bc030c15 e2df 45ed 8095 0bb5eb5336e6Si è appena concluso il Convegno per fare il punto sulla salvaguardia della biodiversità in Umbria del 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria - 3A-PTA

La Mostra Pomologica dedicata ai frutti di varietà locali antiche umbre e dell’Emilia Romagna resterà aperta al pubblico fino a domenica 11 novembre

(UMWEB) Trevi. Si è appena concluso il Convegno “Coltiviamo la Biodiversità 2018”, l’annuale appuntamento di presentazione dei risultati del servizio di “Salvaguardia della Biodiversità regionale di interesse agrario” organizzato dal 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria - 3A-PTA presso il Teatro Clitunno di Trevi (Pg).

A fare gli onori di casa oltre al Sindaco di Trevi Bernardino Sperandio, Fernanda Cecchini - Assessore Agricoltura Regione Umbria, Francesco Tei, Direttore del DSA 3 dell’Università di Perugia che da sempre collabora con il 3A-PTA nel compito di salvaguardia della biodiversità e Massimiliano Brilli, Amministratore Unico del 3A-PTA, che ha spiegato come l'attività di conservazione e salvaguardia della biodiversità, intesa anche come opportunità di sviluppo sostenibile per i territori e le comunità locali, è una di quelle che da sempre caratterizza le funzioni e le esperienze del 3A-PTA. Il 3A-PTA ha l’incarico per conto della Regione Umbria di salvaguardare le biodiversità locali anche attraverso eventi, come il convegno di stamattina, utili a condividere i risultati dell’attività svolta, insieme a numerosi altri attori del territorio, ad informare e sensibilizzare su un tema antico, ma di straordinaria attualità. “Portiamo avanti la nostra attività – ha concluso Brilli - con uno sguardo al futuro e le radici nella tradizione, convinti del fatto che la biodiversità accomuni tradizione e futuro e che salvando le varietà locali dall’estinzione, ci occupiamo anche di valorizzare tutto il patrimonio di sapere e cultura locale ad esse collegato”

Ad intervenire poi al seminario, Luciano Concezzi, responsabile dell’area innovazione e ricerca del 3A-PTA che ha spiegato l’importanza del Registro Regionale delle varietà e razze locali a rischio di erosione genetica, e di come ci sia un elenco di “Agricoltori custodi”, che sono coloro che si occupano di non far estinguere razze locali e specie arboree inserite nel registro. Questi agricoltori possono usufruire dei contributi regionali legati al Piano di Sviluppo Rurale e fanno parte della Rete di conservazione e sicurezza creata proprio affinché le varietà non vadano perse.
“Salvaguardare la biodiversità è un imperativo morale – ha detto Concezzi - ed è per noi anche motivo di grande orgoglio. Siamo convinti che la specificità locale possa dare una prospettiva di sviluppo economico, soprattutto in alcune aree marginali della nostra regione, come già avvenuto, ad esempio, per la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, il Farro di Monteleone di Spoleto o la Roveja di Civita di Cascia”.

Mauro Gramaccia del 3A-PTA ha poi presentato il VI° volume della Collana I Quaderni della Biodiversità, il terzo riguardante le specie arboree da frutto, nel quale sono state riportate le ricerche effettuate nel corso di questi ultimi anni sul patrimonio delle varietà locali ritrovate nel territorio regionale e, tra questi, un importante contributo del DSA3 dell’Università degli Studi di Perugia riguardante uno studio genetico sulle varietà di Pero che ha permesso di approfondire aspetti utili legati alla certificazione varietale dirimendo casi di sinonimia/omonimia (I Quaderni della Biodiversità sono accessibili a tutti e scaricabili dal portale della biodiversità http://biodiversita.umbria.parco3a.org/ ).

Durante il convegno sono poi state riportate le esperienze sul campo ed i progetti di tre protagonisti della salvaguardia della Biodiversità di Interesse Agrario in Italia, in Europa e nel Mondo: Sergio Guidi, Valeria Negri, Salvatore Ceccarelli.

Al termine del Convegno è stata inaugurata la Mostra Pomologica, allestita nelle sale della seicentesca Villa Fabri e che resterà aperta fino all’11 novembre 2018. In mostra, oltre alle varietà autunnali di specie da frutto della regione Umbria, anche elementi narrativi sul paesaggio, la pomologia come arte, la biodiversità animale e delle specie erbacee sempre d’interesse agrario. Una parte della mostra è poi dedicata ai frutti di varietà locali antiche dell’Emilia Romagna grazie alla preziosa collaborazione di Sergio Guidi di ARPAE Emilia Romagna.


Tv ASI

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