donnePd e Lista Civica "Cristian Betti Sindaco" rispondono all'appello della Rete Umbra per l'Autodeterminazione

(UNWEB) Corciano. Un Ordine del giorno che impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale di Corciano ad attivarsi affinché tutti gli Ospedali dell'Umbria possano garantire la somministrazione dei farmaci per l'aborto medico, oltre al chirurgico, con adeguate garanzie di privacy, orari, strutture e personale adeguato e formato. Lo hanno presentato Pd e Lista Civica "Cristian Betti Sindaco", rispondendo all'appello lanciato dalla RU2020_Rete Umbra per l'Autodeterminazione che si è rivolta alle forze politiche della regione per chiedere la presentazione contemporanea, il 15 luglio, di un odg sul tema dell'aborto farmacologico e della piena applicazione della L.194/78. L'intento della Rete Umbra – raccolto anche da Corciano, al pari di più di 30 Comuni umbri e vari membri dell'Assemblea regionale – è avviare una campagna mediatica che avrà come hashtag #194questioniincomune che porterà il tema del diritto all'aborto libero e sicuro di nuovo al centro del dibattito politico. Un percorso avviato un anno fa, ricordato in premessa anche nell'odg corcianese, quando la manifestazione di Perugia del 21 giugno mobilitò migliaia di donne, di giovani e persone di tutte le età, ma a seguito della quale la Legge 194 e le Linee di Indirizzo nazionali sull'aborto farmacologico che ne sono scaturite, non vengono ancora applicate. "Visto che la Regione Umbria a settembre 2020, a differenza di altre, ha deciso di non permettere l'aborto medico nei Consultori e poliambulatori, così come non somministra contraccezione gratuita a differenza di altre regioni quali Toscana, Emilia Romagna, Puglia e Piemonte – si legge, tra l'altro, nel documento – e considerato che ad aggravare il quadro dell'accesso all'IVG e alla contraccezione c'è la difficoltà per i più giovani ad informarsi e che i consultori sono ancora poco conosciuti, è importante – spiega ancora il documento - prendere posizione e contrastare politiche retrogade e lesive dei diritti delle donne, anche attraverso atti concordati come il presente". I firmatari, pertanto, auspicano che l'intero Comune possa supportare formalmente l'azione di sensibilizzazione della RU2020_Rete Umbra per l'Autodeterminazione che vuole arrivare in Consiglio Regionale attraverso interrogazioni mirate sul tema del diritto alla salute e dell'aborto.


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