(UNWEB) Un progetto nato dall'incontro tra scuola, sanità e sociale per trasformare l'arte in uno strumento di inclusione, dialogo e crescita reciproca. Si chiama "ArteMente" l'iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti dell'Istituto Artistico Bernardino di Betto, il centro di salute mentale della USL Umbria 1 e il Consorzio Auriga. Per mesi, ogni mercoledì pomeriggio, fuori dal normale orario scolastico e nell'ambito del PCTO, alcuni studenti del liceo artistico hanno partecipato a laboratori creativi insieme agli utenti del centro e agli operatori del Consorzio Auriga. Un'esperienza che ha dato vita a opere concrete, un quadro esposto nella struttura e la riqualificazione delle panchine del piccolo parco interno, ma soprattutto a un percorso umano e sociale profondo.
"È stata creata una rete tra soggetti apparentemente molto diversi – dichiara Liana Cicchi, Presidente del Consorzio Auriga – ma uniti dall'obiettivo di incentivare la crescita dei ragazzi. Questo progetto ha contribuito a rafforzare inclusione e partecipazione attiva. Siamo sempre più consapevoli che l'arte possa essere uno strumento importante nel percorso di cura. L'accordo tra le realtà coinvolte proseguirà anche nei prossimi anni con nuove iniziative condivise".
Per il Dr. Marco Grignani, responsabile della salute mentale della USL Umbria 1, "ArteMente" rappresenta molto più di un semplice laboratorio artistico: "È un progetto
apparentemente piccolo, ma molto importante, perché porta la scuola dentro il servizio
e aiuta a ridurre lo stigma sulla malattia mentale. I ragazzi sono più aperti, più liberi e senza pregiudizi nei confronti della malattia mentale. Per noi operatori del settore è utile vedere da vicino la realtà dei giovani e cogliere prima eventuali segnali di disagio".
La dirigente scolastica dell'Istituto artistico Bernardino di Betto, Emanuela Palmieri, ha sottolineato il valore del progetto e dell'impegno degli studenti: "Come istituto siamo molto vicini a queste tematiche cittadine e abbiamo deciso di collaborare con l'ASL Umbria proprio su un aspetto importante come quello della malattia mentale. Anche il disturbo può diventare bellezza e, grazie al talento dei nostri ragazzi, ambienti che magari possono portare dolore possono trasmettere messaggi di arte e bellezza Gli studenti hanno aderito a un progetto pomeridiano, quindi fuori dalle lezioni mattutine. La frequenza costante e la partecipazione dimostrano la loro soddisfazione nell'essere qui oggi a inaugurare quello che è un po' il loro capolavoro".
Tra i protagonisti del progetto c'è anche Lorenzo Fanò, studente della Bernardino di Betto: "Con questo progetto si incontrano lati della società che spesso non si vedono o si ignorano. È stato molto formativo, soprattutto perché si scopre come l'arte possa aiutare a risolvere certi problemi". Demetrio Catillo, operatore del Consorzio Auriga, ha spiegato la nascita dell'iniziativa: "Noi come consorzio, insieme al CSM Centro, abbiamo promosso l'idea alla quale poi si è unito come protagonista il liceo artistico Bernardino di Betto. L'obiettivo era creare una rete tra queste istituzioni per favorire opportunità di incontro e scambio, in un'ottica riabilitativa fondata sull'arte e sulla produzione artistica". Catillo ha ricordato come gli studenti abbiano guidato il laboratorio artistico svolto all'interno del Centro di Salute Mentale da novembre fino a oggi: "Si è fatta arte insieme, in un momento di conoscenza e contaminazione reciproca".
Tra colori, pennelli e panchine restaurate, "ArteMente" ha così costruito un ponte tra mondi diversi, dimostrando come la creatività possa diventare occasione di incontro, cura e comunità.
