Bori8Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori interviene in merito al trasporto pubblico sottolineando che “la Giunta tiene fermo il servizio alla fase 1 dell’emergenza Covid”. Bori, annunciando in proposito una interrogazione, chiede un “impegno serio della Regione” per “la riattivazione dei servizi” e per “prevedere seri sostegni ai lavoratori e alle aziende del settore, anche procedendo con la liquidazione dei corrispettivi economici spettanti”.

(UNWEB) Perugia,  – “Serve riattivare il servizio del trasporto pubblico locale, tenuto fermo alla fase 1 dell’emergenza Covid dalla Giunta, e prevedere seri sostegni ai lavoratori e alle aziende del settore, anche procedendo con la liquidazione dei corrispettivi economici spettanti”. Così il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, annunciando una interrogazione per chiedere “finalmente un impegno concreto della Regione”.

“I provvedimenti che si sono succeduti dal 4 maggio – spiega Bori – hanno riattivato gli spostamenti e hanno stabilito, nel caso del Decreto ‘Cura Italia’, la competenza delle Regioni nel determinare il quantitativo del trasporto regionale da mantenere attivo durante l’emergenza. Il Decreto ‘Rilancio’ ha poi creato un fondo di 500 milioni per le imprese e i lavoratori del trasporto pubblico locale. Nonostante ciò – continua il capogruppo Dem -, dal 4 maggio il trasporto regionale è ancora nella sua fase 1, aperto al 50 per cento, anche se il sistema economico umbro si va gradualmente riattivando. Un grave errore – prosegue – che pesa sulla vita di chi vive in zone periferiche dell’Umbria, ma soprattutto sui lavoratori non richiamati in servizio e costretti ad utilizzare il Fondo Bilaterale di Solidarietà”.

“Per queste ragioni – spiega Bori – è fondamentale riattivare il servizio anche per sostenere ed accompagnare la ripresa economica. Serve uno scatto in avanti, e serve che l’assessore finalmente ascolti il grido di aiuto dei sindacati, che più volte hanno fornito un quadro sulle criticità da risolvere, a partire – conclude - dal versamento dei corrispettivi economici dovuti alle aziende del trasporto pubblico, relativi ai mesi di marzo e aprile, e ancora non pagati”.


 

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