violenzasulledonne"Il mio pensiero oggi non può che andare, prima di tutto, alle tante, troppe donne vittime di atti di violenza, abuso e sopraffazione. A loro va tutta la mia solidarietà, con l'impegno a continuare, per quel che mi riguarda, a mettere in atto ogni azione possibile affinché cessi la violenza sulle donne"

. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in un suo messaggio in occasione della odierna ricorrenza della "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".
"Ho ancora forte in me il sentimento di dolore per l'uccisione di Laura Livi a Terni, qualche settimana fa. Ho detto allora, e lo ripeto oggi, che Laura – come migliaia e migliaia di altre donne - ha subìto la rabbia, la violenza fino alla morte, dalla mano di un uomo, marito e compagno, che avrebbe dovuto rispettarla, proteggerla, sostenerla nel compito di madre. Laura è stata uccisa soltanto perché donna".
La presidente Marini ha quindi rinnovato l'auspicio che nelle prossime settimane il Consiglio regionale dell'Umbria possa approvare il disegno di legge per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini, "che ci permetterà – ha affermato Marini - anche di tutelare e difendere le donne vittime di violenza, ma soprattutto continuare a mettere in campo la rete dei servizi necessaria a produrre quei cambiamenti culturali e sociali indispensabili per costruire il rispetto di genere e di tutte le donne".
In questa occasione, la presidente Marini ha voluto anche ricordare le diverse iniziative che la Regione Umbria ha messo in campo per contrastare la violenza sulle donne, promuovendo la costituzione di due Centri antiviolenza, definendo inoltre "molto importante quanto finora è stato fatto dal Centro regionale per le pari opportunità regionale, che ha sostenuto e sostiene tantissime donne in difficoltà. Si tratta ora di mettere in rete questa esperienza e di definire servizi nuovi, in grado di accogliere e di accompagnare le donne vittime di violenza e i loro bambini minori – ha concluso Marini - in un percorso di ricostruzione della propria vita ed autonomia".


 

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