Dr.ssa Stramandino(UNWEB) "A seguito di servizi specifici volti al controllo del territorio e contrasto del degrado urbano, sono stati emessi, nella zona Stazione Fontivegge, 4 provvedimenti di "allontanamento obbligatorio" di cui 2 due sanzionati anche per la violazione delle disposizioni comunali in materia di possesso di bottiglie di vetro in orario di divieto, a 4 cittadini extracomunitari in stato di ubriachezza.

Da tempo, diversi Comuni della provincia di Perugia hanno adottato regolamenti di polizia Urbana, stabilendo efficaci misure a tutela del decoro di particolari luoghi, volti ad arginare tutte quelle condotte che impediscono l'accessibilità o la fruizione di infrastrutture, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione degli spazi ivi previsti, attraverso un sistema di sicurezza integrata che riconosce un ruolo ai Sindaci sui temi della sicurezza urbana, potenziando gli strumenti a disposizione della Polizia locale, anche in relazione all'ampliamento dei contesti nei quali essa è chiamata ad intervenire.

Le predette norme hanno il compito di definire, in termini sempre più cooperativi, il sistema di rapporti tra l'Amministrazione statale e le Amministrazioni locali e tra le Forze di Polizia e la Polizia locale, anche e soprattutto attraverso il rafforzamento dello scambio informativo e della collaborazione operativa, attraverso una definizione legislativa dei rispettivi ambiti d'intervento, nonché con l'introduzione di nuove misure di prevenzione personale di competenza del Questore, atte a garantire la piena fruibilità di determinati luoghi pubblici, caratterizzati da forti flussi di persone.

"Tali importanti provvedimenti – dichiara la Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Perugia, Vice Questore dr.ssa Rosa Alba Stramandino - si rivelano particolarmente utili per la prevenzione di fenomeni di degrado urbano e sociale quali incisivi strumenti di contrasto, finalizzati alla tutela del decoro e dell'uso di alcuni luoghi delle città, con l'obiettivo di contenere forme di microcriminalità e condotte, di per sé anche non costituenti illecito, ma che comunque incidono negativamente sul senso di sicurezza percepito dai cittadini."

In tale ottica la normativa prevede che "Fatto salvo quanto previsto dalla vigente normativa a tutela delle aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, chiunque ponga in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione delle predette infrastrutture, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 100 a euro 300. Contestualmente all'accertamento della condotta illecita, al trasgressore viene ordinato, nelle forme e con le modalità previste dalla legge, l'allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto. "

La citata disposizione introduce una fattispecie di illecito amministrativo, con una sanzione amministrativa pecuniaria, nonché con ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto, avente un'efficacia di quarantotto ore.

L'ordine di allontanamento verrà adottato, altresì, nei confronti di coloro che, nelle medesime aree, abbiano commesso illeciti come ubriachezza ed atti contrario alla pubblica decenza, esercizio abusivo del commercio, esercizio abusivo dell'attività di parcheggiatore o guardiamacchine.

L'ordine, imposto dall'organo accertatore, non è soggetto ad alcuna convalida da parte dell'Autorità Giudiziaria o di Pubblica sicurezza, vista la sua breve durata, la provvisorietà e il fatto di limitare esclusivamente e per breve periodo la circolazione o lo stazionamento in una zona ben delimitata e circoscritta.

Le predette sanzioni amministrative costituiscono necessario presupposto per l'adozione dei provvedimenti di divieto di accesso a specifiche aree urbane.

Infatti, nei casi di reiterazione delle condotte, il Questore, qualora possa derivare pericolo per la sicurezza, potrà disporre il divieto di accesso ad una o più aree per un periodo massimo di 12 mesi ovvero due anni, se il soggetto risulta precedentemente condannato per reati contro la persona o il patrimonio c.d. Daspo Urbano.

Per reiterazione deve intendersi, la commissione di plurime violazioni amministrative della stessa indole commesse nei cinque anni successivi dalla prima sanzione.

Un ulteriore strumento questo che ha permesso di stringere, sin da subito, le fila sulla questione sicurezza urbana e contrasto al degrado delle aree cittadine."

Così comunica, in una nota, la Questura di Perugia

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