IemmelloPerugia calcio. Intervista a Pietro Iemmello: abbiamo capito chi siamo, ripartiremo a mille coi nostri tifosi. Con Cosmi ottimi rapporti.

Tutti fermi, ma solidali!

Anche i Re si fermano davanti all’emergenza Covid 19.  Pietro Iemmello da Catanzaro, 17 gol all’attivo,   capocannoniere della serie B, come tutti gli italiani, deve rimanere a casa. Re Pietro morde il freno in attesa della ripresa dell’attività agonistica, anche se non si prevedono tempi brevi. Al calcio ovviamente continua a pensarci  sempre, ma sa aspettare, perché, dice, “il tempo che ci vuole e i comportamenti  che ci hanno prescritto, che invito tutti a rispettare, servono per tutelare la salute di tutti, che è il bene assolutamente primario: tutto il resto è relativo”.  Le giornate le passa in casa tra momenti di svago con i suoi cari e l’attività fisica con cyclette e attrezzi per rinforzare i muscoli, come da programma assegnatogli dallo staff tecnico del Perugia.  Ed il pensiero fisso al suo sud, dove il Covid non ha espresso la sua aggressività come nel nord ma, se lo facesse, potrebbe creare serissimi problemi: nella sua Calabria, ad esempio, dice che “ci sono solo 107 posti letto di terapia intensiva”. Anche per questo Pietro è stato tra i promotori di una raccolta fondi da destinare all’Ospedale “Pugliese-Ciaccio” della sua città d’origine.  

La crisi, il ritiro, e lo spirito di squadra che vale più dell’Ego

In attesa di riprendere, lo sguardo e l’analisi vanno a quanto è successo fino allo stop. “Una stagione partita benissimo, dice, fino alla gara con la Juve Stabia del ritorno il percorso era stato, se non netto, convincente”. Poi, è arrivato il calo, “anche con qualche sconfitta (Empoli e Benevento) non meritata, a fronte di prestazioni comunque buone”: se avessimo fatto qualche risultato, conclude, “ non si sarebbe parlato di crisi”. Così non è andata, per cui si è arrivati al ritiro di Cascia. “Lì, spiega, stando insieme ventiquattro ore, ci siamo potuti conoscere più approfonditamente. Eravamo già un buon gruppo, ma in ritiro abbiamo approfondito argomenti e sfaccettature che prima non avevamo affrontato”. Altri grifoni avevano sottolineato che il ritiro era soprattutto servito a mettere da parte egoismi e personalismi e rinsaldare lo spirito di gruppo. Iemmello non lo nega, anche se “filosoficamente” precisa  che non si trattava tanto di mettere da parte l’Io,  perché, comunque, chi cerca di fare al cento per cento la propria parte porta anche il massimo contributo alla squadra.

Con la Salernitana capito chi siamo: ora ripartire a mille!

Ad ogni modo, la  vittoria contro la Salernitana ha certificato che i chiarimenti erano serviti “ci ha dato respiro, commenta Iemmello, ci ha fatto capire chi siamo e cosa possiamo fare. Ha detto che l’emorragia si è fermata e ora, quando si riprenderà a giocare, a partire da quella base, potremo dimostrare cosa valiamo davvero”. Ma, per farlo, “dovremo ripartire a tremila all’ora” dice convinto. Per arrivare dove? “Spero, immagino, nei play off, per giocarci qualcosa di importante, senza però dimenticare che prima dell’ultima partita guardavamo la parte bassa della classifica  e che la lunga pausa forzata  renderà tutto ancora più imprevedibile”.  In ogni caso, l’appello ai tifosi è chiaro: “quando torneremo in campo, stateci ancor più vicini, perché sarà un altro Perugia, che nelle partite restanti potrà sorprendere tutti”.

A Perugia sto bene, la serie A può aspettare

Re Pietro torna poi anche sulle ultime ore convulse del mercato di gennaio, quando è stato sul punto di lasciare Perugia. “Io sono sempre sincero, precisa, e non nego che c’era la possibilità di andare ad una squadra di serie A (il Parma, n.d.r.) oltre che a Pescara. Il Perugia non ha voluto cedermi, ma neppure ha detto che ero incedibile se fossero arrivate offerte consistenti”.  Sono le logiche del calciomercato, anche se Pietro dice di capire i tifosi che non avevano visto bene le incertezze di fine mercato, come anche la società e mister Cosmi, che non volevano  che lui se ne andasse.  Alla fine, poi, non si è concretizzato nulla e Pietro è rimasto a Perugia, “città dove sto benissimo con la mia famiglia, da qui mi sarei spostato solo per andare in serie A”.  la massima categoria resta ovviamente un obiettivo per Iemmello, corroborato anche dalle tante reti segnate in questa stagione. “Però, precisa, per ora non ci penso, anche perché nessuno sa  quali dinamiche si innescheranno a fine stagione. E, poi, per impostazione mia mentale io farei solo contratti annuali perché, quando arrivo in un posto, rendo di più se affronto la stagione senza calcoli personali su dove potrò essere l’anno dopo, concentrandomi sugli obiettivi di squadra”.

Il 3/5/2, Melchiorri e Falcinelli

Già, la squadra. E i moduli. Qui Pietro si toglie il sassolino dalla scarpa: “qualcuno diceva che io avrei preferito giocare da solo in avanti, ma vi assicuro che non è vero. Io nasco giocando nel 4/3/3, ma preferisco avere un compagno vicino che mi apra gli spazi, anche perché col 3/5/2 torno dietro e gioco più palloni insieme ai compagni”.  E come compagno di reparto Melchiorri o Falcinelli? “Siamo un attacco ben assortito e, quale che sia la coppia d’attacco, l’abbinamento è perfetto”.  E spiega: “Diego lotta e corre 13 chilometri a partita; anche se non fa gol svolge un grande lavoro  e con lui mi trovo bene, anche perché posso risparmiare qualche rincorsa. Idem con Federico, che è uno che attacca la profondità, si allarga e apre spazi sui quali io posso agire”. Intanto, tra i tre, Pietro ha segnato 17 gol (ben più della metà delle reti di tutta la squadra) Melchiorri 3 e Falcinelli 1.  Ma c’è chi ha fatto notare che ben 9 di quei 17 sono stati siglati su rigore (Iemmello ha sbagliato solo il penalty in Coppa Italia a Napoli). Il bomber in proposito si concede un’altra frecciatina: “mi dà un po’ fastidio questa affermazione; logico che vorrei segnare di più su azione, ma, alla fine, i gol come li fai va bene!”. E, forse, anche per questo suo modo diretto di esprimersi i compagni lo identificano come un leader anche fuori dal campo: Re Pietro lo riconosce “ma, dice, siamo in cinque o sei a poter svolgere questo ruolo indispensabile nelle squadre di calcio”. 

Cosmi e Goretti, ottimi rapporti

Sul suo rapporto con Cosmi, Pietro ci tiene a precisare che è “ottimo, perché sia io che lui amiamo essere franchi, e poi Cosmi è anche una persona buona, per cui il mio rapporto con lui proseguirà certamente oltre questa stagione”. Cosmi è venuto al Perugia, squadra della sua città,  per fare grandi cose e, “se qualche volta non mi ha fatto giocare, non è perché i rapporti tra noi si fossero incrinati, ma per valutazioni solo tecniche che spettano solo a lui,  perché gli obiettivi della squadra sono prioritari rispetto a tutto il resto”.  E Goretti? “Ho un buon rapporto con Roberto, mi inseguiva da qualche tempo, già l’anno scorso eravamo andati vicini a concludere, lo ringrazio delle sue attenzioni perché mi fa sentire una persona importante”

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia


 

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