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Politica

Violenza a danno degli operatori sanitari: Coletto, “importante segnalare, la regione ha una strategia per prevenire e gestire gli episodi a danno del personale”

Di Redazione Umbria Notizie Web 5 Settembre 2020 – 09:37 3 min di lettura

Coletto(UNWEB) – Perugia - Sono state 130 nel 2019 le segnalazioni di atti di violenza nelle Aziende Sanitarie umbre: lo rende noto l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, che in seguito all’approvazione, lo scorso 5 agosto, del disegno di legge sulla sicurezza per gli operatori sanitari, vuole ricordare ai professionisti e agli operatori che operano nelle aziende sanitarie e nelle strutture private accreditate umbre, che la Regione ha già adottato le Linee di indirizzo regionali con l’obiettivo di prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari, stimolando così le Aziende Sanitarie ad elaborare programmi omogenei dedicati alla riduzione del rischio di violenza.

“Grazie a questa programmazione – spiega l’assessore Coletto – siamo in possesso dei dati relativi alle segnalazioni di aggressioni nel 2019 che sono arrivate solo dagli operatori delle aziende sanitarie e ospedaliere, visto che, al momento, non risulta nessuna segnalazione da parte delle strutture private accreditate”.

“Gli operatori dei servizi sanitari – prosegue l’assessore - durante la loro attività, sono esposti al rischio di subire atti di violenza, da parte di utenti e dei familiari che accedono ai servizi. Negli ultimi anni tale rischio sembra in crescita e rappresenta uno degli aspetti a cui gli operatori sono maggiormente sensibili relativamente alle criticità da loro espresse e inerenti alla sicurezza della propria attività professionale. Per la gestione del fenomeno le Linee di indirizzo regionali prevedono che tutte le aziende abbiano un sistema di segnalazione degli atti di violenza a danno degli operatori”.

“Che il fenomeno sia in crescita lo dimostrano i numeri – evidenzia l’assessore – Nel 2015 nelle 4 aziende umbre le segnalazioni di aggressioni sono state 4, che diventano 13 nel 2016, 20 nel 2017, 71 nel 2018, 130 nel 2019”.

“Rispetto all’interpretazione di tali dati” – spiega Coletto, “è importante tenere conto del fenomeno di sottosegnalazione con una conseguente difficoltà nella quantificazione reale del fenomeno”.

“Il servizio sanitario regionale – precisa - ha la responsabilità di tutelare la salute e la sicurezza sia dei soggetti che necessitano di cure, che del personale che vi opera. Non bisogna dimenticare che il personale sanitario è più esposto degli altri lavoratori ad episodi di violenza, dovendo spesso gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività, sia da parte del paziente che dei familiari, che possono trovarsi in uno stato di fragilità, frustrazione o perdita di controllo”.

“Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, gli atti denunciati sono rappresentati da eventi con esito non severo – precisa l’assessore - In genere le aggressioni più comuni sono perpetrate attraverso l’uso di un linguaggio offensivo. Va però sottolineato che spesso vi è una progressione nel comportamento violento che, partendo dall’uso di espressioni verbali aggressive, può arrivare fino a gesti estremi. E’ quindi molto importante che il comportamento violento sia evidenziato, riconoscendolo all’esordio e non sottovalutando anche gli eventi più contenuti, in modo da impedire l’escalation della violenza e interrompere il corso degli eventi”.

“Ogni episodio di aggressione a danno del personale sanitario - conclude l’assessore Coletto - a prescindere dalla natura e gravità del danno occorso, deve essere tempestivamente segnalato, in quanto rappresenta un’indicazione chiara della presenza nell’ambiente di lavoro di fattori di rischio e vulnerabilità che richiedono l’adozione di opportune misure di prevenzione e protezione dei lavoratori”.

Nota della Redazione

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