sala Neuroangiografica(UNWEB)  Perugia. Solo cinque casi in Europa per questa nuova procedura eseguita dall'equipe di Neuroradiologia interventistica extravascolare del Santa Maria della Misericordia su un paziente di 59 anni. Questo tipo di trattamento consente di evitare l'intervento chirurgico tradizionale che prevede il posizionamento di barre e viti metalliche e tempi maggiori di degenza ospedaliera

Perugia, 30 dicembre 2022 – L'equipe della Struttura Complessa di Neuroradiologia dell'Ospedale di Perugia, diretta dal Dott. Andrea Fiacca, ha eseguito il primo intervento in Italia completamente percutaneo (attraverso piccoli accessi tramite la cute) di stabilizzazione lombare su un paziente di 59 anni affetto da lombalgia cronica che gli procurava dolori e problemi di deambulazione.

Questo tipo di procedura chirurgica è chiamata fusione intersomatica lombare anteriore e posteriore e viene eseguita tramite chirurgia tradizionale. Per la prima volta è stata invece effettuata per via percutanea, con tecnica mininvasiva, attraverso due piccole incisioni cutanee di circa 1 centimetro mediante guida fluoroscopica (raggi X) utilizzando l'angiografo biplano della sala Neuroangiografica.

La procedura è durata circa un'ora, in anestesia locale e sedazione profonda. Il paziente, dopo un breve periodo di osservazione, è stato dimesso recuperando subito la possibilità di deambulare perfettamente.

L'intervento è stato eseguito dall'equipe medica di Neuroradiologia interventistica extravascolare (dott. Roberto Pantaleoni e dott. Lucio Bellantonio), con il contributo del team infermieristico di sala (diretto dal dott. Gianluca Castelletti) e quello tecnico (diretto dal dott. Romano Trippolini). Indispensabile anche il team anestesiologico diretto dal dott. Fabio Gori (anestesista di sala dott.ssa Anna Boanelli).

La tecnica percutanea ha numerosi vantaggi, in particolare, essendo una procedura mini-invasiva, permette l'intervento in regime di Day-Surgery con la dimissione del paziente nella stessa giornata. Questo tipo di trattamento (in casi selezionati) consente, inoltre, di evitare l'intervento chirurgico tradizionale che prevede il posizionamento di barre e viti metalliche, con tempi maggiori di degenza ospedaliera e convalescenza.

dottor Pantaleoni


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