Il presidente Sergio Mercuri: "Delegittimare la rete vendita significa indebolire soprattutto le PMI umbre"
(UNWEB) "Gli agenti di commercio non sono un costo da tagliare, ma un valore da riconoscere. Sono il motore delle aziende che rappresentano". È netta la posizione di Fnaarc Umbria, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, dopo che nei giorni scorsi un ufficio acquisti della grande distribuzione nel Sud Italia ha proposto ai propri fornitori l'eliminazione delle figure di intermediazione.
Un'iniziativa che, secondo Fnaarc, va oltre il normale confronto economico e rischia di delegittimare un'intera categoria professionale, strategica per il tessuto produttivo nazionale e regionale, oltre a indebolire le stesse aziende fornitrici.
In Italia operano oltre 210mila agenti e rappresentanti di commercio: il 74% è plurimandatario, il 26% monomandatario, con una presenza femminile pari al 15%. Una categoria che intermedia circa 400 miliardi di euro l'anno, pari al 30% del Pil nazionale. Numeri che raccontano il peso reale della rete vendita nell'economia del Paese.
"Anche in Umbria – sottolinea il presidente di Fnaarc Umbria Confcommercio Sergio Mercuri – gli agenti di commercio svolgono un ruolo essenziale per la competitività delle imprese, in particolare delle piccole e medie aziende che costituiscono l'ossatura del nostro sistema economico. Parlare di eliminazione dell'intermediazione significa non comprendere fino in fondo il valore strategico di chi presidia quotidianamente i territori e i mercati".
Oggi l'agente di commercio non si limita alla promozione degli affari. Analizza i trend, raccoglie e restituisce informazioni preziose alle aziende mandanti, facilita le relazioni commerciali, promuove iniziative di marketing, consolida i rapporti con i clienti storici e ne sviluppa di nuovi. È un punto di connessione stabile tra impresa e mercato.
"Privare le aziende della rete commerciale – prosegue Mercuri – significa ridurre la loro capacità di sviluppo, il controllo sui mercati e la competitività. Le più esposte sarebbero proprio le PMI umbre, che grazie agli agenti riescono a raggiungere nuovi clienti e a mantenere una presenza costante anche fuori regione".
Fnaarc Umbria Confcommercio invita quindi le aziende mandanti del territorio a respingere logiche meramente speculative e a riconoscere il reale contributo della forza vendita.
"Innovare non significa cancellare professionalità – conclude il presidente Mercuri – ma valorizzarle. Gli agenti lavorano a provvigione: non sono zavorre, ma professionisti che condividono il rischio d'impresa e contribuiscono alla crescita economica e occupazionale. Continueremo a difendere con determinazione la dignità, il ruolo e il futuro degli agenti di commercio umbri".
