agricoltura-620x350(ASI) Perugia. Piano di sviluppo rurale 2007-2013 l'Umbria ha impegnato tutti i 786 milioni di euro disponibili, ha realizzato l'80% degli interventi ed ha assunto impegni per ulteriori 90 milioni di euro a favore di iniziative di investimento, risultando tra le prime regioni italiane per risultati conseguiti da ognuna delle 34 misure del Piano attivate": lo ha annunciato l'assessore regionale all'agricoltura, Fernanda Cecchini, commentando l'esito dell'incontro annuale, tenutosi a Bruxelles, tra Regione e Commissione europea (Direzione Generale Agricoltura -DG AGRI) sullo stato di avanzamento e sui risultati raggiunti nella passata programmazione del PSR per l'Umbria, ma che è stato anche l'occasione per un confronto sulla proposta del nuovo "Psr" 2014-2020.


La Commissione europea ha valutato positivamente il lavoro fatto dall'assessorato, sulla base del numero delle aziende beneficiarie, dei progetti realizzati, del valore aggiunto generato dalle iniziative, delle innovazioni di prodotto e di processo introdotte, dei benefici ambientali relativi al miglioramento della qualità dell'acqua, del suolo e della biodiversità e salvaguardia degli habitat. "La valutazione dei risultati sarà ancora più gratificante negli anni immediatamente successivi del programma – ha detto Cecchini, quando tutte le iniziative saranno entrate a regime. Una particolare attenzione è stata dedicata dalla Commissione ai 132 progetti di innovazione già avviati che costituiscono una peculiarità dell'Umbria. Non tutte le Regioni hanno infatti avviato questa specifica misura e nessuna vi ha dedicato così tante risorse e attenzione quanto la nostra".
Relativamente al Programma di Sviluppo Rurale per l'Umbria 2014-2020, l'incontro di Bruxelles è stato anche l'occasione per approfondire con la Commissione la proposta trasmessa ufficialmente il 18 luglio scorso, sulla quale si erano recentemente aperti alcuni contatti informali. "Si tratta di un documento di programmazione molto complesso – ha spiegato Cecchini -, che individua obiettivi, strategie e strumenti finalizzati ad utilizzare al meglio la rilevante dotazione finanziaria di 876 milioni di euro di spesa pubblica da oggi fino al 2023".
All'incontro, oltre alla "Dg Agri", hanno partecipato il Ministero delle politiche agricole e forestali e i Servizi europei della Direzione generale "connect", per le questioni relative alla diffusione della banda larga, e della Direzione generale ambiente per gli aspetti di tutela, qualità e risparmio dell'acqua e per quelle legate alle tematiche agroclimaticoambientali, per le quali la proposta dell'Umbria stanzia circa il 40% delle risorse a favore dell'ambiente, contro un obbligo regolamentare del 30%.
Rispetto alla proposta del Psr 2014-2020, la Commissione europea ha sollecitato miglioramenti tecnici ed una riflessione attenta sulle modalità attuative delle misure, con particolare attenzione sulla verificabilità e controllabilità degli impegni assunti dagli agricoltori. Tale questione è stata particolarmente sottolineata in riferimento alla coltura del tabacco.
"L'Umbria – ha ricordato Cecchini - è la seconda Regione, dopo la Lombardia, ad avere svolto questo primo passo istruttorio con la Commissione europea. Abbiamo assicurato che il lavoro di revisione e miglioramento della proposta è stato già avviato e che nelle prossime settimane saremo in grado di chiarire tutte le questioni esaminate durante il confronto. L'intenzione è quella di avanzare all'inizio di gennaio una nuova formulazione, adeguata alle richieste della Commissione, così da concludere i primi mesi del prossimo anno la condivisione del nuovo programma, a prescindere da eventuali discordanze su scelte rilevanti che dovessero essere irrisolte nello specifico comitato interno alla Commissione europea. Il nostro obiettivo è di chiudere al più presto il negoziato per consentire la continuità dei flussi di spesa dell'attuale programmazione e di quella del 2014-2020. La Commissione europea ci ha informato che, indipendentemente dal tempo della conclusione del negoziato, le attuali norme finanziarie e procedurali potrebbero allungare i tempi della decisione formale. In tale caso – ha concluso l'assessore – dovrebbero essere messe in campo azioni specifiche per evitare problemi di discontinuità nei flussi di spesa".

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