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Politica

Aula: realizzazione di una residenza per esecuzione misure di sicurezza (Rems) in Umbria – approvata all’unanimità mozione Lega-Fdi

Di Redazione Umbria Notizie Web 23 Febbraio 2021 – 12:41 4 min di lettura

152776543 2938947083008977 2995859544908381290 nL’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità la mozione presentata dai consiglieri della Lega (Francesca Peppucci, Eugenio Rondini, Valerio Mancini, Daniele Carissimi, Daniele Nicchi) e dal Gruppo di Fratelli d’Italia (Eleonora Pace e Marco Squarta) che impegna la Giunta regionale ad intervenire per la “Realizzazione di una Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems) in Umbria”.

 

(UNWEB) Perugia,  – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità la mozione promossa dai consiglieri della Lega (Francesca Peppucci, Eugenio Rondini, Valerio Mancini, Daniele Carissimi, Daniele Nicchi) e dal Gruppo di Fratelli d’Italia (Eleonora Pace e Marco Squarta) che impegna la Giunta regionale ad intervenire per la “Realizzazione di una struttura Rems (Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza) nella Regione Umbria”. Nello specifico viene chiesto all’Esecutivo di “rivedere l'accordo interregionale con la Regione Toscana relativo alla realizzazione e gestione di residenze comuni per detenuti con patologie psichiatriche e di dotare l’ Umbria di una struttura propria Rems”.

Nell’illustrazione dell’atto, Francesca Peppucci ha ricordato che “la Regione Umbria, sin dall'emanazione della legge nazionale 9/2012, ha valutato la possibilità di una struttura Rems ma l'allora esiguo numero degli internati umbri (non più di sette) ha portato alla stipula di un accordo interregionale con le Regioni Liguria e Sardegna. La Regione Toscana si è impegnata ad ospitare, nelle proprie strutture, gli internati provenienti dal territorio umbro, per il numero massimo di sette unità, fermo restando l'impegno reciproco di favorire la dimissibilità, con presa in carico dei Dipartimenti di salute mentale del territorio di provenienza, delle persone che cessano di essere socialmente pericolose. Nonostante l'accordo, ad oggi i posti riconosciuti alla Regione Umbria risultano insufficienti e si riscontra non solo una difficile gestione dei detenuti ritenuti pericolosi e bisognosi del servizio, ma anche una lunga lista di attesa per usufruire dei posti. I costi per collocare queste persone nella struttura protetta, fuori regione, risultano tuttavia particolarmente elevati per la Regione Umbria. Al Carcere di Capanne risultano essere 120 su 360 i detenuti con problemi psichiatrici certificati, la cui gestione risulta difficile per gli agenti di Polizia Penitenziaria che pur non avendo le competenze necessarie si trovano a far fronte ad atti di autolesionismo e aggressioni. Nella relazione 2019 del Garante dei detenuti, per la Casa Circondariale di Capanne viene evidenziato un aumento degli eventi critici, anche di notevole gravità, spesso innescati da soggetti affetti da patologie psichiatriche per i quali il carcere non è certamente un luogo consono: dai tentativi di suicidio, alle rivolte, agli scioperi della fame, ai numerosissimi atti di autolesionismo, alle aggressioni al personale, fino al baratto dei medicinali (spesso psicofarmaci)’ e che ‘un'attenzione certamente maggiore deve essere riservata alle esigenze di cura e tutela della salute delle persone detenute affette da problematiche di natura psichiatrica o che abbiano manifestato un grave disagio psicologico, la cui considerevole presenza è stata più volte segnalata come elemento critico nella gestione della vita detentiva in sezione, nonché motivo di stress per il personale che vi opera a diretto contatto (peraltro senza una specifica formazione)’. Analoghe difficoltà seppur in numero inferiore, sono state rilevate anche nella Casa circondariale di Temi e nella Casa circondariale di Orvieto”. 

INTERVENTI:

Andrea FORA (Patto civico): “Favorevole a una mozione che evidenzia un problema importante per la comunità penitenziaria. Da anni si rileva l’esigenza di mettere in salvaguardia detenuti che manifestano problemi di fragilità psichica, che vengono trasferiti fuori regione e a volte non vengono presi in carico per via dei costi da affrontare, quindi la mancanza di una Rems in Umbria non permette l’adeguata presa in carico di queste persone. Comunque non è solo una questione di sicurezza, non è un rinchiudere questi soggetti ma un dovere istituzionale nei confronti delle persone che manifestano queste fragilità psichiatriche”.

Luca COLETTO (assessore regionale): “Ci siamo attivati dopo l’incontro con la Procura che ha posto questa necessità. I numeri sono notevolmente aumentati, servirebbero 10 posti più altri 10, per altrettanti pazienti maschi e femmine, che dopo adeguate valutazioni mediche e di percorso in relazione ai reati commessi dovrebbero gradualmente essere reimmessi nella società. Proprio per questo c’è necessità di una Rems, e con la delibera dello scorso 16 dicembre è stato approntato un gruppo di lavoro per determinare la collocazione e la costruzione della residenza. Quindi sono stati aggiunti dei tecnici per arrivare in tre mesi a definire collocazione e tipo di struttura”.

Fabio PAPARELLI (PD): “Voto a favore della mozione. La Regione valutò nel 2012 il piano per avere una struttura, ma con soli 7 pazienti umbri, allora, non era economico. Oggi le dimensioni sono diverse ed è opportuno farlo. Vorrei sottolineare che comunque il tema non è quello dei costi quanto quello dei diritti, riguarda la territorialità e la rieducazione di persone che in carcere non potrebbero essere seguite adeguatamente ed essere aiutate nel reinserimento. Il sistema penale deve essere in grado di reinserire nella società chi ha commesso errori”.

Nota della Redazione

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