protocollo sicurezza 2(ASI) Perugia. "Di fronte ad un insieme di fenomeni complessi e strettamente collegati alle dipendenze, crediamo fortemente che una risposta efficace non possa prescindere da un'alleanza stretta tra le diverse istituzioni": lo ha affermato la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, intervenendo nel pomeriggio di oggi, insieme al prefetto di Perugia, Antonella De Miro, e al sindaco di Perugia, Andrea Romizi, all'incontro dal titolo "Comunicare, condividere, partecipare", organizzato per presentare il piano di azioni e impegni messi a punto nel territorio di Perugia, in seguito alla firma del protocollo d'intesa siglato tra tutte le istituzioni del capoluogo umbro in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni collegati alle dipendenze da sostanze psicoattive.

In particolare l'iniziativa - alla quale hanno preso parte tra gli altri in qualità di relatori relatori, Roberto Segatori dell'Università di Perugia, il Procuratore Della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, Antonella Duchini, il dirigente della Polizia Mirna Caradonna, lo psicologo e vicepresidente del gruppo Abele, Leopoldo Grosso - era finalizzata ad illustrare il piano di formazione integrata rivolto al distretto del Perugino, finanziato dalla Regione Umbria e curato dalla Scuola di Amministrazione Pubblica di Villa Umbra.
"Il Protocollo si inserisce nel solco di una visione di collaborazione interistituzionale che la Regione persegue e sostiene da tempo – ha detto la vicepresidente Casciari – L'evento di oggi intende rappresentare l'assunzione collettiva di responsabilità e di impegni comuni che le istituzioni del territorio hanno assunto con la firma del protocollo, a fine 2013. E' tuttavia indispensabile, per affrontare questa 'battaglia' con qualche speranza di efficacia, un'alleanza più ampia, che coinvolga tutti i cittadini e le associazioni in un percorso di partecipazione e di azioni comuni".
La vicepresidente ha quindi ricordato le azioni attivate in seguito alla firma del documento: "innanzitutto la conoscenza – ha detto - perchè per affrontare in modo adeguato un problema, occorre conoscerlo in tutte le sue particolarità e negli anni la Regione ha scelto di non retrocedere da questa volontà di conoscenza, nonostante le fosse a volte reindirizzata contro".
Rientrano in questo ambito l'istituzione della Commissione d'inchiesta sulle penetrazioni criminali e sulla tossicodipendenza da parte del Consiglio regionale rinnovata peraltro negli anni, la realizzazione del dossier 'La droga in Umbria', con la collaborazione dell'associazione Libera, la costituzione di un osservatorio specifico per l'area delle dipendenze nell'ambito delle attività di monitoraggio epidemiologico della Direzione Salute, i cui prodotti sono messi a disposizione dei tecnici, della cittadinanza ed in particolare delle attività del Protocollo.
A seguire Casciari ha citato l'attività di sorveglianza epidemiologica fornendo anche dati aggiornati sul fenomeno delle dipendenze: "I decessi per overdose, che tanta attenzione hanno richiamato negli anni passati, tendono finalmente a diminuire, passando per la provincia di Perugia dal picco di 32 decessi nel 2007, a 23 nel 2010 e nel 2011, 18 nel 2012, 14 nel 2013 e 13 nel 2014 – ha riferito - Mentre le stime di consumo negli studenti di età compresa tra 15 e 19 anni ci rappresentano una diffusione in generale più elevata in Umbria che in Italia per diverse sostanze, ma, eccetto che per la cannabis, limitata agli indicatori di consumo occasionale. Inoltre, diminuisce nelle ultime rilevazioni il binge drinking ed anche la diffusione del gioco d'azzardo. Conoscere queste specificità, accanto ad elementi di tipo qualitativo ed interpretativo del contesto culturale e valoriale entro cui i consumi si collocano, costituisce un elemento fondamentale per indirizzare gli interventi di prevenzione".
Concludendo la vicepresidente ha evidenziato che "l'approfondimento delle conoscenze va di pari passo con la condivisione dei saperi, la messa in comune dei patrimoni di informazioni e di esperienze che ciascuna istituzione possiede. Lo strumento collaudato in tante esperienze passate, anche in ambiti specifici di intervento è la formazione integrata di tutti gli operatori dei diversi settori. Anche la programmazione regionale punta all'attivazione di interventi innovativi e tempestivi attraverso un percorso di progettazione partecipata".
Il prefetto di Perugia, Antonella De Miro, ha evidenziato come il Protocollo si proponga di tradurre in azioni ed impegni condivisi l'avvertita esigenza di una maggiore unitarietà e coerenza delle strategie di contenimento del fenomeno della diffusione del consumo di sostanze psicoattive ed i relativi effetti sul piano sociale, culturale ed economico di una comunità.
"Più ci si orienta verso uno sforzo comune, tanto più la risposta sarà efficace – ha detto il prefetto De Miro, che ha anche ricordato l'importante attività svolta dalle forze dell'ordine nelle operazioni di prevenzione e contrasto sul territorio – L'auspicio, che è già certezza, è che tutti i soggetti coinvolti in questo percorso possano lavorare per garantire continuità e stabilità alle azioni messe in campo in modo tale che possa trasformarsi in vero modus operandi".
Anche per il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, "la collaborazione tra le istituzioni rappresenta l'unica strada percorribile, ma è fondamentale l'integrazione tra i soggetti istituzionali e i cittadini.
C'è una città intera che deve rimettersi in gioco – ha detto – ma deve ritornare il protagonismo della cittadinanza".
Il protocollo in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni collegati alle dipendenze da sostanze psicoattive - fortemente voluto dalla Prefettura di Perugia che ha guidato il coordinamento tra le istituzioni - è stato siglato nel novembre 2013 tra Prefettura di Perugia, Regione Umbria (che ha aderito e sostenuto finanziariamente parte l'iniziativa), Comune Di Perugia, Provincia Di Perugia, Questura di Perugia, Comando Provinciale Carabinieri, Comando Provinciale Guardia di Finanza, Ufficio Scolastico Regionale dell'umbria, Ufficio Servizio Sociale Minori dell'umbria, Azienda U.S.L. N. 1, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell'umbria, Arcidiocesi di Perugia - Citta' Della Pieve.

protocollo sicurezza 2

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