DeLucaIl capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca interviene in tema di sanità rimarcando come ci sia una “regione a due velocità”. Il capogruppo pentastellato definisce “sconcertante la marginalizzazione e l’abbandono dell’Umbria meridionale” sottolineando la “necessità di una nuova programmazione delle risorse e l’integrazione dei servizi tra l’ospedale di Terni e l’Usl di competenza”.

(UNWEB) Perugia,   - “Si continua con l’Umbria a due velocità nelle politiche sanitarie della Regione. Dopo anni di marginalizzazione e depauperamento delle strutture sanitarie dell’Umbria meridionale dobbiamo rilevare che c’è una sconcertante continuità tra l’attuale Giunta regionale e le Amministrazioni passate”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca secondo il quale “mentre Perugia riapre e riparte con i servizi ambulatoriali, forti di un supporto di una serie di strutture ospedaliere limitrofe, Terni arranca e ancora oggi non riesce ad avviare un percorso che la porti ad una parvenza di normalità”.

“Tutto ciò – aggiunge - non ci stupisce alla luce delle problematiche irrisolte che dalle parti della Conca si trascinano da almeno 30 anni. Una situazione già precaria che ha messo ulteriormente sotto pressione l’Ospedale di Terni quando si è trovato a fronteggiare l’emergenza della pandemia del Coronavirus”.

“Oltre alla carenza a livello strutturale del vetusto ‘Santa Maria di Terni’, più volte denunciata dal M5S, non si può trascurare la carenza di strutture satellite volte a supportare ed integrare i servizi del nosocomio ternano. Gli Ospedali di Narni ed Amelia – continua De Luca - sono stati chiusi proprio nel momento di maggior bisogno ed ancor oggi non è ben chiara alcuna prospettiva sul loro futuro e sul progetto del nuovo ospedale di Cammartana sembra sia calato uno spaventoso silenzio”.

“Questo isolamento, accentuato da un ospedale di Spoleto a mezzo servizio – commenta il capogruppo pentastellato - ha enormemente sovraccaricato il lavoro dell'Azienda Ospedaliera di Terni e soprattutto del suo Pronto Soccorso che deve coprire un territorio troppo vasto per le sue forze”.

“È indubbia – conclude De Luca - la necessità di una nuova programmazione in ambito sanitario che preveda una reale riorganizzazione ed integrazione tra l'Azienda Ospedaliera di Terni e la sua USL di competenza, anche in funzione della ripresa del flusso di pazienti provenienti dalle province di Viterbo e Rieti”.


 

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