spettacolodonnebevagnaAl teatro “Torti” lo spettacolo dal titolo “Donne al bivio per il cielo” della professoressa Carla Ponti. Parte del ricavato andrà in favore dell'associazione “Donne Insieme”

(UMWEB) Bevagna si prepara a celebrare la Festa della donna con un doppio appuntamento teatrale a scopo benefico. Si chiama “Donne al bivio per il cielo” ed è lo spettacolo realizzato dalla professoressa Carla Ponti con il patrocinio del Comune di Bevagna, che porterà al teatro “Torti” due storie. Sono quelle di Ermengarda di Bretagna e di Jacopa dè Settesoli, che saranno messe in scena venerdì 8 marzo alle 21 e sabato 9 marzo alle 17,15. Al termine di entrambi gli spettacoli è in programma anche un brindisi. Lo spettacolo, diviso in due parti, inizierà con la storia di Ermengarda di Bretagna e vedrà tra i protagonisti Chiara Guarino, Walter Pepperosa e Anna Magnini, i costumi sono a cura di Elena Galardini. Per la seconda parte dedicata a Jacopa dè Settesoli, è prevista la recitazione di Elena Galardini, Giuseppe Piccola, Walter Pepperosa e Alessandra Palamidessi. La musica sarà curata da una piccola ensamble musicale della Scuola comunale di musica di Bevagna diretta dal maestro Filippo Salemmi. Parte del ricavato dello spettacolo andrà in favore dell'associazione “Donne Insieme”, che da anni si occupa di assistenza e sostegno nei confronti delle donne colpite dal tumore al seno, attraverso moltissime attività.

PARTE PRIMA – Ermengarda di Bretagna

Tra i testi più belli e gli esempi più emozionanti di amicizie fiorite all’interno dei monasteri medievali sono da iscrivere alcune lettere di Bernardo di Chiaravalle e della donna con la quale coltivò un amore che andò oltre ogni distanza, ogni dissidio umano, fino alla morte.

Ermengarda di Bretagna è una giovane castellana, vedova, privata dell’unico figlio Conan III, caduto duramente una crociata. Essa vive distaccata dai beni materiali e non legami sociali lontano dal monastero di Chiaravalle, dove Bernardo dimora. Il testo che rappresentiamo contiene effusioni amorose tra i due amanti. Le espressioni più intime, più intense, anche violente, che appartengono al poeta monastico, ricambiate dalla dolce e saggia Ermengarda conforto e consolazione dell’ultimo padre della chiesa.

PARTE SECONDA – Jacopa dè Settesoli

Frate Angelo Clareno tra il 1322 e il 1325 scriveva la sua memorabileHistoria Septem Tribolationum, dalla quale è parzialmente tratto l’epistolario tra Francesco d’Assisi e la sua donna Jacopa De’ Settesoli. Abbiamo colto come da un prato rigoglioso, fiori, quelli che ci sono parsi i più belli che parlano il linguaggio d’amore di due giovani amanti, l’amore di Francesco e Hacopa è la storiadi un amore di carne di chi vive il suo bisogno di amare di chi vuole essere amato e Jacopa, vedova di Graziano Frangipane De’ Settesoli, madre di Giacomo e Giovanni, sarà la sola donna accettata al transito di Francesco il quale chiuderà i propri occhi malati sul petto della sorella Jacopa che riposerà per sempre accanto a lui in una nicchia che reca hic requiescit Jacopa sancta nobilisque romana.


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