(UNWEB) - Perugia - "L'hospice pediatrico in Umbria è una delle scelte più significative contenute nella legge regionale per l'Ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi e intende tradurre i valori francescani in un servizio reale e concreto per i bambini, per le famiglie e per le persone più fragili": così stamani a Santa Maria degli Angeli la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha presentato "l'opera segno" della legge regionale fortemente voluta dalla presidente stessa, anche a conferma "dell'impegno dell'Umbria a rappresentare per il 2026 non solo una meta attrattrice di flussi turistici, ma anche un laboratorio di politiche pubbliche fondate sulla dignità e sulla cura della persona".
L'ultima sessione del ciclo di incontri di "Per Francesco sorella è la morte" - organizzato per riflettere sul significato della morte oggi a 800 anni dal Transito di San Francesco di Assisi, era intitolato "Siamo nati e non moriremo più": l'iniziativa, moderata da Gianni Cervellera e introdotta da suor Katia Roncalli, ha rappresentato l'occasione per illustrare nel dettaglio il progetto del nuovo hospice pediatrico regionale, inteso come eredità concreta delle celebrazioni francescane.
Hanno portato il loro contributo Fra Francesco Piloni (ministro provinciale dei frati minori), Francesca Di Maolo (presidente dell'Istituto serafico), Enrico Petrillo marito di Chiara Corbello che ha portato la sua testimonianza, mentre della rete delle cure palliative in Umbria e dell'hospice pediatrico hanno parlato il direttore dell'Usl 1 Emanuele Ciotti e il dottor Daniele Mezzetti che coordina la rete delle cure palliative pediatriche regionali in appoggio all'Azienda ospedaliera di Perugia.
"L'obiettivo della struttura inserita nella legge regionale - ha detto la presidente Proietti - è dare vita a un centro di eccellenza per le cure palliative pediatriche, un intervento che rende tangibile il messaggio di San Francesco e lo trasforma in una politica pubblica di cura, dignità e prossimità. Inserita nella rete regionale delle cure palliative, la nuova realtá è concepita per sostenere bambini e famiglie attraverso un'organizzazione capace di valorizzare le reti territoriali e ospedaliere umbre. Si tratta - ha aggiunto - di un intervento organico, coerente con le strategie regionali già in atto e sostenibile dal punto di vista finanziario".
La presidente ha quindi rimarcato in modo fermo la volontà di dare gambe a questo progetto: "La politica – ha detto – è fatta di parola che sono inutili se non sono seguite dai fatti. Le parole passano infatti, ma le azioni concrete restano e questa sarà un'azione concreta frutto della prima legge approvata all'unanimità nel 2026 e finanziata con 2 milioni 500 mila euro. Proprio questa legge all'articolo 7 prevede l'istituzione dell'hospice pediatrico - da strutturare nelle due usl e per le due province - simbolo non di morte ma di accompagnamento alla qualità della vita dei piccoli e delle loro famiglie".
Nel corso dell'incontro il direttore Ciotti e il dottor Mezzetti hanno reso noto che il progetto risponde a un bisogno reale: in Umbria, su circa 127.000 minori, si stimano tra i 300 e i 500 pazienti con necessità di cure palliative, di cui 150 richiedono interventi altamente specialistici.
Lo studio di fattibilità presentato dal direttore Ciotti ha riguardato un presidio territoriale che, ristrutturato in una sua parte, potrebbe garantire percorsi integrati e multidisciplinari, assicurando i livelli essenziali di assistenza (Lea) attraverso un approccio che abbraccia il supporto psicologico, la dimensione spirituale, gli aspetti etici e la facilitazione logistica, prevedendo attività che spaziano dalla cura alla formazione dei caregiver, fino alla reperibilità specialistica 24 ore su 24 per i casi ad alta complessità.
Sul piano dei progetti attualmente sono in corso approfondimenti riguardanti alcuni ospedali territoriali, tra cui Assisi, dove saranno fatti studi architettonici e progetti da confrontare per creare ambienti di cura armonici e sostenibili. Per la realizzazione del progetto di restayling delle realtà esistenti sarà dato spazio ai giovani talenti attraverso l'istituizione di una borsa di studio per incentivare le proposte di futuri professionisti che potranno – come sottolineato dal direttore Ciotti – "costruire una casa per chi non può stare a casa".
