Paparelli Fioroni(UNWEB) Nel question time di oggi, il consigliere Fabio Paparelli (Pd) ha chiesto all’assessore Michele Fioroni aggiornamenti sulla “procedura di vendita di AST e quali iniziative si intendano mettere in campo a tutela degli interessi economici, produttivi, occupazionali".Nell’illustrazione dell’atto, Paparelli ha rimarcato la necessità di “riaccendere l’attenzione sulla vertenza Ast e mettere in campo le azioni previste sulla base degli impegni assunti nell’atto approvato lo scorso 26 maggio dall’intero Consiglio regionale”.

Dopo aver sottolineato che “sia nel corso della fase precedente la fermata degli impianti produttivi di Ast, sia in quella successiva degli ultimi mesi, abbiamo assistito a un silenzio assordante della Regione Umbria, che non ha prodotto alcun intervento se non quello di ignorare, di fatto, perfino le posizioni assunte dalle organizzazioni sindacali che avevano dichiarato lo stato di agitazione”, Paparelli invita la Regione ad “impegnarsi a vigilare attentamente sulla gestione della fase di transizione sia in relazione alla sicurezza sul lavoro sia in relazione alle produzioni, oltre che instaurare un’adeguata interlocuzione con il Governo e con l’Europa al fine di prevenire scelte che contrastino con gli interessi di migliaia di lavoratori e con quelle di un sito produttivo altamente competitivo nello scenario europeo e mondiale, come quello delle acciaierie di Terni. La Regione deve favorire, per quanto in suo potere, un’interlocuzione con players internazionali in grado di mantenere l'integrità del sito, sviluppare lo stesso dal punto di vista delle compatibilità ambientali e delle produzioni di qualità, mantenendo almeno gli attuali livelli occupazionali. In tal senso, occorre portare a compimento già in questa fase il progetto scorie e quanto ad esso correlato, anche al fine del contenimento delle emissioni e di una maggiore competitività del sito stesso mettendo in campo risorse e strumenti necessari, anche sul fronte delle infrastrutture. Tutto questo per rendere il sito maggiormente appetibile per potenziali compratori all’altezza della sfida, non dimenticando che su Terni opera lo strumento di crisi complessa, con un accordo di programma che fissa impegni precisi sul versante del miglioramento dei fattori localizzativi: si dichiara a parole che c’è lo strumento della crisi complessa ma Giunta e sindaci non stanno facendo nulla perché sia qualcosa in più”.

Assessore Fioroni: “L’acciaio è strategico non solo per Umbria e per l’Italia ma in un mercato globale con eccedenza produttiva, dazi e dumping, diviene ancor più strategico. Occorre capire quale azione si voglia mettere in campo, non solo la Regione si cosa vuol fare la nazione nella siderurgia, capire qual’è la strategia del sistema Paese per un settore di interesse nazionale. Siamo costantemente presenti ai tavoli, ribadendo le necessità di Ast e di costruire un sistema Paese. Oggi il sistema acciaio italiano affronta una debolezza competitiva cronica, vedi il costo alto dell’energia, che causa un differenziale di competitività rispetto ad altri Paesi europei. C’è poi l’aspetto sostenibilità: entro ottobre verrà pubblicato un avviso con risorse regionali per grandi progetti di tutela ambientale, progetti da 5milioni di euro, connessi anche con la tutela della salute. Entro ottobre sarà pubblicato il bando per la qualificazione ambientale, la presidente Tesei ha convocato proprietà e sindacati per conoscere lo stato di avanzamento della trattativa e le prospettive. Si vuole valorizzare la tipicità dell’Ast, una realtà produttiva unica, quindi ancor più strategica. La Regione aveva aderito alla richiesta del Mise per un contributo del 3 per cento per la ricerca e innovazione complessa, ora occorre sollecitare il governo sul ruolo che deve avere la siderurgia in Italia e capire qual’è la strategia. L’attenzione è alta sul tema. Ricordiamoci che in questo momento abbiamo un grande gruppo che ha aperto una procedura di vendita, non è vertenza Ast”.

Nella replica conclusiva, Paparelli ha detto: “prendo atto che ancora una volta non si risponde. Non basta dire acciaio strategico e stiamo monitorando, dovete dire cosa state facendo nel monitorare. Cosa fate per la fase di transizione, la sicurezza sul lavoro, sulle scorie. La misura del 3 per cento a sostegno è stata già data altre due volte in passato, ma non ha dato risultati. Finalmente, dopo che ho chiesto l’audizione dei sindacati con un atto ispettivo, sono stati convocati in Giunta. Mi auguro che serva a qualcosa, per fare un passo in più su crisi complessa e altri temi, da affrontare con un piglio diverso”.


 

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