119447803 2808732649363755 2475334662813118380 oLa Seconda commissione ha visitato ieri il ‘Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria – 3A’, a Pantalla di Todi. Dall’audizione con l’amministratore unico, Marcello Serafini, è emersa l’importanza della struttura quale punto di riferimento regionale per la qualità e per l’innovazione delle produzioni agricole ed agroalimentari e per la sostenibilità ambientale. L’obiettivo condiviso dalla Commissione è quello di puntare con sempre maggiore forza sulla qualità del prodotto e completare il quadro delle certificazioni anche attraverso l’introduzione di nuove denominazioni. Previsto per la prossima settimana un sopralluogo ai laboratori di ricerca e in altri spazi operativi.

 

(UNWEB) Perugia Puntare con forza sulla qualità del prodotto e completare il quadro delle certificazioni anche attraverso l’introduzione di nuove denominazioni. La struttura merita un giusto sostegno finanziario da parte della Regione”. Sono i punti principali emersi dalla visita istituzionale che la Seconda commissione, presieduta da Valerio Mancini, ha effettuato nella mattinata di ieri al ‘Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria – 3A’ a Pantalla di Todi.

L’obiettivo, come è stato sottolineato nel corso dell’incontro, è quello di diventare il punto di riferimento in Umbria per la qualità e per l’innovazione delle produzioni agricole ed agroalimentari e per la sostenibilità ambientale. La mission è quella di sviluppare e gestire progetti di innovazione nel settore agricolo ed agroalimentare; operare in qualità di ente di certificazione regolamentata nel settore dei prodotti agroalimentari, sviluppare progetti operativi per la Regione nel campo dello sviluppo eco-sostenibile.

È stato il neo amministratore unico, Marcello Serafini, ad illustrare ai Commissari di Palazzo Cesaroni le attività della struttura “composta da tecnici e professionisti di grande livello. La nostra principale attività – ha sottolineato Serafini - riguarda la certificazione dei prodotti agroalimentari, dove occupa un piazzamento particolarmente soddisfacente. La quasi totalità di prodotti agroalimentari umbri – ha precisato - sono certificati da noi. Tuttavia vorremmo rimettere in gioco determinate denominazioni un po’ arenate, quali le attività di riconoscimento, come la fagiolina del lago Trasimeno, il luppolo, la cipolla di Cannara ed altri, anche di fuori regione, poiché siamo nominabili come certificatori anche da produttori extra regionali. L’obiettivo è quello di completare il quadro dei prodotti certificati anche attraverso l’introduzione di nuove denominazioni”.

Coadiuvato dai responsabili delle varie aree di competenza: Stefano Briganti (Progetti internazionali e patrimonio), Pina Salami (Area amministrazione), Federico Mariotti (Area certificazione) Alessia Dorillo (Area comunicazione), Serafini ha risposto ad alcune domande poste dai consiglieri regionali presenti. Massima condivisione è emersa sulla volontà di valorizzare ulteriormente la struttura e, su questo, il presidente Mancini ha proposto la predisposizione di una risoluzione da illustrare all’Aula, passaggio che verrà completato dopo una seconda visita della Commissione, programmata per il prossimo mercoledì 23 settembre, ai laboratori di ricerca e in altri spazi operativi.

A margine della riunione, il presidente Mancini, nell’apprezzare le attività del Parco tecnologico, ha ribadito l’impegno per far sì che venga riconosciuto alla struttura il “giusto sostegno finanziario da parte della Regione. La biodiversità – ha detto il presidente - è un’opportunità non solo dal punto di vista ambientale, ma anche lavorativo. Tutelare le specie vegetali ed animali rappresenta un passaggio importantissimo per le imprese del settore. Fondamentale è la collaborazione delle associazioni per la valorizzazione del lavoro e per questo va abbandonata ogni guerra di ‘campanile’ tra territori. Bisogna sempre più evidenziare l’importanza del sistema agricolo umbro ed andare alla ricerca di nuovi prodotti Dop e Igp perché anche da qui può arrivare una maggiore remunerazione alle imprese agricole. Bisogna puntare infine, attraverso una fattiva collaborazione, alla tutela dell’olio dell’Umbria. Per questo vanno mantenuti in vita i Consorzi che tutelano i produttori. Va quindi rimesso a regime e valorizzato il Consorzio di tutela dell’olio dell’Umbria”.

Per il vice presidente Bianconi “il Parco 3 A continua ad essere centrale nello sviluppo competitivo dell’Umbria. L’agricoltura, l’alimentare in genere e l’ambiente non possono prescindere da una innovazione spinta e chiara al servizio del tessuto imprenditoriale e dei consumatori. L’Umbria deve puntare sulla qualità assoluta e certificata del prodotto. Un eventuale nuovo marchio di qualità ‘Umbria’ non può e non deve essere solo un esercizio di marketing, ma un elemento di garanzia. Da qui il ruolo centrale del Parco tecnologico 3 A dove auspico che la Regione torni ad investire risorse adeguate”.

SCHEDA PARCO TECNOLOGICO 3A

Il Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria è una società consortile che opera su una superficie coperta di 5mila metri quadrati (uffici e laboratori di ricerca). La Società è a capitale sociale interamente pubblico, con partecipazione e controllo della Regione Umbria (società ‘in house’). Altre partecipazioni riguardano l’Università di Perugia, la Camera di commercio di Perugia, la Scuola agraria di Todi ed il Comune di Todi.

Il Parco 3A è operativo da quasi trent’anni, ad oggi sono impiegati 26 impiegati diretti nell’organizzazione. La struttura è suddivisa in 5 Aree operative:innovazione e ricerca; certificazione; progetti internazionali; comunicazione; amministrazione.

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