(ASI)   L'articolo 2 del Collegato alla Finanziaria, che dovrebbe chiarire il futuro dei dipendenti della Comunità Montana del Trasimeno, è in primo luogo una implicita ammissione del fallimento delle riforme endoregionali della Giunta Marini.


Alla fine della Legislatura - e all'ultimo tuffo - deve essere approvata una norma che fonde le Comunità montane "Alta Umbria" e "Trasimeno-Medio Tevere" con cui si vorrebbe aggirare il blocco dei fondi determinato dai debiti di quest'ultima presso la banca tesoriere.
È scritto a chiare lettere che questa norma non comporta oneri per il bilancio regionale. In pratica, Banca Unicredit dovrebbe pagare gli stipendi ed altre insolvenze per il solo fatto che il correntista non è più quello debitore, ma un altro che gli è succeduto.
Ci spiegherà la Giunta, in sede di presentazione del Collegato, la fattibilità di questa dubbia operazione. Occorre, infatti, sottolineare che in ballo non ci sono solo gli stipendi dei dipendenti - ad oggi non onorati - ma anche fondi europei di progetti già completamente e in parte svolti che non possono essere liquidati, con evidenti disagi per professionisti e tipografie creditori.
Ricordiamo che, in caso di fondi impegnati e non spesi, gli stessi dovrebbero essere resi all'UE, aggiungendo ulteriori danni.
Rimane evidente lo stato di affanno e di inadempienza di una Giunta regionale che, nonostante la proroga della Legislatura, si trova costretta ad una poco edificante maratona normativa e ad una corsa contro il tempo (venerdì a mezzanotte) per l'approvazione di norme importanti da un lato e di provvedimenti "tappabuchi" dall'altro, in mancanza della quale si troverebbe di fatto commissariata e screditata.

Andrea Lignani Marchesani


 

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