UNIATUDI(UNWEB) Perugia. Si piazza al primo posto tra i progetti europei SHARPER, coordinato a livello nazionale dalla società Psiquadro e in Umbria dall'Università degli Studi di Perugia. Nella regione, attività confermate nel capoluogo e per la prima volta sarà coinvolta anche la città di Terni. "I ricercatori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile": questo il tema del progetto, che interesserà 12 città italiane in 8 regioni.

Approvato a pieno punteggio dalla Commissione Europea il progetto SHARPER, primo tra i 100 progetti sottomessi alla commissione Europea nell'ambito delle azioni Marie Curie. SHARPER, coordinato dalla società di comunicazione scientifica Psiquadro, vede l'Università degli Studi di Perugia tra i partner principali e responsabile per le attività che si svolgeranno nel capoluogo umbro e da quest'anno anche a Terni.

SHARPER si svolgerà in 12 città Italiane: Ancona, Cagliari, Catania, L'Aquila, Macerata, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia, Terni, Torino e Trieste, con il coordinamento dall'impresa sociale Psiquadro, già al lavoro per immaginare nuove attività insieme al consorzio che comprende l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN, il centro della scienza Immaginario Scientifico, l'associazione Observa Science in Society e sei Università: La Politecnica della Marche, l'Università di Cagliari, l'Università di Catania, l'Università di Palermo, l'Università di Perugia e l'Università di Torino. Oltre 120 le istituzioni, i partner culturali gli enti di ricerca coinvolti tra i quali CNR, INAF e INGV.

Ricercatori e organizzatori già al lavoro per mettere a punto le oltre 200 iniziative previste in modo da consentire la partecipazione in sicurezza a cittadini di tutte le età invitati a scoprire il rapporto tra ricerca e sviluppo sostenibile, tema di questa edizione. "La professionalità, la creatività e la solida collaborazione con tutti i ricercatori ci hanno permesso di ottenere un risultato di eccellenza in Europea, e ci consentiranno di proporre nuovi metodi di coinvolgimento del pubblico in quest'epoca di sfide" ha dichiarato Irene Biagini, presidente di Psiquadro.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Rettore dell'Università di Perugia, il prof. Maurizio Oliviero: "questo risultato premia la nuova strategia di collaborazione con eccellenze del settore privato e contemporaneamente l'idea di rete tra istituzioni universitarie italiane. Proprio su ricerca e giovani ricercatori il nostro Ateneo vuole rilanciare il suo profilo di autorevolezza e competenze e mai come in questo momento se ne percepisce l'importanza. Si tratta di un obbligo morale e di un dovere istituzionale".

"Ci riempie di soddisfazione il risultato ottenuto da SHARPER - ha detto il Sindaco di Perugia Andrea Romizi - che, anche quest'anno per l'ottavo anno consecutivo, si conferma un appuntamento imperdibile, in grado di dare lustro alla nostra città, che continua ad avere un ruolo centrale in questo progetto, di respiro nazionale, e alle sue eccellenze, nell'ambito della ricerca scientifica". Anche il Sindaco di Terni Leonardo Latini e l'Assessore all'Università Cinzia Fabrizi hanno dichiarato " Riteniamo strategica l'attività di ricerca nel nostro territorio che da più di 150 anni valorizza l'innovazione come elemento centrale dello sviluppo e del lavoro. Siamo perciò molto soddisfatti del coinvolgimento nel Progetto SHARPER che inserisce anche Terni in un'ampia rete di città universitarie e che costituisce un altro tassello nel più ampio progetto con l'obiettivo del rafforzamento del legame della nostra città all'Università di Perugia, tramite il Polo universitario di Terni.

Daremo perciò il nostro convinto sostegno allo svolgimento della Notte dei Ricercatori, come già avviene per tutte le altre iniziative dell'Università di Perugia e del Polo di Terni indirizzate sui temi della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione".

Il ruolo che la ricerca sta svolgendo nella crisi globale in corso è cruciale, così come è e sarà nei molti settori messi in evidenza nei 17 obiettivi (Sustainable Development Goals) per la sostenibilità lanciati dall'ONU nel 2015 e inseriti nell'agenda 2030: dal diritto alla salute a un'educazione accessibile e di alto livello per tutti, temi ancor più attuali nell'emergenza della pandemia.

La Commissione Europea ha confermato martedì scorso l'evento, annunciando lo spostamento di data: dall'ultimo venerdì di settembre al 27 novembre per la Notte Europea dei Ricercatori, uno dei principali eventi internazionali dedicati al dialogo tra ricerca e cittadini.

«Crediamo che la Notte Europea dei Ricercatori 2020 debba svolgersi poiché sarà importante mostrare al grande pubblico l'impatto positivo della ricerca scientifica su tutta la società. La Notte porta la scienza e i ricercatori vicini ai ragazzi e alle famiglie, può aiutare il dialogo con i cittadini e la condivisione di speranza». Con queste parole è stata comunicata nei giorni scorsi la notizia dalla Commissione agli organizzatori degli eventi.

A causa dell'emergenza da Covid-19, l'appuntamento si trasferisce così dal tradizionale ultimo venerdì di settembre al 27 novembre e anche questa iniziativa, che negli ultimi anni ha coinvolto milioni di visitatori in centinaia di città, si prepara ad affrontare le sfide comuni a tutti gli eventi dal vivo: pensare nuovi modi di coinvolgimento del pubblico, conservando lo spirito di curiosità e partecipazione che lo ha caratterizzato e fatto crescere in questi anni.

Bisognerà aspettare l'evolvere della situazione a livello nazionale e le indicazioni sullo svolgimento degli eventi dal vivo, ma l'edizione 2020 della Notte Europea dei Ricercatori segnerà il passaggio a nuove forme di dialogo tra il mondo della ricerca e i cittadini. Dialogo che, sia dal vivo e in presenza che in formati a distanza e virtuali, conserverà il carattere di immediatezza, informalità e approfondimento che in questi anni ha caratterizzato SHARPER. L'evento, che in passato ha visto lo svolgimento di spettacoli teatrali, concerti, attività di piazza o animazioni nei musei e nei laboratori, dovrà reinventarsi proponendo modalità che rafforzino il dialogo tra ricerca e cittadini.


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