100annistranieriIl Rettore De Cesaris: Questo ateneo è un grande patrimonio cittadino; la sua missione e le sue prospettive sono importanti per Perugia e per l’Umbria

(UNWEB) Perugia, Un pomeriggio di festa, riflessione e propositività quello con cui la Stranieri ha voluto solennizzare oggi il centesimo anniversario di attività, al quale hanno preso parte le massime autorità cittadine e regionali.

DE CESARIS:
Nel suo discorso il rettore ha richiamato i punti centrali del mandato istituzionale dell’Ateneo, la cui storia inizia esattamente un secolo fa, esattamente il 10 settembre del 1921, quando l’avvocato perugino Astorre Lupattelli istituisce corsi di Alta Cultura per stranieri, con lo scopo di diffondere all’estero la conoscenza dell’Umbria e d’Italia, di illustrarne la storia, la cultura, la civiltà, le bellezze artistiche. Dichiarazioni:
“Iniziamo oggi a festeggiare un centenario che ripercorrerà e tappe che hanno portato all’istituzione della Regia Università per Stranieri a partire dai Corsi di Alta Cultura ideati da Astorre Lupattelli. Tante saranno quindi le iniziative che metteremo in campo, le quali avranno in primo luogo gli studenti come protagonisti: per la prossima primavera è ad esempio in programma un raduno dei nostri ex studenti”

“Astorre Lupattelli quasi si stupisce del successo che i suoi corsi riscuotono, tanto che nel novembre del 1924 propone al Governo di istituire un’università destinata agli stranieri, con corsi estativi. La fama e il successo che l’Ateneo istituito nel 1925 guadagna in poco tempo fa sì che tra il 1935 e il 1937 si costruisce una nuova ala del palazzo Gallenga Stuart, grazie alla donazione di un facoltoso studente americano, Frederick Thorne Rider. Nel 1938 i paesi rappresentati all’Unistrapg sono ben 42, costituendo un unicum a livello nazionale. Tale dimensione ha fatto sì che poche settimane or sono il Sole 24 ore abbia pubblicato un ranking in cui la Stranieri risulta l’Ateneo pubblico con il maggiore livello d’internazionalizzazione del paese. E il dialogo di questa istituzione col mondo continua: abbiamo da poco destinato – ad esempio - 100 borse di studio a rifugiati afghani”
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LA MINISTRA MESSA, mentre faceva ritorno a Roma per partecipare al Consiglio dei Ministri convocato d’urgenza, al telefono con l’ufficio stampa dell’Ateneo ha posto l’accento sull’originalità e l’opportunità del progetto culturale alla base della nascita dell’Università per Stranieri di Perugia, sino all’inizio degli anni ’90 unico Ateneo in ambito nazionale a svolgere attività d’insegnamento, promozione e diffusone della lingua e cultura italiana a cittadini stranieri e italiani residenti all’estero. La ministra in particolare ha dichiarato:

“Abbiamo un patrimonio linguistico e culturale considerevole e dobbiamo sentire la responsabilità di una tale eredità. Le Università per Stranieri svolgono un compito istituzionale rilevante e non senza difficoltà, un compito che richiede una grande capacità di fare sistema. Gli atenei sono chiamati, per sostenere la promozione della lingua e della cultura italiana, a dare un forte contributo alla progettazione scientifica e all’innovazione tecnologica collegati al mondo della produzione, favorendo il recupero di quella capacità creativa e propositiva che nel passato ci ha permesso di affermarci nel mondo come campioni di qualità e fare circolare la nostra lingua fra gli stranieri”.

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Dedicato al rapporto tra Perugia e l’Università per Stranieri l’intervento dell’assessore alla cultura del Comune di Perugia, LEONARDO VARASANO: un’interazione <> l’ha definita, che ha dato alla città l’opportunità unica, a partire dagli anni Venti del secolo scorso, di convivere con una ‘rappresentanza’ straniera permanente, appassionata per condizione di partenza all’Italia e all’italiano. Dichiarazioni:
“Grazie a questo Ateneo Perugia diventa già nei primi decenni del ‘900 la capitale intellettuale delle città italiane minori. La Stranieri ha dato vita in città all’industria dei forestieri, che insieme alla crescita economica ha favorito l’apertura culturale della città. Nel 1931 si svolge infatti nell’Ateneo di Palazzo Gallenga un convegno della Società delle Nazioni, in cui la Stranieri è definita: “Esempio permanente di collaborazione spirituale fra tutti i popoli”. Alla Stranieri, poi, nel ’37 nasce la Sagra Musicale Umbria e nel 1950 Maria Montessori fonda il Centro di Studi pedagogici”
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Lunga è l’annoverazione dei rapporti e accordi della Stranieri con istituzioni culturali, diplomatiche e accademiche in Italia e nel mondo fatta da FEDERICA GUAZZINI, la quale rende conto da sola del ruolo trainante che l’Ateneo ha svolto per il territorio in senso economico-culturale. Dichiarazioni:
“Questo Ateneo rappresenta un patrimonio internazionalistico per tutto il paese; sia per il suo bacino studentesco, multiculturale e dinamico, sia per le innumerevoli azioni di diplomazia culturale svolte nei decenni in tutto il mondo. 30 sono attualmente gli accordi bilaterali che l’ateneo intrattiene con altrettante istituzioni culturali ed accademiche estere, 130 i dipartimenti universitari nel mondo con cui vi sono progetti d’intercambio attivi, 30 i paesi coinvolti nei progetti Erasmus ed Erasmus plus”.

Nel suo intervento MARIO GIRO, ha sottolineato la volontà di proiettare lo sguardo verso il futuro, incitando l’uditorio a prendere coscienza della cruciale importanza che la lingua italiana ha in rapporto allo sviluppo del paese. Dichiarazioni:

“Senza la promozione della lingua e della cultura italiana i nostri 500 miliardi di euro di esportazioni prima o poi decrementeranno. L’italiano è vettore di ogni forma di italianità, e l’italianità è in sé stessa un soft power che ci dà fama e profitto. I nostri prodotti, la nostra industria manifatturiera – la seconda d’Europa - sono spesso ‘muti’, ovvero vengono promossi senza un richiamo alla nostra lingua e alla nostra civiltà: facciamoli parlare, dunque, e diamogli la voce della nostra lingua!”.

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TESEI:
“Questo anniversario ci consente di riflettere sull’importanza di rimettere al centro di ogni dibattito politico i giovani, la loro formazione, la loro crescita culturale”.

ROMIZI:
“Questa Università ha aperto la nostra città al mondo e ci ha portato ad affinare il nostro rapporto con l’alterità umana e culturale, arricchendone la dimensione di accoglienza. La pandemia ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, questa istituzione è dunque un esempio di dinamismo formativo per la città e il luogo che costantemente ci insegna come solo collaborando, senza tener conto di confini e credi religiosi, si costruisce una dimensione sociale e umana migliore”.


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