mr(UNWEB) Foligno. In occasione del quinto centenario dalla morte di Raffaello il Comune di Foligno celebra l’artista con una mostra dedicata alla fortuna di una delle sue opere più illustri, fortemente legata alla storia della città: la Madonna di Foligno.

La mostra, a cura di David Lucidi, Francesco Federico Mancini e Marta Onali, sarà aperta al pubblico dal 24 settembre 2020 al 24 gennaio 2021 e si svilupperà su tre sedi espositive: Palazzo Trinci, salone di Sisto IV - sede principale dell’evento con un’esposizione di dipinti e stampe dal XVI al XIX secolo attestanti la fortuna della Madonna di Foligno in Umbria e una sala multimediale per un percorso di immersione nelle opere di Raffaello (martedì-domenica 10-13/15-19); l’Archivio di Stato di Perugia, sezione di Foligno - esposizione documentaria dedicata alla figura di Sigismondo de’ Comitibus, committente della Madonna di Foligno (martedì e giovedì 8,30-14/14,30-17); Monastero di Sant’Anna - sezione dedicata alla figura di suor Anna de’ Comitibus e alle vicende conservative del dipinto di Raffaello fino al 1797 (la visita sarà possibile nelle giornate di sabato - 10,30, 15,30 e 16,30 - e di domenica - 15,30 e 16,30.
L’opera, eseguita tra il 1511 e il 1512, fu commissionata a Roma dal folignate Sigismondo de’ Comitibus, al tempo segretario del Papa Giulio II, e rimase presso l’altare maggiore della chiesa dell’AraCoeli fino al 1565. In quell’anno suor Anna de’ Comitibus, nipote di Sigismondo e badessa del monastero di Sant’Anna, ottenne di trasportarla a Foligno, dove fu esposta per oltre due secoli sull’altare maggiore della chiesa. Qui fu ammirata da artisti, viaggiatori e dai membri di alcune tra le più influenti casate italiane ed internazionali che manifestarono più volte l’intenzione di entrarne in possesso. La fama riscossa dall’opera di Raffaello e le sue indubbie qualità pittoriche fecero sì che nel febbraio del 1797 venisse requisita dai francesi per incrementare le raccolte d’arte del Musée du Louvre a Parigi. Il dipinto fece ritorno in Italia nel 1816, all’indomani del Congresso di Vienna, entrando a far parte delle raccolte dei Musei Vaticani con l’appellativo con cui ancora oggi è noto: la Madonna di Foligno. “E’ un evento che porta bellezza a Foligno”, ha detto il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini nel corso della presentazione della mostra. “Anche in questi momenti difficili non possiamo abdicare alla bellezza – ha sottolineato - è un segnale alla città: Foligno non si spegne. E vive nella bellezza”. La mostra – con una ventina di opere - intende documentare la fortuna che l’opera di Raffaello raccolse nel corso dei due secoli trascorsi all’interno del monastero di Sant’Anna, divenendo il modello di riferimento per la produzione di grandi pale d’altare destinate ad alcuni centri di culto locali e il prototipo per numerose repliche in vari formati e in differenti tipologie artistiche. La sua indiscussa notorietà tramandata dalle fonti antiche e da artisti e viaggiatori che ebbero modo di ammirarla a Foligno, a Parigi e in seguito a Roma, favorì anche una produzione consistente di incisioni e stampe decretandone il costante apprezzamento e un’ammirazione ininterrotta fino ai nostri giorni. All’interno della mostra ci saranno anche numerose iniziative – ha annunciato l’assessore alla cultura, Decio Barili – tra cui un progetto speciale che riguarda l’arte contemporanea affidato all’artista Nicola Samorì per una mostra curata da Marta Silvi. Il progetto verrà presentato nel mese di novembre. Si segnala, inoltre per domani, l’annullo filatelico a cura del circolo ‘Socci’ di Foligno.

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