ND5 1847 original(UMWEB) Perugia. Tutti lo sapevano: contro la Calzedonia Verona dell’ex tecnico Nikola Grbic, del neo acquisto Matey Kaziyski e di altri giocatori importanti come Sebastian Solè e Stephen Boyer, che hanno cambiato letteralmente faccia a questa squadra, sarebbe stata una battaglia e così è stato. La Sir Safety Conad Perugia, dopo due e un quarto di gioco, è riuscita ad avere la meglio al tie break e a conservare la vetta della classifica.

La risposta a Trento, che ieri ha travolto senza tanti complimenti Sora, è dunque arrivata e sabato 5 gennaio sarà il giorno dello scontro diretto al Pala Trento, parquet da sempre ostico. Per violarlo servirà la partita perfetta, con meno errori e più convinzione. La speranza è che questa settimana di lavoro sia produttiva al massimo per limare le imperfezioni che anche stasera non sono mancate, ma che sono state mascherate da una grande forza di volontà e determinazione.

UN OCCHIATA AI NUMERI – Ci sono diversi fattori che fanno sì che il divario tra due squadre, in un campionato assai difficile come quello italiano, venga praticamente azzerato. Una di questa è la ricezione, terminata appannaggio di Verona (46% vs 43%). Dal canto suo Perugia ha murato (10 vs 8) e attaccato meglio (54% vs 47%) e sono questi i due fondamentali che hanno spostato l’ago della bilancia in suo favore. Altro neo i tanti errori al servizio (23 vs 19), aspetto da migliorare se si vorrà tornare da Trento con il sorriso. MVP Marko Podrascanin, capace di farsi sentire nei momenti chiave di un match non certo semplice.

LA CRONACA DI UN MATCH INFINITO – Dopo oltre un mese, forse più di quanto fosse lecito attendersi, torna a referto tra i centrali Fabio Ricci, ma Bernardi dà nuovamente fiducia a Gianluca Galassi, sicuramente sorretto da una condizione migliore. Inizialmente è un duello da due ex Trento, Filippo Lanza da una parte e Sebastian Solè dall’altra, apparsi molto ispirati (9-8). L’equilibrio è spezzato dall’arma più importante di questo periodo, il servizio: ne mette giù due di fila Leon (12-8), poi Galassi di segnala a muro su Kaziyski (13-8). La strada è già tracciata, ma il campione bulgaro ci prova con l’ace del 14-11. È però ancora la battuta ad essere determinante nelle sorti di questo primo set: è Atanasijevic a fare male alla ricezione scaligera (20-15), poi Lanza e Leon scavano un solco oramai incolmabile (22-16). Il muro di Seif ancora su Kaziyski pone fine ai giochi: 25-16 e palla al centro. La partita è tutt’altro che facile, aveva già messo tutti in guardia il coach bianconero, e lo si capisce sin dall’inizio del secondo set: il servizio di Kaziyski del potenziale 3-3, giudicato out dagli arbitri, è invece corretto come “in” dal videocheck (2-4). Il distacco è annullato dall’ace di Leon (4-4). Il campione caraibico si fa però murare da Boyer e la partita cambia (8-10). Anche la ricezione dei Block Devils è approssimativa sulla battuta di Spirito (13-16). Perugia non molla e riesce dapprima a pareggiare grazie ad un fallo a rete di Birarelli (19-19) e poi a passare avanti grazie all’attacco out di Boyer (20-19). L’opposto gialloblù è l’assoluto protagonista del finale di parziale, con il break decisivo (21-24). Spirito alza il muro su Lanza ed è tutto da rifare. Perugia parte con maggiore determinazione nel terzo set, con Galassi ancora protagonista a muro (10-8). Kaziyski non ci sta e segna dai nove metri il 12-13. L’errore dell’ex Trento e Stettino apre il là al break che sembra essere decisivo, protagonista assoluto Pippo Lanza, che dapprima mura Boyer, poi mette a terra due palloni in normale fase di attacco (16-14). I giochi sembrano fatti quando Podrascanin sigla la pipe del 19-16, ma i bianconeri, di fronte ad una Verona che non vuole saperne di mollare, non riesce a gestire il prezioso vantaggio. Emblematico quanto accade nelle fasi finali: Perugia va sul 24-22 con Leon e ha due palle set, Sharifi annulla la prima e l’attacco di Bata sembra essere quello giusto ma, dopo un lungo conciliabolo, viene giudicato out tramite l’intervento del videocheck. 24 pari e conseguenti vantaggi, risolti con il mani fuori di Boyer (25-27). Un colpo durissimo, che ammazzerebbe chiunque. Ed in effetti gli effetti si notano con evidenza in avvio di quarta frazine, con l’ace di Boyer e il colpo in attacco di Kaziyski (1-4). Magnum prova a tirare fuori Perugia dai guai (5-5) e le cose sembravo sistemarsi con la serie aperta da Galassi e chiusa con l’errore in attacco di Sharifi (14-11). Questa Sir però ha la capacità di fare e disfare tutto viene ancora una votla resettato dal muro di Manavi su Lanza (15-16). Sul Pala Barton serpeggia la paura quando Solè chiude la porta sotto rete ad Atanasijevic (21-23), ma prima quest’ultimo e poi Leon rimediano (23-23). Manavi fallisce il match point dai nove metri (24-24), poi il Potke (suo l’ace del sorpasso) e Bata a muro sistemano definitivamente le cose. Il tie break non ha praticamente storia: Perugia parte a razzo con Atanasijevic e Leon (5-0) e il punto del cambio campo è proprio del cubano polacco. La gestione del vantaggio scorre via questa volta senza patemi e l’errore al servizio di Boyer chiude la contesa.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA – CALZEDONIA VERONA = 3-2
(25-16, 21-25, 25-27, 26-24, 15-9)
PERUGIA: Leòn 27, Atanasijevic 22, Lanza 16, Podrascanin 9, Galassi 6, De Cecco 1, Colaci (L1), Seif , Della Lunga, Piccinelli. N.E. – Ricci, Hoag, Hoogendoorn, Buciarelli. All. Lorenzo Bernardi.
VERONA: Kaziyski 19, Boyer 17, Solé 15, Manavinezhad 5, Birarelli 5, Spirito 5, De Pandis (L1), Sharifi 3, Marretta, Giuliani (L2). N.E. – Jaschke, Alletti, Magalini, Pinelli. All. Nikola Grbic.
Arbitri: Ubaldo Luciani (AN) ed Armando Simbari (MI).
SIR CONAD (b.s. 23, v. 11, muri 10, errori 9).
CALZEDONIA (b.s. 19, v. 7, muri 8, errori 11).

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