(UNWEB) PERUGIA, La seduta odierna della IV Commissione consiliare, dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie, ha purtroppo mancato un'importante occasione di pragmatismo e di reale confronto istituzionale. L'atto approvato a maggioranza rischia di rimanere un parziale manifesto di intenzioni se non supportato da risorse economiche reali e da un corretto metodo di lavoro. Per questa ragione, di fronte al rifiuto di accogliere proposte concrete e strutturate, le forze di centrodestra e i gruppi civici di opposizione hanno scelto la via dell'astensione."
Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunali di centrodestra e civici di opposizione a Palazzo dei Priori.
"Siamo convinti che la dignità e l'attrattività delle professioni sanitarie si tutelino con i fatti e non con le dichiarazioni di principio. A livello nazionale, il Governo sta affrontando con determinazione i nodi storici del comparto: il Fondo Sanitario Nazionale ha raggiunto la cifra record di 142,9 miliardi di euro, sono state sbloccate ben tre tornate contrattuali in meno di quattro anni e, con il Decreto Liste d'Attesa, è stato finalmente superato l'anacronistico tetto di spesa per il personale, fornendo alle Regioni gli strumenti normativi per assumere.
Le cornici nazionali e i flussi finanziari ci sono; ora spetta alla programmazione locale e regionale fare la propria parte. È qui che risiede la nostra proposta, rimasta inascoltata: la Regione Umbria ha recentemente varato una manovra fiscale che garantisce nuove entrate per 184 milioni di euro complessivi, prelevati direttamente dai contribuenti umbri. Con i nostri emendamenti abbiamo chiesto un atto di coerenza finanziaria: impegnare la Sindaca e la Giunta a sollecitare la Regione affinché una quota di queste ingenti risorse straordinarie venga vincolata e reinvestita sul territorio per finanziare borse di studio territoriali co-finanziate, a supporto di tutte le professioni del comparto (area infermieristica, ostetrica, tecnico-sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione).
Accanto al tema delle risorse, come coalizione di centrodestra e civici registriamo una grave lacuna di metodo. È andata persa la possibilità di dar vita a un tavolo di confronto vivo e sinergico in Commissione. Da un lato, la Regione si è limitata a inviare un mero contributo scritto, senza partecipare fisicamente al dibattito; dall'altro, nonostante la nostra richiesta formale, l'Università degli Studi di Perugia non è stata audita.
Si tratta di un cortocircuito incomprensibile: come si può pensare di valorizzare la formazione e programmare il futuro delle professioni sanitarie sul territorio escludendo l'Ateneo ed evitando il confronto diretto con l'ente regionale?
Questo limite appare ancora più evidente se si considera che lo stesso Ordine del Giorno richiama l'attivazione dei nuovi percorsi formativi relativi alle Lauree Magistrali a indirizzo clinico-specialistico, istituite con i Decreti Ministeriali n. 159/2026 e n. 177/2026 firmati dal Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Parliamo di una riforma storica attesa da anni, destinata a ridisegnare l'assistenza sanitaria territoriale, ma che non potrà mai essere calata nella realtà perugina senza un raccordo reale, quotidiano e strutturato con l'Università.
Dispiace constatare che la maggioranza abbia preferito blindare un testo sbilanciato sulla polemica partitica anziché aprirsi a un percorso condiviso, concreto e supportato da coperture economiche regionali certe. Il nostro impegno per la sanità pubblica e per la valorizzazione di tutti i professionisti della salute continuerà, sempre basato sulla realtà dei numeri, sul rispetto delle competenze e sulla trasparenza nei confronti dei cittadini."
Nilo Arcudi
Paolo Befani
Chiara Calzoni
Elena Fruganti
Edoardo Gentili
Riccardo Mencaglia
Clara Pastorelli
Augusto Peltristo
Margherita Scoccia
Gianluca Tuteri
Leonardo Varasano
Nicola Volpi
