126804040 2868485856721767 568192611789377916 nI consiglieri Fabio Paparelli  e Tommaso Bori (PD) e Thomas De Luca (M5S) hanno presentato una interrogazione alla Giunta regionale in cui chiedono di rendere noto il motivo per cui “è stato deciso di utilizzare e allestire un modulo di terapia intensiva nelle Marche, presso il nuovo Ospedale Covid di Civitanova realizzato recentemente per volontà dell’attuale consulente della presidente Tesei, Guido Bertolaso, anziché utilizzare a tale scopo il patrimonio pubblico disponibile in Umbria”.

 

(UNWEB) Perugia - “La Regione renda note le motivazioni per cui, nell’ambito del Piano di Salvaguardia, è stato deciso di utilizzare e allestire un modulo di terapia intensiva nelle Marche, precisamente presso il nuovo Ospedale Covid di Civitanova realizzato recentemente per volontà dell’attuale consulente della presidente Tesei, Guido Bertolaso, anziché utilizzare a tale scopo il patrimonio pubblico disponibile nella nostra regione, come da noi proposto anche nel recente incontro tenutosi tra minoranza e governo regionale”: è quanto chiedono i consiglieri regionali  Fabio Paparelli  e Tommaso Bori (PD) e Thomas De Luca (M5S), in una interrogazione presentata oggi alla Giunta. 

“Riteniamo - spiegano i tre consiglieri di minoranza - che tale scelta sia, al momento, incomprensibile, considerato che al termine dell’allestimento di quella struttura, che dista più di 150 km, saranno disponibili solo 14 posti letto. La Giunta regionale dovrebbe, a nostro avviso, utilizzare risorse regionali per allestire nuovi posti letto all’interno di strutture pubbliche in grado di contenere lo stesso numero di posti. L’utilizzo dell’ex Milizia di Terni, di proprietà dell’Agenzia regionale per l’edilizia residenziale o degli immobili dell’ex presidio ospedaliero di via del Giochetto a Perugia, avrebbero potuto e potrebbero ancora rappresentare un’alternativa strutturale decisamente più in linea con le finalità emergenziali e con la valorizzazione del patrimonio regionale”.

Paparelli, Bori e De Luca aggiungono che “per poter fare una valutazione compiuta dovranno essere ancora chiariti alcuni aspetti di merito della vicenda, tra cui il costo di allestimento a carico della Regione, quali saranno i tempi e le modalità dell’eventuale trasferimento del personale medico, sanitario e infermieristico nelle Marche e se ci sono accordi sindacali in tal senso. Occorre poi capire quale ruolo abbia davvero il consulente volontario Guido Bertolaso e quale sia quello di Patrizia Arnosti che, come riportato nell’articolo del Fatto Quotidiano del 19 novembre dal titolo ‘Il piano Bertolaso: tutti nelle Marche nel ‘suo’ ospedale’, “è per molti una delegata di fatto che partecipa alle principali occasioni pubbliche impartendo disposizioni”. https://rassegna.crumbria.it/news/2020/11/19/2020111902046103509.PDF?n=90 (link is external) Considerando che Patrizia Arnosti non risulta essere mai stata citata in alcun atto deliberato dalla Giunta regionale, nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria, sarebbe opportuno chiarire eventualmente da chi sia stata incaricata e a che titolo, visto che, ad oggi, come riporta lo stesso articolo risulterebbe essere “la direttrice generale della Società Promedia Srl, società di engineering che ha realizzato l’Ospedale di Civitanova con il contributo determinante dell’Ordine di Malta”.


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