86932977 2626468930923462 7470017145103974400 oSi è svolto questa mattina a Palazzo Cesaroni un convegno per la presentazione del volume “Le politiche per la competitività e l’innovazione delle imprese in Umbria. Una valutazione di impatto”. Dalla ricerca è emerso che tra il 2009 e il 2018 per i Por Fesr sono stati emanati oltre 50 bandi, con contributi di oltre 216milioni di euro a favore di 1.850 imprese. Le principali beneficiarie sono state le imprese manifatturiere e di servizi. A fronte di un euro di finanziamento l'aumento di valore delle produzioni è stato di 4 euro e c'è un addetto in più ogni 78mila euro di finanziamento.

 

(UNWEB) Perugia  – Tra il 2009 e il 2018 per i Por Fesr sono stati emanati oltre 50 bandi, con contributi di oltre 216milioni di euro a favore di 1.850 imprese. Le principali beneficiarie sono state le imprese manifatturiere e di servizi (in particolare informatici), per progetti di ricerca e sviluppo, investimenti innovativi, ammodernamento macchinari, per start up innovative. A fronte di 1 euro di finanziamento l'aumento di valore delle produzioni è stato di 4 euro e c'è un addetto in più ogni 78mila euro di finanziamento. Ma per ricerca, sviluppo e innovazione, l'Umbria non sta al passo delle regioni vicine. Sono queste i dati principali emersi oggi dal convegno per la presentazione del volume “Le politiche per la competitività e l’innovazione delle imprese in Umbria. Una valutazione di impatto” a cura di Giorgio Montanari, Luca Ferrucci e Simonetta Silvestri.

Nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, dopo i saluti istituzionali della vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Paola Fioroni e del prorettore dell’Università degli studi di Perugia Fausto Elisei, i lavori sono stati aperti dal presidente della Seconda commissione consiliare Valerio Mancini. A seguire ci sono stati gli interventi di Simonetta Silvestri, dirigente del Servizio studi, valutazione delle politiche e organizzazione di Palazzo Cesaroni, dal titolo ‘La cultura della valutazione nel perimetro istituzionale’; quello di Nicola Falocci, del Servizio studi, valutazione delle politiche e organizzazione, su ‘Il quadro normativo: la legge regionale 25/2008 e la sua implementazione’; l’intervento di Giorgio Eduardo Montanari, Direttore del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, ‘Una valutazione di impatto attraverso l’analisi dei beneficiari di contributi’; e quello di Luca Ferrucci, professore di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Perugia sulle ‘Linee interpretative delle policy regionali ed indicazioni per il futuro’. Subito dopo Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, ha coordinato una tavola rotonda a cui hanno preso parte Michele Fioroni, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Luca Angeloni, responsabile del centro studi e ricerca della Confindustria Umbria, Renato Cesca presidente Cna Umbria, e Iacopo Olivi, presidente Abi Umbria.

Concludendo i lavori VALERIO MANCINI ha detto che “il convegno di oggi ha dimostrato che c’è bisogno di ripensare tutte le politiche valutative. Dagli interventi è emerso come negli ultimi dieci anni non è stata fatta una adeguata programmazione. Chi ha redatto e finanziato bandi e leggi non è riuscito a raggiungere gli obiettivi. Per questo tutti gli organi operativi della nostra Regione che si occupano di programmazione e di finanza necessitano di una profonda rivisitazione, non solo nei vertici ma anche nei quadri intermedi”.

La curatrice del volume SIMONETTA SILVESTRI ha sottolineato come questo sia “il primo esempio di valutazione organica delle politiche pubbliche che ha visto la collaborazione tra l’Assemblea legislativa dell’Umbria e l’Università degli studi di Perugia. Discutere dell’attuazione delle leggi è il modo migliore per fornire gli elementi necessari al decisore affinché possa approvare una buona legge”.

SCHEDA

La RICERCA “Le politiche per la competitività e l’innovazione delle imprese in Umbria. Una valutazione di impatto” è stata realizzata dal Servizio Studi, Valutazione delle politiche e Organizzazione di Palazzo Cesaroni in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia, con l’obiettivo di valutare gli effetti della legge regionale ‘25/2008’ “Norme in materia di sviluppo, innovazione e competitività del sistema produttivo regionale”, a 10 anni dalla sua approvazione. Lo studio ha analizzato gli incentivi regionali in materia di ricerca, sviluppo e innovazione in favore delle imprese, e partendo dagli elenchi dei beneficiari, punta a valutare l’efficacia dei contributi. Lo studio valuta anche l’impatto dei fondi Fesr sul sistema produttivo regionale.

I RISULTATI: Considerando i due Por Fesr 2007-2013 e 2014-2020, esaminati fino al 2018, il totale delle imprese beneficiarie di contributi è di 1847 che complessivamente hanno beneficiato di 3mila 691 contributi per un ammontare totale di 216milioni 217mila 921 euro. Quelle che hanno ottenuto 5 o più contributi costituiscono l’8,7 per cento delle imprese beneficiarie e si aggiudicano il 32 per cento del numero dei contributi e il 46 per ceno del loro ammontare totale. Le imprese con un solo contributo sono il 63 per cento a cui è attribuito il 24 per cento dell’ammontare totale dei contributi concessi. Il 27 per cento delle imprese beneficia di meno di 10mila euro mentre meno del 5 per cento beneficia di un importo non inferiore ai 500mila euro e complessivamente di oltre il 43 per cento del totale dei contributi erogati. Le imprese che hanno ricevuto contributi per ricerca e sviluppo e investimenti innovativi hanno un rapporto di 1 a 4 tra contributi concessi e incremento addizionale del valore della produzione ottenuto a cinque anni circa dalla fruizione dei contributi. Per quanto riguarda il valore delle attività c’è un rapporto di 1 a 1 tra euro concessi in contributi e incremento del valore della produzione ottenuto a cinque anni dalla concessione dei contributi. Per l’occupazione si stima un aumento occupazionale di circa 284 unità, con un addetto aggiuntivo ogni 78 mila euro di contributo erogato.

Ci sono DATI SU CUI INTERROGARSI. Ad esempio se la possibilità di accedere a più contributi da parte della stessa impresa sia utile o se non sia meglio ampliare la platea dei beneficiari. Altra domanda è sulla parcellizzazione: quasi il 30 per cento delle imprese ha avuto contribuiti sotto ai 10mila euro, piccoli aiuti che difficilmente possono incidere significativamente sulla crescita dell’impresa, ma la loro erogazione impegna la macchina amministrativa regionale in modo pari ai contributi più grandi.

Il sostegno alle imprese ha riguardato in particolare aziende manifatturiere, di dimensioni medio grandi, in particolare della meccanica e della lavorazione dei metalli, della chimica, della plastica e della carta. Ci si può chiedere se questa selettività di settori e dimensioni delle imprese sia la più efficace per la crescita delle imprese, visto che dal 2011 al 2015 c’è stato un calo del 7 per cento del numero delle imprese manifatturiere.

Altra domanda riguarda la capacità dei sostegni di assicurare lo sviluppo delle imprese. Il 12,4 per cento delle imprese beneficiarie risulta non attivo o in liquidazione a fine maggio 2018, pur avendo assorbito il 14,4 per cento di tutti i contributi pari a circa 20 milioni di euro. Tra queste vi sono anche alcune grandi imprese che hanno goduto di contributi per un totale superiore anche al milione di euro.


 

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