piaggia alfredo de poi7(UNWEB) Perugia. Piaggia Alfredo De Poi. Ora si chiama così, in omaggio alla memoria dell’uomo politico, dirigente d’industria e appassionato artista perugino, la scalinata nelle vicinanze dell’auditorium San Francesco al Prato che, dalla parte alta di via Pascoli, porta ai dipartimenti di Scienze politiche, Economia e commercio e Giurisprudenza.

Alla cerimonia di intitolazione, che si è svolta oggi, 13 novembre, hanno partecipato il sindaco Andrea Romizi, l’assessore ai servizi civici e presidente della commissione toponomastica del Comune di Perugia, Edi Cicchi, e la famiglia di Alfredo De Poi, alla presenza anche del presidente dell’assemblea legislativa regionale, Marco Squarta, dell’assessore alla sicurezza del Comune di Perugia, Luca Merli, del vice sindaco di Foligno, Riccardo Meloni, e di numerosi amici. “Questa scalinata collega luoghi importanti della intensa vita di Alfredo De Poi, che ha sempre portato un grande affetto alla sua città di origine”, ha esordito l’assessore Cicchi. A prendere la parola è stato quindi il figlio di Alfredo De Poi, Sebastiano, affiancato dal fratello Tommaso e dalla madre Maria Chiara: “Questo è un luogo particolarmente significativo, perché collega l’Accademia, della cui Fondazione mio padre fu presidente, a Giurisprudenza, dove si laureò, e a Elce, il quartiere ove ha sempre risieduto. Mio padre ha amato molto Perugia, anche se gli impegni politici e lavorativi lo hanno portato spesso lontano. Questa giornata corona il suo impegno e ci rende orgogliosi e commossi”. Il sindaco Romizi ha concluso: “Oggi siamo in tanti a dimostrazione di quanta riconoscenza si stringa intorno alla figura di Alfredo De Poi. E’ la prova che chi lascia del bene per la propria famiglia, la propria città, il suo Paese, non viene dimenticato. Figure come De Poi, per la sua cultura politica, il suo europeismo, le competenze e la storia di serietà, oggi mancano molto. E’ stato anche un esempio di come, attraverso l’impegno, si possano conseguire risultati in tanti ambiti”.
Dopo la cerimonia del Comune per l’intitolazione della piaggia, l’Accademia di Belle Arti ha reso omaggio alla figura di Alfredo De Poi con il contributo di amici del mondo della politica e della cultura. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Romizi, del presidente dell’Accademia, Mario Rampini, e del direttore, Emidio De Albentiis, nell’aula magna dell’Aba si sono così avvicendati, moderati da Massimo Duranti, gli interventi di Gilberto Bonalumi, già senatore, Gianfranco Astori, consigliere per la comunicazione del Presidente della Repubblica, e Antonio Carlo Ponti, giornalista.
Molto attaccato alla sua città, per la quale si è sempre speso nei molteplici incarichi che ricoprì, Alfredo De Poi è personaggio di levatura internazionale per l’attività svolta in ambito politico e anche culturale. Nacque a Perugia il 7 novembre 1945 da Rita Chiuini, erede della concessionaria Lancia, e da Lorenzo Pietro, direttore della storica Farmacia San Martino. Precoce nell’apprendimento delle lingue, dopo gli studi al liceo classico Mariotti (fu condirettore del foglio scolastico Forma Nuova) e all’Università di Perugia (si laureò in giurisprudenza con Giuliano Amato), avviò subito l’attività politica con incarichi di vertice a livello nazionale ed europeo nei gruppi giovanili della Democrazia cristiana. Nel 1972 fu eletto presidente dell’Unione europea dei Giovani Democratici Cristiani (Uejdc). Fu tra i primi politici a prefigurare la formazione del Partito popolare europeo (Ppe), del quale fu uno dei fondatori. L’impegno per l’Europa lo portò nel 1972 a ricoprire il ruolo di Segretario generale dei gruppi parlamentari democristiani del Parlamento europeo e delle Assemblee della Ueo e del Consiglio d’Europa.
Nel 1976 fu eletto deputato per la VII legislatura del Parlamento italiano, riconfermato nel 1979.
Nel 1981 convolò a nozze con Maria Chiara Radi, matrimonio da cui sono nati Tommaso e Sebastiano.
Nel 1983 fu eletto presidente della Unione europea occidentale (Ueo).
Conclusa l’attività politica, è stato manager industriale, dirigente Telecom e direttore regionale di Telecom Italia e, dal 1991 al 1999, presidente della Camera di commercio di Perugia nella fase di riforma degli enti camerali. E’ stato anche pittore e scultore, con un impegno artistico costante. Accademico d’onore e poi di merito della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, ne fu presidente dal 2008 fino alla prematura scomparsa avvenuta il 17 agosto del 2010 nella città natale.

 

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