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Politica

Rifiuti: “Notizie prive di fondamento inserimento nel Recovery plan di un nuovo inceneritore a Terni e tre impianti di produzione di Css in Umbria” - nota di Carissimi (Lega)

Di Redazione Umbria Notizie Web 15 Gennaio 2021 – 20:19 3 min di lettura

139368995 2911357065767979 4296261028925568976 oIl consigliere regionale Daniele Carissimi (Lega-responsabile del dipartimento Ambiente del Gruppo regionale”) esprime “grande sorpresa ed incredulità rispetto alle dichiarazioni apparse sulla stampa in questi giorni aventi ad oggetto la presunta richiesta al Governo di inserire tra i progetti del Recovery Plan la costruzione di un nuovo inceneritore a Terni (addirittura il ‘quarto’ nonostante ve ne sia solo uno) e di tre impianti di produzione di CSS in Umbria”.

 

(UNWEB) Perugia,   - Il consigliere regionale Daniele Carissimi (Lega-responsabile del dipartimento Ambiente del Gruppo regionale) esprime “grande sorpresa ed incredulità rispetto alle dichiarazioni apparse sulla stampa in questi giorni aventi ad oggetto la presunta richiesta al Governo di inserire tra i progetti del Recovery Plan la costruzione di un nuovo inceneritore a Terni (addirittura il ‘quarto’ nonostante ve ne sia solo uno) e di tre impianti di produzione di CSS in Umbria”.

“Riguardo un nuovo inceneritore a Terni – scrive Carissimi in una nota -, quelle lette sono illazioni del tutto prive di fondamento, in quanto l’Assessore regionale alle Politiche ambientali, Roberto Morroni, proprio in questo periodo, si sta occupando della redazione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti che dovrà prevedere il fabbisogno impiantistico, per il quale, peraltro, è stato istituito un apposito Comitato scientifico chiamato a ricercare le soluzioni più idonee inerenti la gestione del ciclo dei rifiuti, nel rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

“Le scelte sul piano – spiega Carissimi - saranno fatte nei prossimi mesi dopo essere valutate e approvate dall’istituzione regionale. Vero è che dovranno essere adottate soluzioni efficaci e risolutive tra le quali rientrano le scelte non sterili in ordine alla gestione dei rifiuti urbani che, si ricorda, attualmente prevedono una capacità impiantistica costituita esclusivamente da discariche che andranno in esaurimento tra soli tre anni. Allo stato, quindi, occorre immediatamente intervenire con soluzioni efficaci perché i rifiuti non si smaltiranno con la bacchetta magica, atteso che dal piano rifiuti precedente, risalente al 2009, nulla è stato fatto. Nessuna scelta può essere abbandonata se garantisce la più completa salubrità ambientale”.

Secondo Carissimi “è quindi tempo di abbandonare una volta per tutte questo modo di fare politica, fondato sulla cultura del sospetto e volto solamente a creare allarmismo sociale ingiustificato e diffondere notizie destituite di qualsiasi fondamento. Molto più utile per tutti – prosegue - sarebbe invece contribuire alla divulgazione di informazioni corrette e veritiere che consentano all’opinione pubblica di avere gli elementi per valutare le scelte politiche che vengono compiute sul territorio”.

“Singolare che un impianto di essiccazione dei fanghi, di cui i Gestori degli impianti di depurazione avvertono l’urgente necessità (la cui gestione rimane un problema attuale e irrisolto) che, è noto, tratta fanghi composti da circa l’80 per cento di acqua nel loro contenuto (e quindi piuttosto inadeguato ad essere termovalorizzato) sia confuso con un termovalorizzatore verso il quale non occorre comunque oltremodo demonizzare l’esistenza ove fosse dimostrata la necessità rispetto alla produzione dei rifiuti umbri”.

“Relativamente al CSS (semplici materiali di risulta prodotti dal trattamento di rifiuti indifferenziati non pericolosi) – aggiunge Carissimi -, non si comprende poi il motivo per il quale non possano essere trattati in impianti autorizzati quali sono i cementifici, in sostituzione di combustibili con maggior carico ambientale, con il doppio beneficio di sottrarre alle discariche gli importanti volumi che finora hanno occupato contribuendo a saturarne la capienza”.

“È ora di finirla con questo complottismo – conclude Carissimi - in cui si vuole far credere che le istituzioni sono nemiche muovendosi nell’ombra a danno dei cittadini, ma occorre invece informarsi, studiare i traguardi tecnologici cui ci porta il progresso e avere il coraggio di scegliere per superare i problemi".

Nota della Redazione

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