuzione sul territorio per consentire un potenziamento del Sit (Servizio immunotrasfusionale) di Foligno, una raccolta nei punti di Orvieto e della Media Valle del Tevere a Pantalla – specifica il presidente di Avis Umbria Andrea Marchini –: anche in questo caso i direttori generali della Usl Umbria 1, della Usl Umbria 2 e dell’Azienda ospedaliera di Terni tacciono. La raccolta di plasma non è promossa dal personale dei Sit e dei Prf”. L’Avis, in campo nazionale e regionale, ha avviato “un’impegnativa” campagna promozionale e di informazione dal titolo ‘Quest’anno va di moda il giallo’.
“Accertata la maggiore fidelizzazione del donatore sottoposto alla ‘prima donazione differita’, preso atto delle scelte nazionali a favore di tale procedura, viste le indicazioni di piano regionale e di convenzione e considerato che sul territorio regionale è praticata sia dalla Usl Umbria 1, sia dalla Usl Umbria 2 – spiega il presidente Marchini –, l’Avis ne ha fatto richiesta alle due Aziende ospedaliere di Perugia e Terni: tutti tacciono. A tutti i direttori è stato chiesto di individuare per tale pratica ‘percorsi preferenziali’ per l’accertamento della idoneità: nessuna risposta”. L’Avis regionale chiede “– conclude il presidente Marchini – che la soluzione ai problemi esposti sia quanto prima posta quale ‘obiettivo’ dei direttori generali”. L’Avis si impegna a informare di tutto ciò che avviene “nell’interesse dei fruitori dei servizi sanitari”.

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