Porzi5Il consigliere Donatella Porzi (Pd) informa di aver incontrato le associazioni di Terni, Foligno, Spoleto, Perugia e Città di Castello che hanno firmato un appello alla Regione affinché “vengano riattivati quanto prima e al massimo della sicurezza possibile tutti i servizi per la cura della salute mentale”. Porzi evidenzia che “è fondamentale prestare la massima attenzione sulle fasce più deboli, che hanno sofferto più di altre la lunga fase di lockdown”.

 

(UNWEB) Perugia  Anche nell’emergenza sanitaria non si può permettere la creazione di malati di serie a o malati di serie b, lasciando indietro chi ogni giorno combatte con sensibilità legate alla salute mentale”. Lo dichiara la consigliera regionale del Partito democratico, Donatella Porzi, “dopo un incontro con le associazioni Usam – Terni, Liberi di essere – Foligno, Le vie dei Canti – Spoleto, Madri Coraggio – Perugia, Crisalide – Gubbio, Le fatiche di Ercole – Città di Castello, firmatarie di un appello alla Regione”.

“Non c’è salute, senza salute mentale dice la famosa ‘Dichiarazione di Helsinki’ dell’Organizzazione mondiale della Sanità – rimarca Porzi – ed è fondamentale ragionare con attenzione massima sulle fasce più deboli, che hanno sofferto più di altre la lunga fase di lockdown. Sempre maggiori i casi di genitori che, dopo due mesi di quarantena, hanno difficoltà a tenere sotto controllo i propri figli. Oppure di chi vive nelle strutture e che non può ancora vedere i familiari. Ecco dunque che emerge la necessità, da parte della Regione Umbria, di riattivare quanto prima e al massimo della sicurezza possibile, tutti i servizi per la cura della salute mentale”.

Per Donatella Porzi “è necessaria ed urgente una seria programmazione da parte del direttore alla Salute e Welfare, Claudio Dario, in grado di dare linee guida chiare e tempi definiti ai direttori dei Distretti per la creazione di un numero adeguato di posti letto in Spdc (Servizi psichiatrici di diagnosi e cura). Le normative nazionali sono molto dettagliate e non prevedono la eventuale possibilità di utilizzare spazi dedicati alla salute mentale e Spdc come luoghi da riconvertire per l’emergenza Covid-19. In questo quadro - continua - è da rifiutare e contrastare nettamente la possibilità di trasloco del Servizio psichiatrico diagnosi e cura dell’ospedale di Terni per la creazione di ipotetici spazi Covid free. Servono scelte politiche di responsabilità e non provvedimenti delegati solo ai burocrati, frutto di improvvisazione e superficialità. Su questo vigileremo attentamente e se necessario attiveremo tutte le procedure ispettive che si dovessero rendere necessarie”.

“La salute mentale – conclude Porzi – in questo momento va supportata e rafforzata, se vogliamo garantirci una possibilità di risposta alle esigenze attuali e future per coprire le lacune già presenti. Serve più responsabilità verso chi è in più evidente difficoltà e questa va esercitata con ascolto e adeguati interventi sociali e non con scelte affrettate ed autoritarie”.


 

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