Coronavirus, Coldiretti Umbria: Preoccupa il deficit "stagionali" in agricoltura. Ok aperture frontiere ma non basta
(UNWEB) È positiva la possibilità di riapertura delle frontiere italiane dal 3 giugno senza obbligo di quarantena ai cittadini europei, con l'avvio di un coordinamento a livello comunitario che possa incentivare i "corridoi verdi" per la libera circolazione degli stagionali agricoli all'interno dell'Unione Europea. È quanto afferma Coldiretti Umbria nel riferire le difficoltà di diverse aziende agricole nel reperire manodopera stagionale che solitamente contribuisce alle operazioni nelle campagne in questa fase.
Un problema - spiega Albano Agabiti presidente regionale Coldiretti - che riguarda nella nostra regione lavoratori stagionali europei ed extraeuropei, che contribuiscono a trapianti e raccolta di frutta, ortaggi, tabacco, ma importanti anche per la vendemmia, per la raccolta delle olive e nel comparto zootecnico.
La conferma arriva da Adriano Birelli titolare di un'azienda ortofrutticola a Tuoro sul Trasimeno. Di solito da aprile per le operazioni di trapianto ed in seguito da giugno per la raccolta di pomodori, meloni, insalate, zucchine, melanzane - sottolinea Birelli - utilizziamo lavoratori romeni e marocchini, ma al momento quelli con cui collaboriamo non sono ancora rientrati e questo ci sta causando non poche difficoltà; c'è preoccupazione inoltre anche per le operazioni di trapianto di luglio delle produzioni invernali, che richiedono almeno un minimo di esperienza.
Un problema lamentato - aggiunge Coldiretti - pure nel comparto tabacchicolo, come riferito da alcune aziende di Città di Castello: non poter contare sui soliti collaboratori stranieri, si traduce in difficoltà e costi maggiori sia nel reperire che per formare nuove professionalità.
Per contribuire a colmare il gap di manodopera, su sollecitazione della Coldiretti sono stati prorogati fino al 31/12 i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza ed è stato ottenuto nel decreto Cura Italia che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.
Ma oltre ad agevolare il ritorno degli stagionali comunitari ed extracomunitari in Italia - conclude Agabiti - occorre anche una radicale semplificazione del voucher "agricolo" che possa ridurre la burocrazia e consentire a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università e molte attività economiche sono rallentate e tanti lavoratori sono in cassa integrazione.
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