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Perugia, battesimo di fuoco contro il Chievo. Oddo: “Non siamo noi a doverci preoccupare”

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Agosto 2019 – 16:12 4 min di lettura
Oddo240819(UNWEB) Circa tre mesi dopo il playoff perso contro l’Hellas c’è un’altra veronese nel destino del Perugia, il Chievo, che rappresenterà il primo ostacolo di questo campionato che in molti auspicano sia di una certa importanza. Teatro della sfida, che torna dopo 15 anni (finì all’epoca 2-0 per gli ospiti grazie alle reti di Barzagli e Federico Cossato), lo stadio Renato Curi, che malgrado un terreno di gioco che si preannuncia precario è pronto a riaccendere i riflettori.
Massimo Oddo per l’occasione potrà disporre almeno per ora (mancano ancora due allenamenti) di tutta la rosa eccetto Kouan, che deve ancora scontare un turno di squalifica per l’espulsione (ingiusta) rimediata lo scorso anno contro la squadra allora guidata da Aglietti; ironia della sorte sarà ancora Pezzuto l’arbitro chiamato a dirigere la sfida, l’uomo che comminò al giovane ivoriano questo provvedimento alquanto cervellotico, ma in casa biancorossa si pensa soltanto all’immediato futuro. Le condizioni per far bene, malgrado l’indubbio valore dell’avversario, ci sono tutte e questa è un’occasione che il mister non vuole assolutamente sciupare. 
 
Mister buongiorno. Come arriva la tua squadra a questo appuntamento?
 
Ci arriviamo bene. Si è creato quell’entusiasmo necessario per poter far bene in questo campionato. C’è stata una giusta crescita avendo passato due turni in Coppa Italia, ma di certo questa partita non sarà una passeggiata perché l’inizio è sempre un’incognita. Dobbiamo però preoccuparci poco dell’avversario e mettere in campo le nostre convinzioni
 
Per quanto riguarda il modulo di partenza c’è da attendersi qualche novità?
 
Inizialmente no. Abbiamo lavorato su concetti di gioco che portano i giocatori a muoversi in una certa maniera. È possibile che poi la partita richieda delle modifiche
 
Melchiorri come sta?
 
Sta bene ed è a disposizione. Domani abbiamo un ultimo allenamento e valuteremo. Manderò in campo gli undici che danno le migliori garanzie. In ogni caso non mi preoccupa l’eventuale assenza di uno o due giocatori, abbiamo una rosa eclettica
 
Angella e Buonaiuto possono essere titolari?
 
Gabriele sta bene, così come Cristian. Tutti hanno la possibilità di partire dall’inizio. Il fatto che un giocatore entri e cambi la partita non significa che abbia garantito un posto da titolare. Faccio le mie valutazioni in base a come i giocatori si allenano e al loro stato psicologico. Ci sono diversi fattori che influenzano le scelte 
 
Cosa c’è da temere di questo Chievo?
 
Hanno dei problemi di stabilizzazione, ma comunque possono annoverare elementi di valore, come in attacco. Non parliamo poi del centrocampo. Non temo la struttura loro, ma l’incognita delle prime partite di campionato
 
Fernandes sarà a disposizione?
 
Mercoledì è stato fermo precauzionalmente, mentre ieri si è allenato e ha fatto tutto. Se oggi sta bene farà parte del gruppo
 
È parso che tu abbia una preferenza per gli allenamenti pomeridiani…
 
Stiamo giocando di sera e preferisco lavorare in prossimità di questi orari. Inoltre, quando possibile, ritengo sia meglio allenarsi il giorno dopo la partita per tenere sotto controllo le condizioni fisiche dei calciatori, in modo tale da poter ripartire il mercoledì tutti alla pari. Credo sia questa una cosa giusta per una squadra di calcio. Sia chiaro, non è però un dettaglio definitivo che fa vincere o perdere una partita
 
Cosa dirai alla squadra prima di scendere in campo?
 
Non lo so. Quando faccio la riunione tecnica a volte faccio discorsi motivazionali a volte vado via dopo aver dato la formazione
 
L’assenza di Kouan ti preoccupa?
 
Diciamo che ci toglie un cambio e una soluzione importante. Però ho altri quattro giocatori nel reparto mediano che ho già utilizzato 
 
Non ti pare che in questa squadra manchi garra e fisico?
 
Bisogna vedere cosa si intende per garra e fisico. Per me conta di più la tecnica ed io la penso così. Magari nelle palle inattive studieremo degli accorgimenti per difenderci meglio, ma credo fino ad ora sia andata bene. Cerco di costruire le squadre seguendo la mia filosofia di calcio
 
Infine, che campionato ti aspetti?
 
Non so se dobbiamo fare la corsa su qualcuno o che tipo di corsa. Ora come ora non abbiamo obbiettivi. Quello primario deve essere creare entusiasmo dopodiché vedremo. Dobbiamo andare in campo credendo nel lavoro quotidiano e vedere. Ci sono tante incognite: squadre attrezzate a volte non vanno nemmeno ai playoff e invece squadre che partono per salvarsi riescono a creare i presupposti per fare grandi cose. 
 

Enrico Fanelli –

Nota della Redazione

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