Foto Befani(UNWEB) Lunedì 2 marzo il Consiglio comunale ha bocciato, con il voto contrario dell'intera maggioranza di sinistra, l'Ordine del Giorno presentato dal consigliere Paolo Befani (Fratelli d'Italia) per inserire nel progetto Art Bonus il restauro di due elementi storici di Ponte San Giovanni: una pietra miliare dei primi anni del '900 in via Pontevecchio, testimonianza dell'antica strada Tiberina e della nascita del "Borgo di San Giovanni", e una stele stradale di fine '800 proveniente dall'incrocio tra Strada dei Loggi e Strada Tuderte, da cui deriva il toponimo "Colonnetta".

Un'iniziativa di buon senso, che non avrebbe comportato costi per il Comune grazie alla disponibilità di un mecenate intervenuto in Commissione, ma che ha registrato un netto cambio di posizione da parte della maggioranza. Dopo un primo orientamento favorevole espresso anche dall'Assessore Pierini, la maggioranza ha infatti invertito la rotta a seguito delle osservazioni dell'Assessore ai Lavori Pubblici Zuccherini, legate alla presenza di fasci littori incisi sulla pietra miliare.

Nel corso delle tre Commissioni convocate sono stati auditi la Soprintendenza, la Polizia Municipale e il Presidente Giuseppe Severini, già Presidente del Consiglio di Stato, che ha ribadito il valore storico dei manufatti, ricordando come la legge imponga la custodia e la fruibilità dei beni di interesse storico.

"Il nostro obiettivo – ha chiarito Befani – era esclusivamente quello di tutelare e valorizzare due testimonianze della storia del territorio, utilizzando lo strumento dell'Art Bonus e garantendo un risparmio per l'Amministrazione. Non si tratta di fare propaganda, ma di preservare la memoria".

Fratelli d'Italia ringrazia tutta l'opposizione per il sostegno, in particolare il consigliere Leonardo Varasano per l'impegno dedicato, il mecenate Palmerini per la disponibilità dimostrata e il Presidente Severini per il contributo autorevole fornito alla discussione.

"La bocciatura dell'atto – conclude il gruppo consiliare – dimostra che la maggioranza ha preferito una lettura ideologica alla tutela della storia locale. Chiederemo comunque il doveroso restauro dei beni, questa volta a carico dell'Amministrazione. La storia di Ponte San Giovanni non può essere cancellata o selezionata in base a pregiudizi politici: va tutelata e rispettata".