20190612 095343 Copia(UMWEB) – Perugia – Il ruolo degli Ecomusei quale strumento di sviluppo e valorizzazione del territorio, del patrimonio culturale e ambientale, con un’attenzione particolare ai valori del paesaggio, alla pianificazione paesaggistica e alla progettazione degli interventi per intercettare possibili finanziamenti:

è quanto ha consentito di mettere in evidenza il terzo Forum regionale degli Ecomusei che si è svolto oggi a Perugia, organizzato dalla Regione Umbria. Una giornata di formazione e approfondimento dei nuovi contesti e strumenti per la valorizzazione del patrimonio culturale, dal titolo “Paesaggi culturali e pianificazione: il contributo degli Ecomusei”, che si inserisce tra le attività che la Regione Umbria mette in campo, in attuazione della legge regionale in materia, la 34 del 2007, per sostenere il sistema ecomuseale regionale riconoscendone il ruolo attivo nella salvaguardia del territorio, della cultura e delle tradizioni trasmesse dalla popolazione locale.

Del sistema ecomuseale umbro fanno parte ad oggi l’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, l’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, l’Ecomuseo Geologico Minerario di Spoleto, l’Ecomuseo del Tevere, l’Ecomuseo di Campello sul Clitunno, Ecomuseo del Paesaggio degli Etruschi. Il Forum è stata l’occasione per un confronto fra i rappresentanti degli Ecomusei umbri, del Ministero dei Beni e delle attività culturali, gli esperti del Comitato tecnico scientifico per gli Ecomusei, designati dall’Università degli Studi di Perugia e dalla Conferenza della Autonomie Locali, la soprintendente all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio Marica Mercalli, rappresentanti del Coordinamento Icom (International Council of museums) e del Fai (Fondo Ambiente Italiano) Umbria, dirigenti regionali.

“Parola chiave degli Ecomusei è comunità – ha sottolineato la dirigente regionale Antonella Pinna, presidente del Comitato tecnico scientifico per gli Ecomusei – L’Ecomuseo non è un museo statico o un racconto del passato, ma un processo condiviso e partecipato in cui le comunità si riconoscono, fondando sulla propria memoria storica, sui patrimoni materiali e immateriali, l’ambiente e il paesaggio, i saperi e le tradizioni uno strumento di sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. L’Ecomuseo – ha proseguito – è un processo in divenire che vive nel passato e nel presente e può dare prospettive per il futuro. La Regione ha inserito gli ecomusei organicamente nel quadro normativo e programmatorio regionale, quale rappresentazione di territori connotati da forti peculiarità storico-culturali, paesistiche ed ambientali e per questo li riconosce quali strumenti per tramandare, valorizzare e rafforzare i legami museo-comunità e uomo-territorio, mettendoli in rete fra loro e con il sistema museale regionale”.

“Il Forum – ha aggiunto – rappresenta un’importante occasione per far conoscere l’attività degli Ecomusei esistenti e allo stesso tempo per evidenziare le potenzialità che offrono di sviluppo per altri territori, quali aree interne e marginali. Il primo passo da fare è l’inventario dell’eredità culturale, il paesaggio, il patrimonio diffuso, compreso quello immateriale, i saperi, le produzioni alimentari, le feste locali. Bisogna conoscere e poi diffondere all’esterno, un processo in divenire che dà nuova linfa al territorio”. Particolare importanza “riveste la partecipazione” ha detto il professor Fabio Bianconi, dell’Università degli studi di Perugia, componente del Comitato tecnico scientifico per gli Ecomusei. “L’Università – ha detto – contribuisce allo sviluppo degli Ecomusei in quattro momenti: la ricerca, l’utilizzo degli strumenti in cui oggi il digitale è determinante, l’azione e i risultati. La progettazione partecipata, con un’azione costruita dal basso, insieme alla comunità locale, è importante anche per accedere a finanziamenti”.

Di pianificazione paesaggistica ha parlato la Soprintendente ad Archeologia, Belle arti e paesaggio Marica Mercalli: “C’è un lavoro di pianificazione per il Piano Paesaggistico regionale che la Regione Umbria e il Ministero dei Beni e attività culturali stanno portando avanti con molta attenzione – ha detto – e si è quasi vicini alla preadozione. Sono già stati definiti gli ambiti territoriali e individuate 19 tipologie di paesaggi regionali”.

Gli Ecomusei, è stato ricordato, hanno già dato un contributo al processo di elaborazione del Piano, che proseguirà con azioni di promozione, valorizzazione e gestione sostenibile del paesaggio.

Nel corso del Forum è stato presentato fra l’altro il Geoportale della cultura alimentare, a cura dell’Istituto centrale per la Demoetnoantropologia del Mibac, per la raccolta e la diffusione del patrimonio alimentare: “Unifica l’immenso sforzo che le comunità fanno per raccontarsi. Una grande sfida per far conoscere un patrimonio che è di tutti noi”.


Tv ASI

 

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