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Sciopero, i farmacisti umbri scendono in piazza per chiedere il rinnovo del contratto

A proclamarlo Filcams, Fisascat e Uiltucs dopo rottura con Federfarma: "Necessario riconoscere adeguamenti retributivi" I lavoratori si fermano giovedì 6 novembre con presidio a Perugia in piazza Italia alle 9.30

Di Redazione Umbria Notizie Web 4 Novembre 2025 – 21:55 2 min di lettura

(UNWEB) – Perugia,  – Giovedì 6 novembre i lavoratori delle farmacie private umbre incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro, così come in tutta Italia, per sostenere il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. Intanto, nella serata di lunedì 3 marzo a Perugia, in varie parti della città e nei pressi della sede regionale di Federfarma, sono comparsi striscioni che chiedono "dignità, rispetto, salario" per i lavoratori delle farmacie. Lo sciopero, proclamato dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, arriva dopo la rottura del tavolo negoziale con Federfarma che, spiegano i sindacati, "continua a non riconoscere la necessità di adeguamenti retributivi e soluzioni normative coerenti con l'aumento del costo della vita e con il valore professionale dei farmacisti". La proposta economica avanzata da Federfarma, pari a 180 euro lordi, è stata giudicata del tutto insufficiente dalle organizzazioni sindacali, "poiché – sostengono – non adegua in alcun modo i salari all'inflazione e non riconosce il valore reale della professione, né il ruolo centrale che le farmacie private svolgono nel sistema sanitario nazionale".

In Umbria, nella stessa giornata, si terrà un presidio regionale in piazza Italia a Perugia alle 9.30, davanti alla sede del Consiglio regionale. I farmacisti manifesteranno per chiedere rispetto e riconoscimento concreti del proprio ruolo, "che – affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs – va ben oltre la semplice dispensazione dei farmaci. Le farmacie private, infatti, rappresentano un presidio sanitario e sociale fondamentale per il Paese, e la professionalità di chi vi lavora costituisce il primo punto di riferimento per milioni di cittadini in tema di salute, assistenza e prossimità sanitaria".

Le organizzazioni sindacali ribadiscono di aver "sempre cercato un confronto costruttivo, avanzando proposte concrete e sostenibili per un rinnovo contrattuale che garantisca adeguamenti salariali equi, una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, il pieno riconoscimento della professionalità anche in relazione alla farmacia dei servizi, e percorsi formativi capaci di valorizzare le competenze del personale". Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono quindi a Federfarma di tornare al tavolo di trattativa e di "favorire una rapida conclusione del negoziato, dimostrando di voler realmente tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private, attraverso un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione".

"Lo sciopero – concludono i sindacati – è stato dichiarato nel rispetto delle normative vigenti. Il percorso di mobilitazione è stato avviato il 20 ottobre dal coordinamento nazionale unitario delle strutture, dei delegati, e ha proseguito il 27 ottobre con un'assemblea nazionale unitaria partecipata da circa 4mila farmacisti, che ha definito le prossime tappe della vertenza, con manifestazioni e presidi organizzati in tutta Italia.

Nota della Redazione

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