Pantalla(UNWEB) Pantalla di Todi  – In riferimento alla notizia diffusa in data odierna anche dai media regionali su un paziente ancora positivo al Covid-19 dimesso dall'ospedale della Media Valle del Tevere, la direzione medica del presidio ospedaliero fornisce alcuni chiarimenti sui criteri adottati per le dimissioni di soggetti positivi a lungo termine.

Il paziente, come già accaduto anche per altri malati, è stato dimesso sulla base delle condizioni cliniche che non presupponevano più la necessità di ricovero ospedaliero, indicando chiaramente nella lettera di dimissione che, "Vista l'attuale situazione epidemiologica e politica in Umbria, si consiglia di proseguire l'isolamento domiciliare fino a nuova comunicazione da parte del servizio di Igiene e sanità pubblica a cui si invia copia della lettera di dimissione" e che, a tutela della salute dei familiari e della collettività, "Si raccomanda inoltre di continuare a seguire le comuni norme igienico-sanitarie". Pertanto, si sottolinea che non c'è stata nessuna negligenza né tantomeno menzogna da parte dell'ospedale e del medico che ha dimesso il paziente.

"Relativamente ai criteri scelti per la dimissione dei pazienti dal nostro reparto e alla riammissione degli stessi nelle proprie famiglie – spiega il direttore dell'unità operativa di Medicina Covid-19 dell'ospedale Media Valle del Tevere, Ugo Paliani – è chiaro che l'equipe multidisciplinare fa logicamente riferimento alle indicazioni emanate dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), dalla Società Scientifica Internazionale per le Malattie Infettive (CDC Statunitense) e dall'Istituto Superiore della Sanità (ISS) che si basano sulle evidenze scientifiche più aggiornate in merito all'infezione da Sars-Cov-2 (secondo cui i pazienti rimangono infettivi da 10 a 20 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, ndr)".

In particolar modo, l'OMS sottolinea che cinque studi hanno segnalato che "il virus, prelevato dai campioni respiratori di pazienti con forme severe di Covid-19, ha mostrato una capacità di replicarsi in colture cellulari pressoché inesistente dopo 9 giorni dall'inizio dei sintomi": pertanto, tutto ciò sta a significare che la contagiosità, anche in pazienti con una forma grave di COVID-19, si estingue dopo 7-10 giorni dai sintomi iniziali, nonostante il tampone molecolare possa rimanere positivo per svariate settimane ed in alcuni casi per qualche mese.

Per quanto riguarda, infine, le attuali varianti virali circolanti, non ci sono al momento evidenze scientifiche rispetto ad un possibile aumento del tempo di contagiosità nei nuovi positivi a Sars Cov-2.

(*) Dalle fonti:

- OMS: Criteria for realising COVID-19 patients from isolation (17 june 2020): "For symptomatic patients: 10 days after symptom onset plus at least 3 additional days without symptoms"
- CDC: INTERIM GUIDANCE ON DURATION OF ISOLATION AND PRECAUTIONS FOR ADULTS WITH COVID-19 (FEB 13, 2021): " Most adults with more severe to criticle illness or severe immunocompromise likely remain infectious no longer than 20 days after symptom onset"
- ISS: Isolamento, quarantena e contatti stretti: cosa sono e cosa fare (09/11/2020 relativa alla circolare del Ministero della salute del 12/10/2020): "....POSITIVI A LUNGO TERMINE: cioè le persone che continuano a risultare positive al test molecolare per settimane, potranno interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi anche in assenza di un test negativo, purché senza sintomi da almeno una settimana".


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