cid image002 jpg01D4F904Don Luca Delunghi: «Lo sport come strumento per trasmettere i valori della vita»

(UMWEB) Perugia. Si svolgerà dal 24 al 28 aprile, presso il Centro sportivo di Santa Sabina in Perugia, la 14a edizione della “StarCup”, il torneo giovanile di Calcio a 5 promosso dall'Ufficio diocesano per la pastorale giovanile con la collaborazione del Coordinamento Oratori Perugini e del Comitato Regionale Anspi Umbria. Tema di questa edizione è “Ultreya”, parola spagnola che significa “andiamo oltre”, usata come incoraggiamento e saluto dai pellegrini del cammino di Santiago de Compostela. E’ anche un invito della “Star Cup” al pellegrinaggio estivo (1-12 agosto) della Pastorale giovanile a Santiago, ma anche per ricordare i brani del Vangelo dell’Ottava di Pasqua, oggetto delle catechesi della “Star Cup”, in cui Cristo è andato “oltre la morte” e gli uomini sono chiamati ad andare "oltre" le loro debolezze.

A presenziare l’evento inaugurale di mercoledì 24 (alle ore 9) ci saranno il cardinale Gualtiero Bassetti, sempre felice di essere vicino ai suoi giovani, e l’arcivescovo mons. Paolo Giulietti, che saluterà i protagonisti della “Star Cup” prima di trasferirsi a Lucca il prossimo 12 maggio. Gradito ospite sarà il presidente nazionale dell'Anspi Giuseppe Dessì, desideroso di partecipare ad un evento di giovani e oratori così importante, occasione anche per riflettere nelle catechesi e di ascolto delle testimonianze come quella della campionessa di tennis Mara Santangelo, attesa per domenica 28 (ore 12).

Quest’evento sportivo ha anche una valenza sociale nel coinvolgere tutto il territorio diocesano, superando ogni più rosea aspettativa e la crescita esponenziale in questi anni ne è la testimonianza: le squadre iscritte sono 99 (56 maschili e 43 femminili), più di 1.000 giocatori partecipanti guidati da 300 “alleducatori”. Il neologismo è il risultato della crasi tra le parole “allenatore” ed “educatore”, utilizzato per esprimere la diversità del torneo che non si ferma solo alle vicende sportive, ma punta a dare un significato più ampio. Per dare i giusti strumenti ai responsabili delle squadre, il Coordinamento Oratori appronta ogni anno un corso per aiutarli a capire meglio le esigenze educative dei ragazzi. In tutto questo ci sarà una cornice fantastica e colorata data da un pubblico che nelle cinque giornate sfiorerà le 6.000 presenze. A guidare la 14a edizione c'è l’equipe organizzativa, lo “SportLab”, che coinvolge quindici ragazzi volontari degli oratori.

“Il primo torneo che si gioca dentro e fuori dal campo” è lo slogan che da tredici anni accompagna la “Star Cup”, nata nel 2006 da un’idea di alcuni giovani accolta dalla Pastorale diocesana giovanile oggi diretta da don Luca Delunghi. «Abbiamo visto la necessità di qualificare le persone che lavorano con i ragazzi in ambito sportivo all’interno degli oratori – spiega don Luca –. Infatti puntiamo molto sul fatto che lo sport, oltre ad essere occasione di svago, possa essere un importante campo dove si concretizza la crescita personale e dove si possono imparare i veri valori della vita che sicuramente vanno oltre la contingenza delle vicende sportive». A dirlo, prosegue il sacerdote, «è anche papa Francesco nel documento post-sinodale Christus Vivit: “Altrettanto significativo è il rilievo che tra i giovani assume la pratica sportiva di cui la Chiesa non deve sottovalutare le potenzialità in chiave educativa e formativa, mantenendo una solida presenza al suo interno”».

A don Luca Delunghi si aggiunge Martino Tosti, giovanissimo referente del progetto: «Ogni volta che viviamo la “Star Cup” dobbiamo ricordarci come tutto è nato: è nato dal desiderio di amare ciò che amano i giovani, lo sport, caratterizzandolo con la bellezza di un annuncio che va oltre lo sport stesso, riconsegnando anche al calcio la capacità di educare e di evangelizzare. Questa è stata la nostra scommessa». Sulla stessa linea si inserisce il presidente del Comitato Regionale Anspi don Francesco Verzini: «Sentiamo l'esigenza di investire tanto sullo sport in oratorio, affinché quest'ultimo diventi palestra per crescere come uomini, cittadini e cristiani. Lo sport parla un linguaggio diretto e molto familiare ai giovani, permette loro di esprimere se stessi. Quest'anno un valore aggiunto è costituito dal Progetto Terzo Sapere, che appoggia la missione di Anspi nel promuovere lo sport come momento educativo forte, per la realizzazione piena del ragazzo».


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