CEjcRj4WIAAIDBa.jpg large(ASI) Lettere in redazione. GUBBIO,  – "Promesse non mantenute". Così potrebbe essere sintetizzata la presa di posizione del presidente della Regione uscente, Catiuscia Marini, per quanto riguarda la tutela e i diritti degli animali. Nella legge n. 11 "Testo Unico in materia di sanità e servizi sociali", pubblicata lo scorso 15 aprile sul Bollettino ufficiale della Regione, nessun aggiornamento annunciato è stato introdotto rimanendo, di fatto, fermi al 1994, anno di approvazione delle "Norme per la tutela degli animali d'affezione e per la prevenzione del fenomeno del randagismo".

A nulla sono valsi i confronti e gli incontri tra la Regione e le associazioni animaliste del territorio avvenute nel corso degli ultimi anni, nonostante le rassicurazioni proprio di Marini. "Una proposta innovativa ed ambiziosa, quasi una legge quadro di settore, che rivoluziona l'approccio culturale del benessere animale, mettendolo fortemente in relazione agli aspetti legati all'affettività e alla vivibilità degli animali d'affezione", annunciò il presidente della Regione uscente in occasione del convegno "Per una legge regionale sui diritti e sulla tutela degli animali", che si è tenuto il 14 marzo 2014 a palazzo Donini.

"Peccato che nulla di quello che è stato promesso è stato poi mantenuto", tiene a specificare Ernesta Cambiotti, candidata alle regionali nella lista civica "Ricci presidente" e presidente dell'associazione animalista "Animal Mind Italia - sezione Umbria", che denuncia "un memorabile "copia e incolla" della normativa precedente. "Il lavoro delle realtà associative del territorio in fatto di tutela e diritti degli animali, svolto in tutti questi anni, è azzerato da scelte per nulla condivisibili e assolutamente discutibili da parte di chi ha governato fino ad ora", spiega Cambiotti che aggiunge: "Nel Testo unico si rimane fermi al 1994. Nessuno sviluppo e nessun cambiamento viene attuato, a differenza di quanto si sta verificando a livello nazionale e in molte regioni italiane. Proprio in Umbria purtroppo si ha questo scenario, Umbria che da sempre è all'avanguardia e uno dei territori più virtuosi nella salvaguardia dei diritti degli animali". Sotto accusa, gli articoli della legge 11 che vanno dal 206 al 228. Poche pagine in cui vengono ribaditi i concetti già espressi nel 1994, che non tengono conto delle evoluzioni normative, sociali, giuridiche intercorse in questi venti anni, a livello locale e nazionale. "Si parla nel documento, ad esempio, ancora di tatuaggio per il riconoscimento del cane e non di microchip. Ed ancora, viene trattato il tema dell'eutanasia in maniera lacunosa, specificando esclusivamente che deve essere eseguita da un medico veterinario. Questi sono solo alcuni limiti della normativa. In questi anni le associazioni animaliste hanno lottato per rivendicare i diritti degli animali e le promesse di Marini hanno solo disilluso tutti", ha infine concluso Cambiotti chiedendo di modificare quanto prima una legge che mortifica e sminuisce la vita degli animali e l'impegno di chi ha deciso di tutelare i loro diritti.

Ernesta Cambiotti

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