(UNWEB) Perugia. E’ stato firmato oggi a Palazzo dei Priori il Patto educativo di comunità dell’Istituto comprensivo Perugia 8, un percorso “nato dall’ascolto e dal confronto con la scuola, le famiglie, le associazioni e le tante realtà presenti nei quartieri di Ferro di Cavallo e Olmo”.
Hanno partecipato, oltre alle assessore del Comune di Perugia Francesca Tizi (istruzione) e Costanza Spera (politiche sociali) e al reggente dell’Ic Luca Arcese, i soggetti aderenti: LiberBici, CAI Perugia – sezione “G. Bellucci”, ACLI Sede Provinciale di Perugia APS, Centro Socio Culturale Ferro di Cavallo APS, Plestina Ambiente e Territorio di Caterina Longo – CEA di Isola Polvese, Libera Perugia, So.Stare aps centro per la mediazione e il counseling nelle relazioni d’aiuto, A.S.A.D. Coop. Soc., CSC – Credito Senza Confini, ASD Perugia Baseball & Softball, Edizioni Corsare, Perugia Basket asd.
“La ragione per cui nasce il Patto – ha spiegato l’assessora Tizi - è semplice: le sfide educative che abbiamo davanti sono sempre più complesse e nessuna istituzione può pensare di affrontarle da sola. Per questo abbiamo scelto di mettere in rete le energie già esistenti: la scuola, il Comune, il volontariato, le associazioni culturali e sportive, il terzo settore, le parrocchie e tutti quei soggetti che ogni giorno lavorano accanto ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie. L’obiettivo è costruire una comunità educante capace di contrastare la povertà educativa e offrire maggiori opportunità di crescita ai nostri ragazzi”.
Secondo Tizi, la forza del patto è prima di tutto “nel metodo fondato sulla coprogettazione e sulla convinzione che le migliori risposte ai bisogni educativi nascano dal lavoro comune e dalla condivisione delle responsabilità”. Tra gli obiettivi del patto l’assessora ricorda quello di “trasformare il quartiere in uno spazio educativo diffuso, un riconoscimento del fatto che si impara non soltanto dentro le aule scolastiche, ma anche nei parchi, negli impianti sportivi, nelle biblioteche, nelle associazioni e in tutti quei luoghi dove si costruiscono relazioni e cittadinanza”.
“Il Patto Educativo di Comunità – ha affermato l’assessora Spera - rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare e consolidare la collaborazione tra scuola, famiglie, istituzioni, servizi territoriali, realtà associative e tutti gli attori che, a diverso titolo, contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni. Solo attraverso la costruzione di una rete educativa condivisa possiamo offrire a ragazzi e famiglie maggiori opportunità di crescita, inclusione e partecipazione, favorendo percorsi di crescita armonici, contrastando le disuguaglianze e promuovendo il benessere diffuso. Come Amministrazione – ha concluso l’assessora - crediamo nel valore della comunità educante e nel contributo che ciascun soggetto può dare alla costruzione del benessere delle nuove generazioni e dei territori. Solo così ciascuno può sentirsi parte di un progetto più ampio. Solo così ci si può sentire davvero comunità”.
Contenuti del patto – Il patto (art. 2) si propone di contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica; rafforzare l’alleanza scuola-famiglia-territorio; valorizzare le risorse educative, sociali e culturali locali; costruire una comunità educante inclusiva, coesa e responsabile; promuovere il benessere di bambine, bambini, ragazze e ragazzi come priorità condivisa; trasformare il quartiere in uno spazio educativo diffuso. Destinatari principali delle azioni sono “bambine, bambini, ragazze e ragazzi, le famiglie e l’intera comunità educante territoriale”. In base all’articolo 3, il patto ha ad oggetto la realizzazione di interventi educativi integrati finalizzati a potenziare l’offerta educativa e a costruire un ecosistema educativo territoriale. Le attività, definite e aggiornate in sede di coprogettazione, possono comprendere, a titolo esemplificativo, attività educative extrascolastiche e doposcuola; servizi di supporto alla genitorialità; laboratori culturali, artistici, sportivi e ambientali; iniziative di inclusione, intercultura e partecipazione comunitaria; utilizzo del quartiere come spazio educativo diffuso.




