Luminaria28 1 17 DSC 6448(UNWEB) Perugia, La tradizionale Luminaria ha inaugurato ufficialmente, sabato pome-riggio, i festeggiamenti per San Costanzo, patrono di Perugia. A dare il via, di fronte a Pa-lazzo dei Priori, sono state le parole del banditore, che -davanti al Sindaco Romizi, a rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, della Provincia di Perugia e della Regione dell’Umbria- ha letto la grida con l’editto del Comune di indizione della luminaria di San Costanzo e la successiva benedizione da parte di S.E. Cardinale Bassetti del fuoco del braciere, con cui sono state poi accese tutte le fiaccole.


Sette secoli fa –era l’11 dicembre 1310- i nove Priori delle arti del Comune di Perugia isti-tuirono questa celebrazione festosa, civile e religiosa insieme, detta “il lume” o la “luminaria” o il “luminare maggiore con cui si intendeva invocare il martire Costanzo per la salvaguardia e l’accrescimento della pace e della tranquillità del popolo di Perugia.
Alla manifestazione dovevano partecipare obbligatoriamente i maggiorenti della città, “re-cando in mano dei lumi”: i priori delle arti, il podestà, il capitano, i consoli della Mercanzia e gli auditori del Cambio, gli artigiani di tutte le corporazioni, ed anche il Vescovo con tutto il clero, oltre al popolo di tutti i borghi.
Presenti il Sindaco Romizi con gli assessori Severini, Bertinelli e Cicchi, il Presidente dell’Assemblea Leonardo Varasano e i consiglieri Pittola, Borghesi, e Perari, il presidente del Consiglio Regionale Porzi, l’On. Laffranco, preceduti dal Gonfalone del comune. Subito dietro di loro il Cardinale Bassetti, Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, insieme al Vescovo ausiliario Mons. Giulietti e ad alti prelati, i rappresentanti delle Confraternite di Villa Pitignano, accompagnati dal Gonfalone di San Costanzo.
Suggestiva la presenza, in costume, dei figuranti in costume di Perugia 1416, con i cinque Magnifici Rioni cittadini, del Gruppo Balestrieri di Assisi e degli sbandieratori di Gubbio, muniti di bandiere così come di chiarine e tamburi che hanno scandito i tempi della processione e della preghiera lungo il percorso fino alla Basilica di San Costanzo, eretta nel luogo in cui –secondo la tradizione- San Costanzo fu sepolto dopo il martirio, avvenuto a Foligno. Presente anche una rappresentanza della Compagnia del Grifoncello, la prima compagnia d'arme delle sedici porte di Perugia riconosciuta a livello statutario (1300 circa), che in occasione della festa del santo Patrono della città vestiva il Grifo e lo portava in processione, oggi rinata grazie ad alcuni giovani perugini, che con il permesso della Curia ha sfilato nel corteo della Luminaria.
Perugia 1416 era rappresentata da un membro della reggenza comunale, l'alfiere del Comune con lo stendardo, da 7 trombettieri senza chiarine, da 4 mazzieri con le mazze. Ogni Rione ha inviato quindi l'alfiere con lo stendardo, il capitano, quattro nobili o borghesi. In tutto, 43 figuranti. Ogni Rione ha portato un dono simbolico: il cero da parte di Porta Sant’Angelo, che ha il fuoco nel suo simbolo (ali con in mezzo una fiamma), la corona d'alloro da parte del Rione della frutta e degli ortaggi, Porta Eburnea, l’incenso da parte del Rione dell'antica cattedrale, ora Abbazia e Basilica Benedettina, Porta San Pietro, un torcolo di San Costanzo da parte di Porta Sole, Rione dei molini e delle farine e, infine, la brocca di vin santo, l'unico dono liquido, da parte del Rione del Lago, Porta Santa Susanna.

Il corteo delle autorità locali e religiose, seguito da molti cittadini, si è quindi incamminato a piedi verso Via San Costanzo, procedendo, torce alla mano, lungo Via Fani, Piazza Matteotti, Via Oberdan, le Scalette di Sant’Ercolano, i Tre Archi, Corso Cavour e Borgo XX Giugno.
All’interno della Basilica intitolata al Santo Patrono ha, quindi, avuto luogo la tradizionale offerta dei doni, preceduta dal discorso del Cardinale Bassetti che ha voluto ricordare come “Costanzo ha testimoniato fino alla morte i valori del Vangelo -ha detto- quegli stessi valori che fondano la nostra comunità: il riconoscersi fratelli, la pace, la libertà autentica, la solidarietà e la giustizia, indispensabili perché la vita della comunità sia prospera. La preghiera a San Costanzo -ha concluso il Cardinale- è che Perugia sia aperta e solidale, fedele a questi valori, così che possiamo consegnarla tale ai nostri giovani”.
La Polizia Municipale ha quindi deposto sull’altare della basilica di San Costanzo la corona d’alloro, simbolo del servizio, subito dopo il Sindaco Romizi ha acceso il cero votivo, a rappresentare la disponibilità e l’attenzione ai bisogni dei più deboli e a pensare con onestà e saggezza al bene comune.
Terzo dono il Torcolo, simbolo visivo del martirio, per invocare benedizione sul lavoro degli artigiani e dei commercianti perugini e di tutti coloro che contribuiscono alla prosperità della comunità cittadina. Due coppie di sposi hanno donato il vin santo, simbolo dell’unione della famiglia. Infine, da parte del Vescovo e della Chiesa locale, l’incenso testimonianza di fede viva e coerente nel Vangelo.
La festa di San Costanzo prosegue, quindi, domani, a partire dalla mattina, con la tradizio-nale Fiera di Borgo XX Giugno, aperta dalle 8,00 alle 20,00 (inaugurazione ore 10,00) e la degustazione del torcolo in Corso Vannucci a mezzogiorno, in collaborazione con i 20 Fornai di San Costanzo e le associazioni di categoria.
Alle 10,45, inoltre, l’Università dei Sapori terrà un educational sul tema “Il Torcolo di San Costanzo: dalla tradizione all’innovazione, i consigli per una ricetta buona e sana” con il contributo dell’Antropologa alimentare Marilena Badolato, la nutrizionista Valentina Di Tomaso e lo Chef e Maestro Panificatore Andrea Pioppi.
Per l’intera giornata di domenica 29 gennaio mostre, animazioni per bambini, concerti e, naturalmente, degustazioni di torcolo per tutti festeggiano San Costanzo in Borgo XX Giu-gno, grazie all’associazione Borgo Bello, mentre, per quanto riguarda le celebrazioni reli-giose della ricorrenza, nella Basilica di San Costanzo sarà detta messa alle ore 8,00, 10,00 e 11,30. A chiudere la messa solenne, alle ore 18,00, nella Cattedrale di San Lorenzo, celebrata da S.E. il Cardinale Gualtiero Bassetti, alla presenza dei vescovi umbri, delle autorità e dei parroci della diocesi.

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