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Attualità

Messa dell’Arcivescovo con i volontari e i benefattori della Caritas.

Mons. Boccardo: «Noi cristiani non possiamo solo osservare e commentare i litigi vergognosi del Governo e dell’intera classe politica in tema di Covid-19. Siamo chiamati a dare il nostro contributo, con cuore generoso e attento, soprattutto agli anziani, alle persone sole, ai familiari dei ricoverati negli ospedali».

Di Redazione Umbria Notizie Web 21 Dicembre 2020 – 11:30 5 min di lettura

Il direttore don Edoardo Rossi traccia le linee programmatiche del suo mandato: «Scelte nuove e coraggiose per essere sempre più contagiosi». Alcune novità Caritas.

(UNWEB) Spoleto.Domenica 21 dicembre 2020, IV di Avvento, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha celebrato la Messa nella chiesa parrocchiale di S. Venanzo a Spoleto per tutti i volontari e i benefattori della Caritas diocesana. In chiesa, nel rispetto del distanziamento previsto per evitare il diffondersi del Covid-19, ne erano presenti alcuni provenienti dalle Pievanie della Diocesi. Col Presule hanno concelebrato: don Sem Fioretti, vicario generale; don Edoardo Rossi, direttore della Caritas diocesana e parroco coadiutore di S. Venanzo; don Paolo Peciola, parroco in solido di S. Venanzo; don Simone Maggi, parroco di Cesi di Terni e Portaria di Acquasparta; don Dieudonné Mutombw Tshibang, parroco di Verchiano di Foligno. C’erano i rappresentanti delle Caritas delle Pievanie. Presente il vice sindaco del comune di Spoleto Beatrice Montioni.

Nell’omelia mons. Boccardo, commentando il Vangelo del giorno che proponeva l’annunciazione dell’Angelo a Maria e il suo sì incondizionato a diventare la madre del Salvatore, ha ricordato ai volontari e benefattori della Caritas che anche il loro servizio nasce da un sì detto a Gesù che invita i cristiani alla prossimità verso quanti sono in difficoltà. Poi, l’invito dell’Arcivescovo alle persone che svolgono un qualche servizio in Caritas: «In questo tempo di pandemia sanitaria la nostra attenzione, accanto alle esigenze materiali delle persone, per le quali il nostro aiuto non viene meno, deve concentrarsi sul sostegno morale. Il Coronavirus, infatti, genera tanta solitudine, interrompe relazioni e contatti, diffonde paura. E noi cristiani non possiamo solo osservare e commentare i litigi vergognosi del Governo e dell’intera classe politica in tema di Covid-19. Siamo chiamati a dare il nostro contributo, con cuore generoso e attento, soprattutto agli anziani, alle persone sole, ai familiari dei ricoverati negli ospedali. Tutti conosciamo queste situazioni nella nostra zona di residenza: e allora basta una telefonata di vicinanza, il pranzo di Natale o del primo dell’anno fatto recapitare a casa, l’invio di un panettone, di una stella di Natale, di un semplice biglietto di auguri. Non abbiate paura cari volontari Caritas, con delicatezza accostatevi agli altri e ditegli: se vuoi, possiamo camminare insieme in questo tempo incerto».

Le linee programmatiche di don Edoardo Rossi. Durante l’offertorio, i volontari delle Caritas di Pievania hanno portato dei cesti alimentari per la Mensa della Misericordia. E alla fine della Messa don Edoardo Rossi, direttore della Caritas diocesana da poco più due mesi, ha illustrato quelle che possono essere definite le linee programmatiche del suo mandato. Ha detto don Edoardo: «Caritas di Spoleto-Norcia, con le parole dell’evangelista Marco (5, 41), “Io ti dico: alzati!”. Cari volontari e benefattori, siamo chiamati a ripensare l’azione della Caritas in modo nuovo e coraggioso. Ringraziamo il Signore per quanto fatto finora e per tutte le felici intuizioni realizzate. Ci è chiesto di essere una Caritas sempre più profetica, capace di leggere e interpretare i segni dei tempi, in costante uscita sull’intero territorio diocesano. Noi siamo la carta d’identità della Chiesa, attraverso di noi il Signore arriva alle persone ultime. La Caritas – ha detto ancora don Rossi - non è potere, non è sfoggiare il vestito più bello, ma è servizio e amore, nel nascondimento. Ogni giorno deve maturare in noi la consapevolezza che siamo le mani invisibili e concrete del Signore, unico autore della carità. É tempo, cari amici, di concretizzare quella fantasia della carità di cui tante volte si è parlato. E un primo passo è quello di tornare a coinvolgere i giovani al servizio del prossimo: grazie a Dio sono molto sensibili. E vorrei condividere con voi quanto accaduto oggi (domenica 20 dicembre, ndr) dopo la Messa delle 11.00 a S. Venanzo. Bussa alla porta di casa – dice don Edoardo – una giovane coppia di fidanzati che, in vista del Natale, hanno portato una grande spesa alimentare da condividere con i meno fortunati. Che bello! Allora, carissimi volontari, dobbiamo essere sempre più contagiosi e non avere il volto triste che spesso contraddistingue noi cristiani. Avanti, dunque, con coraggio e sguardo nuovo».

Ogni sera un pasto caldo ai barboni che dormono alla stazione. Sulle linee programmatiche del neo direttore don Edoardo Rossi sono già stati avviati nuovi servizi e confermati altri. Ad esempio, gli alunni e le famiglie della scuola elementare XX Settembre di Spoleto, come già da diversi anni, hanno raccolto in questo tempo prima del Natale dei viveri per la Mensa della Misericordia. Poi alcune novità: il magazzino della Mensa sarà aperto in alcuni giorni per l’iniziativa “Raccolta della Solidarietà” dove i volontari accoglieranno gli alimenti che le persone della Diocesi vorranno condividere nel tempo di Natale con i meno fortunati: da lunedì 21 a mercoledì 23 dicembre dalle 15 alle 17; giovedì 24 dalle 10 alle 12; dal 27 al 30 dicembre dalle 15 alle 17; da giovedì 7 a mercoledì 13 gennaio dalle 15 alle 17. L’Istituto Professionale Alberghiero “De Carolis” di Spoleto, poi, ha donato muffin dolci per i poveri; alcuni studenti dell’Istituto Tecnico Professionale “Spagna-Campani”, coordinati da una docente, si sono resi disponibili per ascoltare telefonicamente alcune persone anziane e sole segnalate dalla Caritas; infine, da qualche settimana ogni sera dei volontari Caritas si recano alla stazione ferroviaria di Spoleto per portare un pasto caldo ai barboni che vi passano la notte.

Nota della Redazione

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