Nicola Mariuccini(UNWEB) - CASTIGLIONE DEL LAGO - Ultime giornate per il festival "Storie di Storia, l'arte della narrazione" di Castiglione del Lago: letteratura, cinema e teatro a confronto, in una fortunata edizione quest'anno dedicata alle storie di donne che hanno fatto la storia, frutto della collaborazione tra Comune, Biblioteca Comunale insieme alla libreria Libri Parlanti, Lagodarte e l’associazione Soggetto Donna. L’evento costituisce il risultato dell’incontro tra vari linguaggi, da quello letterario a quello cinematografico, teatrale e musicale, in una kermesse che vede protagoniste scrittrici, registe e attrici cimentarsi nell’arte della “narrazione” con il compito di coinvolgere e stimolare l’interesse dello spettatore.


Domani 8 dicembre Nicola Mariuccini, alle ore 17:30 nella splendida cornice della Sala del Teatro di Palazzo della Corgna, presenta il suo libro "La prigione di cristallo" edito da Futura. Mariuccini, umbro di Umbertide, mette al centro del romanzo una donna, Vicky, e un paese, la Grecia dei colonnelli della fine degli anni 60, e li schiaccia sotto una violenza domestica, politica e sociale, che reprime, reiterata e sottile, quasi normalizzata e che sembra togliere fiato e speranza. L'autore sceglie il dialogo come forma narrativa, perché nei ritmi serrati della conversazione che svelano via via i dettagli della vicenda, in quella stessa struttura espressiva, sta la via per l’inversione di rotta, grazie al potere liberatorio, e di presa di coscienza, della parola, che è già, per se stessa, una vittoria. E il "sociale" resta in primo piano in questo parlare secco e ritmato, compatto e piacevole nei numerosi flashback, dove non c’è spazio per l’indugio sentimentale, sebbene sia proprio l’amore, per una donna, per un Paese, per la libertà, per la poesia, più volte citata, a muovere la storia, animata da personaggi appena tratteggiati eppure, come prismi insondabili, complessi da decifrare. Un’opacità voluta, che amplifica il senso di smarrimento di un tessuto malato nella sua cellula primaria, la famiglia, rappresentativa, per sineddoche, di una società messa in pericolo da una cattiva politica. Conduce l'incontro con Nicola Mariuccini l'Assessore alla Cultura Ivana Bricca. Al termine verrà offerto un aperitivo con degustazione di prodotti tipici locali.
Sabato 9 alle ore 17:30, sempre nella Sala del Teatro di Palazzo della Corgna, è la volta di Loredana Limone che presenta "Una lettera lunga una vita" edito da Centoautori. Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. Loredana Limone è napoletana e vive a Milano. Esordisce come scrittrice nel 2002 con la raccolta di fiabe "Il trenino arlecchino e altre storie". Di seguito pubblica diversi altri libri di fiabe e di gastronomia. Il primo romanzo, che la fa conoscere al grande pubblico è "Borgo Propizio" che riceve la menzione speciale nell'edizione del 2012 del Premio Fellini, premio "rivolto alle autrici italiane che nei loro testi sono riuscite ad interpretare al meglio l’aspetto della creatività onirico-immaginaria, la sensibilità psicologica, la creatività e talvolta la crudezza che ispirarono il lavoro di Fellini". Gestisce il laboratorio di scrittura creativa gastronomica "Sapori letterari", presso la Biblioteca civica "Lino Penati" di Cernusco sul Naviglio. L'incontro di sabato con Loredana Limone sarà condotto dalla scrittrice Elisabetta Bricca. Al termine verrà offerto un aperitivo con degustazione di prodotti tipici locali.
La seconda edizione di "Storie di Storia" si conclude domenica 10 dicembre alle 17,30 a Palazzo Corgna con la presentazione della biografia di "Serafino Calindri" di Don Remo Serafini, storico e parroco di Sanfatucchio.
Serafino Calindri nacque a Perugia nel 1733 dopo aver frequentato le prime scuole a Perugia, studiò matematica e architettura civile a Roma, ove ebbe come insegnanti il gesuita Ruggero Boscovich, tipico intellettuale cosmopolita settecentesco e il pittore e architetto Luigi Vanvitelli. Ingegnere e architetto specializzato in idraulica, apprezzato e segnalato da Boscovich a Luigi XV di Francia per i lavori al porto di Cherbourg, nel 1762 fu incaricato della sistemazione del porto di Rimini e del corso del fiume Marecchia. Calindri viene oggi ricordato principalmente per il suo Dizionario corografico (1781-1785). Nelle ambiziose intenzioni dell'autore, il Dizionario avrebbe dovuto illustrare, mediante pubblicazioni a cadenza periodica, l'intera Italia sotto vari profili: storico, economico, geografico. Il progettò non fu realizzato: le pubblicazioni si limitarono ai primi sei tomi riguardanti il territorio bolognese. Ciò nonostante il testo, pur se incompleto e con varie imprecisioni, può considerarsi un importante riferimento storico per la descrizione di diversi centri abitati negli ultimi decenni del XVIII secolo. Calindri ebbe due mogli e ben trentacinque figli e dopo essere rimasto vedovo per la seconda volta, intorno al 1801, fu ordinato sacerdote, divenne poi parroco di una chiesa di Città della Pieve, ove poi morì a 77 anni nel 1811. Introduce e conduce l'incontro il prof. Mario Tosti Università degli Studi di Perugia. Alle 18:45 circa si chiuderà il pomeriggio e il festival con un aperitivo con degustazione di prodotti tipici locali.


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