Igor Cruciani Atc 1Dei 320mila euro necessari ne mancano 29mila che dovrebbero essere pagati dai cacciatori - Il presidente Cruciani: con questa crisi non è opportuno addebitare la spesa alle squadre e nemmeno ritardare ulteriormente il risarcimento del 100 per cento dei danni subiti dalle aziende agricole nel 2019

 

(UNWEB) Perugia,  – Assommano a quasi 320mila euro i danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole nei territori di competenza dell’Ambito territoriale di caccia Perugia 1 (Atc Pg 1), tra Altotevere, Eugubino, Perugino e Trasimeno. Di questi, ben l’89 per cento provocati da cinghiali.

Cosa prevede la normativa. “Purtroppo, rispettando la normativa vigente – ha spiegato il presidente dell’Atc Pg 1 Igor Cruciani – tra fondi regionali e risorse nostre siamo stati in grado di liquidare solo il 90 per cento dei danni subiti dagli agricoltori. Per completare i risarcimenti, impegno che intendiamo assolutamente rispettare, mancano circa 30mila euro. La copertura finanziaria, per la normativa Regionale vigente, spetta obbligatoriamente ai cacciatori iscritti alle squadre che operano nei distretti di caccia al cinghiale dove, a fronte del mancato raggiungimento del piano di abbattimento assegnato, i danni da risarcire sono risultati superiori alle risorse regionali specificatamente stanziate. Considerato però il grave stato di crisi economica che si è venuta a creare per l’emergenza Coronavirus e tenuto conto della fattiva collaborazione ricevuta dalle squadre nella prevenzione dei danni causati dal cinghiale, crediamo non sia opportuno richiedere ai cacciatori questa quota mancante. Abbiamo perciò chiesto alla Regione Umbria un contributo extra rispetto ai fondi già stanziati”.

Le risorse a disposizione. I fondi richiesti alla Regione si andrebbero quindi ad aggiungere ai circa 224mila euro già assegnati all’Atc Perugia 1 proprio per l’indennizzo dei danni all’agricoltura causati da fauna selvatica. “Le restanti necessarie risorse – ha ricordato Cruciani – provengono da economie generate nei distretti virtuosi e da risorse proprie dell’ente. Nello specifico, abbiamo ripartito il surplus dei distretti con bilancio positivo su quelli con bilancio negativo”.

 


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