Paolo Capone(ASI) “È ormai fuor di dubbio che i vincoli, basati su politiche di austerità e imposti dall’Europa, hanno generato danni seri all’economia reale, allungando i tempi della crisi e facendo crescere la disoccupazione. E a confermare l’effetto nocivo c’è proprio l’Italia con la sua lunga fase recessiva che l’ha contraddistinta”. Lo dichiara il segretario nazionale dell’UGL in un’intervista ad Agenzia Stampa Italia.

Paolo Capone spiega così, al nostro quotidiano multimediale, l’importanza di riformare il sistema di welfare, danneggiato da scelte restrittive assunte dal vecchio continente, ma l’esecutivo giallo – verde sta andando nella direzione giusta. Il numero uno, di questa realtà sindacale, attende però di valutare gli effetti degli ultimi provvedimenti varati da palazzo Chigi. Chiede tuttavia, alle istituzioni nazionali, la realizzazione di un apposito “Piano Marshall” di investimenti in infrastrutture, nuovi progetti indirizzati all’assetto idrogeologico del territorio, politiche sociali più efficaci, un maggiore impegno nella lotta alla disoccupazione e al precariato nel mondo del lavoro. Lascia spazio comunque all’ottimismo: “Mi sembra, inoltre, che l’Esecutivo abbia l’intenzione di varare una riforma fiscale rivolta ai cittadini e alle imprese. Sono fiducioso”.

“Segretario Paolo Capone, che cosa pensa della manovra varata dal Governo?

La manovra economica, varata a dicembre dal Governo, contiene due pilastri che ritengo fondamentali per la ripartenza del nostro Paese: la cosiddetta “Quota 100” e il Reddito di cittadinanza. Il primo pilastro rappresenta l’inizio dello smantellamento della “Legge Fornero” che ha letteralmente bloccato tanti lavoratori prossimi alla pensione. Con “Quota 100”, infatti, si dà la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni e con 38 anni di contributi, favorendo, così, un vero e proprio ricambio generazionale agevolato, a sua volta, dal Reddito di cittadinanza.

 

Lei ha invocato la necessità di un Piano Marshall per l’economia italiana. Che cosa dovrebbe contenere?

Per la ripartenza del “sistema-paese” è fondamentale avviare un ambizioso piano di investimenti e una riforma fiscale fondata su una forte equità sociale. E’, perciò, improcrastinabile avviare un vero e proprio “Piano Marshall” di investimenti in infrastrutture, grandi e piccole, senza dimenticare la messa in sicurezza del territorio attraverso progetti indirizzati al riassetto idrogeologico dello stesso.

 

Che cosa pensa della riforma pensionistica Quota 100, della Flat Tax e del reddito di cittadinanza?

L’approvazione di “Quota 100” e del Reddito di cittadinanza delineano un deciso cambio di passo riguardo le politiche sociali di cui ha veramente bisogno il nostro Paese. Esse rappresentano una svolta dopo anni di riforme che non hanno sortito alcun effetto, soprattutto rispetto al sostegno a situazioni di indigenza particolarmente gravi.

 

In quale modo è possibile, a suo avviso, conciliare l’esigenza della crescita del Pil, del nostro Paese, con quella del rispetto dei vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea?

È ormai fuor di dubbio che i vincoli, basati su politiche di austerità e imposti dall’Europa, hanno generato danni seri all’economia reale, allungando i tempi della crisi e facendo crescere la disoccupazione. E a confermare l’effetto nocivo c’è proprio l’Italia con la sua lunga fase recessiva che l’ha contraddistinta. Per cui, occorre riaffermarlo con forza: poiché il welfare, cioè quel complesso sistema di accompagnamento nei percorsi di vita e di sostegno alla fragilità, rappresenta il fulcro delle questioni economiche e sociali, è necessario riprenderlo, rivisitarlo, riformarlo e non svilirlo con politiche di austerità. L’attuale Esecutivo mi sembra vada nella direzione giusta.

 

Gli ultimi dati dell’Istat confermano che il nostro Paese è in recessione tecnica. Siamo alla vigilia, dopo l’ultima legge di Bilancio licenziata dal parlamento, di una vera ripresa economica, o di una bancarotta devastante?

Siamo in un momento difficile, tuttavia, non parlerei di bancarotta devastante. Diamo tempo alle riforme approvate dal Governo per vedere gli effetti sull’economia reale. Mi sembra, inoltre, che l’Esecutivo abbia l’intenzione di varare una riforma fiscale rivolta ai cittadini e alle imprese. Sono fiducioso. Bisogna invertire la rotta con adeguate politiche di welfare famigliare e sociale, volte a far ripartire la nostra economia e a dare fiducia alle future generazioni, puntare sull’occupazione stabile e combattere il precariato. Sono questi i pilastri su cui fondare le future scelte economiche del nostro Paese”.

 

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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